Le ragazze degli anni novanta.

Avresti dovuto vederle le ragazze degli anni novanta,

che fumavano sotto le stelle con Dolores O’ Riordan che canta,

di frasi d’amore riempivano il diario,

Come una Alice qualunque che si innamora di Mario

E scriveva i “per sempre” sulla Smemoranda

Avresti dovuto vederle le ragazze degli anni novanta.

Poco più di vent’anni e il duemila alle porte,

ma il futuro è un bugiardo con le gambe un po’ corte,

poco più di vent’anni e qualche pena d’amore,

ma certe notti era bello aver mal di cuore,

con i sospiri intrecciati in fondo a una Panda,

Avresti dovuto vederle le ragazze degli anni novanta.

In quel posto segreto, quello del primo bacio,

rimanevi in attesa come un gatto randagio,

poi arrivava improvvisa bella come un temporale

e ti sentivi un po’ dio quando guarda il suo mare.

era la risposta perfetta a ogni domanda.

Avresti dovuto vederle le ragazze degli anni novanta.

Ne è passato di tempo e son cambiate le facce,

di Alice e di Mario si son perse le tracce.

Lei si è fatta ingannare da un amore bugiardo,

lui si trascina la vita e ha spento lo sguardo,

ma ogni tanto alla radio c’è Dolores che canta.

Non si sono mai arrese le ragazze degli anni novanta.

Alcune hanno un uomo a cui far promesse

altre hanno figli e diverse scommesse

spesso i sogni e la vita fan fatica a coincidere

ma loro fanno spallucce si ostinano a ridere

Hanno un lampo negli occhi che nessuno comanda.

Le riconosci tra mille, le ragazze degli anni novanta.

Adesso son donne con il basco e lo scudo,

soldatesse in tailluer con lo sguardo sicuro,

ma si accendono ancora quando si apre il sipario

e ripensano al posto, quello del primo bacio.

il cuore ha un sussulto e il respiro si incanta.

Sanno amare davvero, le ragazze degli anni novanta.

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33 pensieri su “Le ragazze degli anni novanta.

  1. Perché scrivi Pinocchio? Quando hai cominciato? Scriveresti anche solo per il piacere o l’istinto della scrittura? Il livello dei testi doveva per forza abbassarsi sui social perché qui il contatto tra scrivente e lettore avviene in tempo reale; non credo ciò faccia bene alla scrittura. Inevitabilmente si tende ad adeguare il testo e i contenuti al target dei lettori e questa non è una buona cosa. Tu cosa ne pensi?

    • Ok, provo a risponderti. Ho iniziato a scrivere credo in prima elementare, la maestra mi detestava perché faceva fatica a capire i miei temi. Ho scritto per il piacere di farlo per circa 40 anni, poi ho aperto il blog, continuo a farlo solo per piacere però sarei un ipocrita se dicessi che gli apprezzamenti di chi legge non mi interessano. Per quanto riguarda l’argomento social penso che ci siano degli ottimi scrittori che senza Facebook, Twitter eccetera avrebbero fatto molta più fatica a emergere. Ma sono delle rarità, la maggior parte di chi scrive, secondo me. sopravvaluta le proprie qualità. I social danno visibilità a tutti, il livello si è abbassato ma non credo che la colpa sia dei social, forse, semplicemente siamo diventati più pigri e ci accontentiamo di leggere post mediocri piuttosto che fare lo sforzo di cercare contenuti più profondi. In altre parole. Apri Facebook e leggi ciò che capita, per leggere qualcosa di serio dovresti uscire, andare in libreria, scegliere un libro e passare il tempo a leggerlo. Una faticaccia.
      Questo è solo il mio pensiero, non ho la presunzione di avere ragione.

      • La maestra non capiva i tuoi temi perchè aveva in testa un ordine e un concetto di scrittura preordinato e classico, tu invece scrivi come pensi. Se hai la storia dentro la fai scire così come ti è nata, poche mediazioni….credo che parli allo stesso modo, in Toscana molti sono come te.
        Concordo sui social e su molti blogger, ci sopravalutiamo, abbiamo le nostre piccole corti di tutti d’accordo, ci scambiamo piacevolezze ( a me più spesso insulti) ma in realtà cresciamo poco e a queste condizioni mi sembra scontato. Io ho avuto un cammino diverso, sono partito dalla lettura fin da piccolo e poi sono approdato presto alla scrittura ma avevo la grande fortuna di un ambiente elevato e una grande biblioteca in casa. Scrivere è un istinto, perfezionabile ma un istinto; ribadisco che questo istinto cresce solo sul cartaceo ma lì si pare una parentesi complessa. Sono gli editori che comandano, se sei dentro la tendenza del momento ti pubblicano altrimenti puoi continuare per secoli su un social. In bocca al lupo per il tuo cartaceo, vedo che hai trascurato il blog e penso sia stato a causa del libro che stai producendo.

      • In realtà ho trascurato il blog per impegni di lavoro e soprattutto perché non mi va di scrivere tanto per timbrare il cartellino. Mi piace pensare che sia una forma di rispetto per chi legge.

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