Marziani e venusiane ovvero: goniometri e Andy Warhol

20131010-181239.jpg

Voglio essere onesto con voi (come sempre, del resto), questo post avrebbe dovuto essere incentrato su ciò di cui parlano le donne quando sono al riparo da orecchie indiscrete.

L’idea mi era venuta un paio di mesi fa, quando, per motivi e modi che non sto qui a descrivere, mi sono lasciato trascinare in spiaggia per approfittare del solleone. Sono stato combattuto fra quella proposta oppure accettare un lavoro in miniera. Alla fine la scelta è ricaduta sulla spiaggia, ma solo perchè non ci sono miniere nelle vicinanze.

Mi presento a metà pomeriggio e realizzo subito che la situazione sarebbe stata una buona fonte di ispirazione per almeno sei futuri post. Ero l’unico uomo immerso in gruppo di cinque donne. Si, lo so, gli uomini in questo momento mi sono vicini e a differenza di quello che qualcuno potrebbe immaginare, non mi stanno affatto invidiando. Si, perchè se sei in compagnia di una donna sei praticamente ignorato dal resto dei bagnanti, già con due, inizi ad attirare qualche occhiata di curiosità/invidia/compassione, con cinque non c’è gara, sei superfluo come come lo zucchero a velo sul tiramisù

Morale della favola, mi sono sdraiato, e armato di cuffiette e lettore mp3 ero pronto a godermi il bagno di sole, sudore, salmastro, sabbia e sputacchiate lasciate dai vari venditori di cocco. Che poi mi sono sempre chiesto cosa spinga i bagnanti a comprare pezzetti di cocco immersi in un secchio, con la temperatura dell’acqua pari a quelle delle terme di Porretta (e pulita come le fogne di Nairobi) e pagarli quanto un’intera piantagione. Ma d’altronde c’è chi si registra le puntate di “Uomini e donne” e quindi tutto è plausibile.

Torniamo a noi. Ero lì che mi ascoltavo l’ultimo successo di Mimmo Locasciulli, quando le pile del mio fedele apperecchietto sono passate a miglior vita. Sul momento…il dramma!!! Decido comunque di fare finta di niente e tenermi quelle mute diavolerie piantate nelle orecchie.

Allora, non so se qualcuno ci ha mai fatto caso, ma quando le donne temono di essere sentite da orecchie indiscrete, comunicano fra loro a ultrasuoni, come i delfini (avrei voluto dire “come le balene”, ma alcuni termini loro li fraintendono sempre), sono ventriloque non c’è niente da fare, se qualcuna non riesce a parlare tenendo le labbra chiuse, si mette comunque la mano davanti alla bocca, come Totti quando lo fanno sedere in panchina. Oh, tranquille, noi uomini siamo incapaci di capire bene quando ci urlate le cose, figuriamoci se sappiamo leggere il labiale e comunque, rilassatevi che non credo ci sia nessuna telecamera di Sky sport puntata su di voi.

Lo scenario cambia radicalmente quando parlano con la certezza che nessun altro possa ascoltare la loro conversazione. Ecco, in questo caso il volume della voce supera di parecchi decibel quello dell’Hollywood di Milano in Corso Como. Urlano come Beppe Grillo al “V-day”. Quello era il caso in cui mi trovavo in quel momento.

Però non capivo, il discorso era già iniziato e mi sfuggiva l’argomento, c’era una che diceva “…si..è da morsi”, ah ok, parlano di ricette di cucina, un’altra che ribatteva “eh…anche tre volte di seguito”, no, parlano del corso di fitness, infine quando l’ultima ha esordito dicendo “…prima di sposarci lo facevamo anche sui tetti” ho finalmente realizzato che parlavano di…découpage. Si ma, perchè disegnare sul tetto se nessuno poi puo’ vedere la tua opera?…mah…mistero

Certo, è proprio vero che veniamo da due pianeti diversi. Noi uomini quando siamo in gruppo parliamo solo di donne e angoli retti. In loro invece arde il sacro fuoco dell’arte. Beate loro.

Annunci

33 pensieri su “Marziani e venusiane ovvero: goniometri e Andy Warhol

    • Che vuoi farci, due uomini al tavolo del bar parlano di pallone, in tre di automobili, in quattro fanno una partita a briscola e in cinque fondano un partito politico. Formuliamo solo frasi minime in cui le parti anatomiche della donna sono il complemento oggetto. 🙂
      P.s. Grazie della visita.

  1. AHahaha… grandissimo. Io per solidarietà avrei scelto le miniere. Non ci sono? Ottimo, vado, scavo una buca enorme, porto tutto il residuo in zona, lo compatto e incomincio una miniera. Non c’è scampo. Scelta unica!
    In verità ho notato che le donne hanno anche un’altra caratteristica – variano sia intonazione e intensità (e qua hai espresso perfettamente il concetto) ma anche velocità! Io non credo di riuscire a raggiungere la velocità di parlata delle donne quando vanno in modalità Gossip!!! Sono praticamente delle mitragliatrici.. io riesco a stento a sputare fuori parole con il pallottoliere, figuriamoci a quella velocità ultrasonica.
    Gli uomini, invece, hanno caratteristica inversa… arrotondano la risata e le frasi sono brevi.. .tipo “passa birra” (ecco, l’uso di altre parole in mezzo è qualcosa di superfluo).
    Hai la mia comprensione con 5 donne. Ma tanta comprensione ahahah

    • Grazie mille, senti, ci tenevo a dirti che ti seguo sempre, lo so, non sembra perchè non lascio traccia, ma il tuo modo di scrivere mi “garba abbestia”. Ok, e ora, dopo questa dichiarazione strappalacrime, vado a smaltire la rosticciana della cena di gruppo di ieri sera. Ovviamente seguirà post.

      • Ma figurati! Già il fatto che mi segui e non mi cataloghi nella sezione “dementi ed irrecuperabili” è un punto d’onore 🙂 Comunque “abbestia” è un grande complimento, me lo dicevano anche a me quando mangiavo a tavola “ABBESTIA!!!” (ok, diciamo che era simile essendo del Nord ahahahah).
        Buona digestione e viva la rosticciata!!!
        Aspetto il relativo post 😉

      • ehehehe… vedi te… e io pensavo fosse qualcosa di positivo 😀
        Un livornesismo..il massimo che posso tirar fuori io è un misto fra veneto, trentino e tedesco… e tutti male. Perciò è deprimente 😀

      • La versione positiva mi era chiara, penso si rivolgessero a me con un ” A BESTIA”= animallo peloso setoloso = dal comportamento non appropriato per la Regina d’Inghilterra ahahahahahaah

  2. Guarda non commento, non perchè non avrei da dire, ma perchè hai scritto in modo tanto simpatico e originale che al momento riesco solo a ridere. sei forte.
    PS Le donne non parlano solo di sesso, ma anche degli uomini e sentissi cosa dicono!!!

  3. certo che se balena non sei non puoi interpretare male comunque… che ridere!
    ma fare un corsetto per imparare un po’ di labiale no eh? no no, a pensarci bene meglio di no che poi fate come mel gibson in quel film di cui non ricordo il titolo, che dopo una sonora scarica elettrica (a causa del phon mi pare di ricordare) acquisisce il potere di sentire cosa pensano tutte le donne… non ti dico! 😉

  4. No, secondo me hai capito male: quello che facevano sui tetti prima di sposarsi era prendere il sole (anche tre volte la settimana, prendendo a morsi il cibo che si erano portati su perché non era il caso di ridiscendere per prendere le posate che avevano dimenticato). Poi dopo sposati giustamente hanno smesso per non rischiare che capitasse qualche incidente ai bambini (azz, ma tuto mì me toca spiegarte?)

      • Non tutte le pelli si abbronzano, io avevo una collega che quando tornava dopo tre settimane di mare – e sapevo che se lo prendeva sempre tutto, dalla mattina alla sera – era più o meno come sono io a Natale.
        Sì, è dialetto veneto. E tu dove sei che vedo due ore di differenza?

      • Eh bè…è il dramma di avere la carnagione chiara…puoi prenderlo quanto vuoi, ma non ti abbronzi (questo dialogo è sul filo del rasoio…te ne rendi conto? Si?…ahahah)
        P.s. Sono in provincia di Livorno…qui abbiamo il fuso orario 🙂

      • Ah, Livorno, la famosa dependance delle isole Azzorre, capisco. (Ci sono stata una volta, e sono stata immediatamente portata a vedere un muro dove c’era scritto in vernice rossa, mezzo metro per tre metri, “Barbara bona ma troia”. Vabbè…)

      • Sempre detto che Livorno è sentina di ogni vizio. Che poi per capirlo non occorre mica andarci, basta incontrare un livornese, uno a caso, e la prima cosa che ti senti dire è: ir tegame di tu mà.

      • Ahahahah….cavolo ti vedo preparata, hai fatto un corso intensivo di livornese o anche tu sei cresciuta a pane e cacciucco?, si comunque non generalizziamo…non siamo tutti uguali…da me non si dice “tegame”…che diamine, siamo educati noi….si dice “budello”

      • Ho avuto un amante livornese, così adesso sono vaccinata, senza neanche più bisogno del richiamo. Loro comunque dicono che tegame è la forma educata e siete voi di provincia a usare la parola maleducata di budello, che ogni tanto comunque scappa anche a loro quando non si controllano tanto.

      • Ehi..devo confidarti una cosa…avvicinati, non devono sentire, avvicinati…mica ti mangio…ok…dicevo…a me “loro” stanno sulle balle in un modo che neanche immagini…ok ora continuiamo e facciamo gli indifferenti…dai fischietta…sorridi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...