Si metta di profilo e dica trentacinque.

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Io adoro la tecnologia, questo è un assioma indiscutibile. Mi semplifica la vita, mi risparmia code infinite agli sportelli postali, e soprattutto evita di mimetizzarmi da gustatore paracadutista davanti al distributore automatico del videonoleggio.

Insomma, per un irrecuperabile pigro come me è una vera manna dal cielo. In campo informatico me la cavo abbastanza bene, certo, non sono un genio della main borad, ma comunque fra i parenti e gli amici mi sono guadagnato una certa stima in questo campo.

Per tutti questi ammorbanti motivi, mi sono trovato due giorni fa a casa di una mia amica per aiutarla ad aprire il suo profilo Facebook. Premetto che è sposata e madre di una bambina (si, certo…bambina) di docici anni, suo marito mio amico d’infanzia è un armadio di un metro e novantadue per 94 chili e tira dei jeb sinistri mica da ridere, praticamente, è uno che ha sempre ragione lui, a prescindere. Questo giusto per dire che il mio testosterone era alle Maldive a fare la pesca d’altura.

Ok, iniziamo la procedura. Nome, cognome, scuola, città e altre informazioni messe a casaccio. Fatto, Scegliamo una foto del profilo: io suggerisco un armadio a quattro ante dell’Ikea, le opta per la faccina di Pollon. Ora non ci resta che andare alla ricerca di un po’ di amici, ci tuffiamo percio in “persone che potresti conoscere”.

La prima persona della lista che il suggeritore personale di Mark Zuckerberg ci segnala, è una fanciulla discinta in posa da bimbaminkia: boccuccia a cuore, sguardo obliquo e peluche sullo sfondo. La mia amica iniza a ridere, chiedendosi chi sia quella “ragazzina ammiccante” (lei ha detto “puttanella” in realtà), e perchè mai dovrebbe conoscerla. Potrebbe essere sua figlia, si veste come lei, ha lo stesso colore di capeli e….infatti… è sua figlia!!!

Un colpo di cannone nella cattedrale di Santa Maria del Fiore avrebbe fatto meno rumore. Un mix di incredulità e sgomento: non ci si puo’ iscrivere a Facebook prima di aver compiuto 14 anni. E’ proibito cazzo! Vietato! Non s’ha da fa’! Ma come è potuto accadere? La lascio un attimo da sola con il suo sgomento, mi faccio serio e con un’ espressione quasi sofferente. In realtà sto soffrendo veramente, la carogna (il mio alter ego) si sta rotolando per terra in preda ad una crisi di riso incontrollabile.

Guardo la mia amica che si aggira circospetta attorno al profilo della figlia, come quando si chiudeva nei bagni della scuola a fumare, sta cercando il coraggio di andare a conoscere sua figlia. Non quella che ha messo al mondo, l’altra: la bimbaminkia dell’avatar.

Scopre così che la ragazzina di Facebook è una creatura trasgressiva e soprattutto bugiarda: ha dichiarato di avere 14 anni, invecchiando di conseguenza anche sua madre (e questo è davvero inaccettabile). E’ una vera incosciente, il suo profilo è pubblico, lo possono vedere tutti. E’ un genio informatico: ha creato pagine, modificato foto, inventato sfondi. Ma soprattutto è popolare: ha solo dodici anni e puo’ contare 1127 amici. Sua madre ne ha 42 (di anni, ma dite che ne dimostra 35, per favore) e 24 nomi sulla rubrica del telefono, compresi i genitori, i cugini e i due codici pin del bancomat.

In questo momento se ci fosse Tata Lucia, le consiglierebbe di affrontare la sua (ex)bambina, cercando un dialogo costruttivo, cercando di spiegare i pericoli che ci possono essere in rete, come se già la “piccina” non li conoscesse. Certo pensandoci bene, avere una figlia (decisamente) femmina con un profilo aperto e ben visibile è una vera e propria benedizione, per una madre, ma anche per un armadio di duecento libbre. Ti evita di fare opera di spionaggio andando a frugare fra le pagine del suo diario segreto, ma le ragazzine di oggi ce l’hanno ancora un diario segreto?, mah, ti tiene aggiornata sulle sue passioni e, cosa non da poco, sui suoi spostamenti, finendo così per decretare Facebook la migliore invenzione di tutto il millennio partorita dal genere umano, dopo i sensori di parcheggio.

Ma la sua “nuova” bambina, offre anche aspetti di sè che altrimenti rimarrebbero sconosciuti: l’affetto per l’amica del cuore, la paura della vita che l’attende e il rimpianto di non poter più giocare con il camper di Barbie. La mia amica ha gli occhi lucidi quando legge che sua figlia teme per la salute dei propri genitori, perhè li vede un po’ invecchiati. Io per non sapere nè leggere nè scrivere mi tocco le palle, visto che siamo quasi coetanei.

Certo, esprime questi concetti citando le frasi delle canzoni di Violetta, che oltretutto canta in spagnolo, o di Justin Bieber, che non ho ancora capito se canta. Probabilmente ha trovato le traduzioni leggendo “Io Donna” e adesso i 42 anni della madre si sentono tutti, non ci son cazzi!!!