Il mio trono per…una tacca

segnale

Ok, sono tornato dalle vacanze, (poi vi racconterò in un apposito post tutti i dettagli), non sono andato in un eremo sperduto o in una grotta senza fine, bensì in una ridente località turistica, dotata di tutti i comfort, tranne uno, un piccolissimo, quasi insignificante dettaglio. Non c’era la connessione internet. E non parlo solo di collegamento wi-fi, ma proprio assenza totale di una qualsiasi forma di “tacca”, “lineetta” o rigurgito di connessione, solo una scritta irritante, prepotente e fancazzista. “Nessun servizio”.

Ecco, ora è giunto il momento di fare un piccolissimo escursus del mio trascorso internettiano.

Era il lontano 1982 e mentre Dino Zoff in Spagna alzava la Coppa del Mondo io sul divano di velluto di casa alzavo al cielo il mio Commodore 64. Da li è stata una excalation di computer da salotto, camera, garage e doppi servizi (termo autonomo).

L’avvento di internet ha fatto il resto. L’apoteosi assoluta. Con internet ci fai tutto, E’ una sorta di oracolo onniscente digitale, offre tutto quello che c’è da sapere e anche una valanga di cose inutili che forse sarebbe stato meglio ignorare.

Sento il bisogno impellente di fare una doverosa distinzione fra: AVERE internet e ESSERE su internet. Ad una prima rapida e superficiale occhiata potrebbero sembrare vagamente la stessa cosa. Ma non è così.

Avere internet significa avere una connessione,, visitare siti interessanti, culturali, culinari o culi…e basta, ti scarichi un paio di video, leggi qualche articolo e magari impari pure un nuovo congiuntivo.

Essere su internet invece implica avere una vera e propria vita parallela in cui puoi condividere contenuti, commentarli, mettere qualche “like” a casaccio, socializzare con altri utenti, esprimere giudizi ed elargire pillole di saggezza…e magari in alcuni casi, ricordarsi di cancellare la cronologia.

Sarei pronto a giurare che la maggior parte dei miei piccoli lettori si identifica nella seconda categoria (cronologia a parte).

Si sta parlando semplicemente di vita parallela, niente di più. All’interno del selvaggio web ci sono persone che impostano questa “second life” in modo nettamente diverso da quella reale e altri che la mantengono perfettamente uguale. Per quanto mi riguarda, il mio alter-ego virtuale ha cambiato innumerevoli personalità digitali, ma non è completamente colpa mia, sono (tecnicamente) un insicuro cronico, ho passato la fine della mia adolescenza con gli assurdi rumori del modem a 64k nelle orecchie. E questo non mi ha certo aiutato.

Insomma, una volta che possiedi questa vita parallela non puoi fare a meno di controllare quello che si dice su di te, se qualcuno ha considerato, anche solo di sfuggita, il tuo ultimo post/commento (si, perchè noi insicuri abbiamo sempre bisogno di conferme, perciò…non vi risparmiate mai) o sugli ultimi sviluppi dei cuori infranti (leggi cornificati). Una volta che entri a far parte di questo Mc Donald’s vituale, non potrai più fare a meno di guardarti intorno e magari dire la tua ti sembrerà la cosa più naturale del mondo.

Ed ecco che ti ritrovi in un villaggio vacanze, a fare acrobazie per trovare uno straccio di segnale e giuro, sei disposto a tutto pur di trovarlo, così passi un paio d’ore, generalmente dalle 21:30 alle 23:30 a camminare come un rabdomante lungo il bordo della piscina completamente al buio, perchè la leggenda narra che lungo quello specchio d’acqua artificiale esista una remota possibilià di connetterti con il mondo esterno e riappropriarti del tuo alter-ego virtuale. Sei disposto a farti spolpare vivo dalle zanzare e a sopportare un tasso di umidità che si potrebbe sbucciare come una mela. Risultato: ti ritrovi dopo poco quasi dissanguato e pieno di “zanzaresche” bolle e con la sensazione che ti abbiano piantato un paletto nel collo che sbuca direttamente dal….ok sorvoliamo, sennò poi mi accusano di essere volgare.

Ma passano un paio di giorni e, senza accorgertene, ti stai disintossicando, oggi non hai controllato la posta e…caz…volo, ieri non hai neanche aperto facebook, oddio ti daranno per disperso, magari prima di andare a dormire ti fai la tua solita passeggiatina e scrivi una cazzata (oh, dai..una fatemela dire) qualunque per non essere definitivamente dimenticato. E invece, la passeggiata la fai, ma cazzeggi con un animatore che neanche conosci e che ti offre una Marlboro light, e sarebbe veramente un peccato non accettarla, anche perchè le Marlboro tra un pò, non potrai più neanche permettertele.

Alla fine, sono passati pochi giorni, ma ti fa un certo effetto tornare a casa e trovare la tua fedele connessione che ti aspetta scodinzolante. Puoi riprendere ad andare virtualmente per lande sconfinate, ma non ne hai voglia, esci in terrazza e tiri fuori il pacchetto bianco e dorato che hai fregato all’animatore. E ne accendi una.

Realizzi che forse eri arrivato al punto di curare più la tua presenza “on the web” piuttosto che quella fisica.

E in questo c’è sicuramente qualcosa che non quadra.

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35 pensieri su “Il mio trono per…una tacca

  1. Io sono GIOACCHINA, alcuni giorni perdo il mio nome reale..passo ore a controllare il blog, a leggerne altri a vedere i commenti..che cosa commenteranno sotto l’ultimo post di Giocchina? ho bisogno di disintossicarmi otra vez..esiste un centro di recupero?? magari altri 10 giorni in un’altra nazione potrebbero aiutare!

    • Coro di persone con sguardo fisso sull’ipad “Ciao Gioacchina”.

      Comunque un mio carissimo amico è appena tornato dalla Costa Rica, mi ha raccontato che il suo hotel era fra il casinò e il casino (non inteso come sinonimo di “confusione”), si è completamente disintossicato da internet ma ha un’infiammazione…che non sto neanche a dirti dove. 🙂

  2. La cosa carina è che ho appena letto un post di Pablo che diceva qualcosa di molto simile. Dev’essere un periodo favorevole all’autoconsapevolezza, questo. Io invece me ne sono accorta da tempo, che sono drogata di internet. È una cosa che non tollero, e so che senza sto meglio, l’ho provato in vari momenti, ma…poi la tentazione è più forte di me.

  3. bentornato! forse ti ho già accennato che anche io in vacanza non superavo la tacca e non mi piaceva per niente! (soprattutto in vacanza, se il collegamento c’è!, si ricava quel pochino di tempo da dedicare agli amici virtuali). penso che chi, come noi, ha patito quest’insufficienza, è perchè ha piacere di essere presente comunque anche nel virtuale

  4. Per 6 anni ho tenuto un blog che nei giorni buoni aveva 10 accessi (tutti di amici) e non mi importava assolutamente niente. Mi divertivo a scriverci, ma passavano settimane senza che controllassi le statistiche. Ora invece sta venendo anche a me questa smania e 10 giorni senza connessione mi sembrano insopportabili!

    • “Ed ecco che ti ritrovi in un villaggio vacanze, a fare acrobazie per trovare uno straccio di segnale e giuro, sei disposto a tutto pur di trovarlo, così passi un paio d’ore, generalmente dalle 21:30 alle 23:30 a camminare come un rabdomante lungo il bordo della piscina completamente al buio, perchè la leggenda narra che lungo quello specchio d’acqua artificiale esista una remota possibilià di connetterti con il mondo esterno e riappropriarti del tuo alter-ego virtuale. Sei disposto a farti spolpare vivo dalle zanzare e a sopportare un tasso di umidità che si potrebbe sbucciare come una mela. ”

      Oddio qui sono morto! Buahahahahaah….

    • Ahahah…rubato…che parolone…oh, in fin dei conti avrò speso migliaia di euro in sigarette, le ho sempre pagate, tutte queste accuse per pochi spiccioli mi sembrano ingiuste, questo processo è una farsa, i giudici sono politicamente corrotti …. Forse è il caso che smetta di seguire trasmissioni che ospitano la Santanchè

  5. Bentornato! Mi fa sorridere che tu abbia descritto esattamente quanto avevo letto dalla Bignardi qua:
    http://barbablog.vanityfair.it/2013/08/06/ho-capito-che-la-vacanza-piu-bella-e-quella-dove-non-c%E2%80%99e-campo/

    Disintossicarsi dal web è un processo molto più lento di quanto lo sia il riprenderne possesso… ma è comunque un toccasana essere fuori da internet, perlomeno in vacanza.
    Ora che ci penso, quest’estate ho postato pochissime foto dalle vacanze… buon segno!! ^___^

    • Cavolo, non sapevo che la Bignardi avesse scritto quest pezzo….magari avrei potuto “rubarle” qualche concetto. Comunque…il senso del discorso è molto simile, il suo, molto più bello.
      Ecco, prima di scrivere il prossimo post ti informo, così mi segnali qualcosa da “scopiazzare” ahahah 🙂
      P.s….ma come fai a scrivere lucidi commenti alle sette di mattina?

      • uhm, no, non sono le sette, è l’orario del server di wordpress che trae in inganno… sono le 9, sono già abbondantemente caffettata e come qualsiasi malato di internet, commento i post invece di lavorare 😉

        p.s. è ovvio che non hai copiato il pezzo della Bignardi, la coincidenza è mia che ho letto pochi giorni fa quel pezzo, e oggi leggo il tuo! Evidentemente, questo distacco da internet colpisce molte più persone di quanto immaginiamo 😀

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