Il nostro George non beve caffè.

padri-e-figli

 

I padri di oggi si vestono alla moda, son ragazzi cresciuti, con la barba strategicamente incolta, spingono passeggini variopinti e raccolgono migliaia di volte ciucci, scarpine, sonagli, pupazzi, cuscini e lattine di birra.

I padri di oggi fanno la gara delle tabelline e ci tengono a fare bella figura, ma su quelle del sette ogni tanto si perdono, ripassano i fiumi, gli egizi, i sumeri, il trapassato remoto e si sforzano di non ridere quando arrivano a Pipino il breve.

I padri di oggi conoscono la differenza fra bollitore e biberon, sono assaggiatori di minestrine, fanno l’aereoplanino con il cucchiaio simulando atterraggi di emergenza in bocche spalancate e vorrebbero intitolare una piazza all’inventore del bavaglino.

I padri di oggi tamburellano sulla schiena dopo la poppata, come fosse un djembe, tenendo il tempo come se stessero ascoltando Pour Some Sugar On Me dei Def Leppard e il ruttino entra perfettamente sulla rullata finale.

I padri di oggi spingono altalene e tornano a volare, sentono nuovamente il vento sulla faccia e lo stomaco che sale aspettando una spinta più forte.

I padri di oggi accompagnano i figli a scuola, sono sempre in ritardo, camminano veloci portando in spalla uno zaino niente male, imprecano, sbuffano, lasciano un bacio sulla guancia, si trattengono un attimo rubando un ultimo sguardo, tornano a casa fischiettando, chiudono il portone, si guardano allo specchio. Alcuni di loro hanno ancora lo zaino sulla spalla.

I padri di oggi si improvvisano ingegneri edili e fabbricano castelli di sabbia, spalmano creme protezione 50, fanno la spola ombrellone – bagnasciuga con un secchiello in mano, e si rivedono su una spiaggia che sembra ieri, certe volte sono ancora dei bambini con i braccioli.

I padri di oggi registrano la partita di champions per non perdersi l’esame di karate, sono agitati, incrociano le dita e trattengono il fiato sull’ultimo kata.

I padri di oggi non sono nostalgici, sono certi che i momenti migliori li stanno vivendo adesso, certo però che se vogliamo parlare di musica, non c’è scozzo.

I padri di oggi passano le notti facendo “le vasche” nel corridoio cantando Pippi Calzelunghe, con lo sguardo sognante, lo sbadiglio incessante e qualche strofa più bassa di un mezzo tono, ma sono sicuri che l’ascoltatore che stanno cullando non ci farà caso.

I padri di oggi scattano le pose con lo smatphone, ma non le condividono con nessuno, magari le usano come immagine per lo sfondo.

I padri di oggi sanno a memoria i palinsesti di Disney Channel, Boing, Super, Cartonito e il George che conosco loro non fa la publicità del caffè, ma gioca con Rebecca, Richard e Nonno Pig.

I padri di oggi sanno cambiare un pannolino con la stessa velocità dei meccanici ai box Ferrari con un treno di gomme. Spesso con risultati migliori e si stupiscono se qualcuno fa loro i complimenti.

I padri di oggi hanno il seggiolino in auto, le salviette sul cruscotto e guidano sbirciando i sedili posteriori dallo specchietto.

I padri di oggi ci stanno provando, ce la mettono tutta, nascondono le prove, odorano di bagnoschiuma, Armani uomo e latte cagliato. Spesso si sentono smarriti ed incapaci, combinano casini e alla fine chiedono aiuto.

I padri di oggi sono rilassati, per fortuna hanno sposato madri stupende.

“Non è difficile diventar padre; essere un padre, questo è difficile.”
Wilhelm Busch.

Un ringraziamento particolare a Ve lo dico in un orecchio per l’ispirazione. È sempre un piacere chiacchierare con lei.

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50 pensieri su “Il nostro George non beve caffè.

  1. Oddio, non vorrei far quella che è cinica (ma in fondo lo sono un pochetto), ma questa bellissima immagine di padre che hai appena qui descritta mi ricorda molto il principe azzurro, sai che cè, ne hai sentito parlare, ma non lo hai mai visto.

    Ecco, ora io non metto in dubbio che esistano, e che nel mondo reale dove vivo io, tutti sti padri così non li vedo…. non ho detto che non esistano 😛 ho solo detto che dove vivo io non ne vedo.
    Magari abito in un posto particolare nè!

    Ma trovo il tuo post lo stesso stupendo (insomma le favole mi piacciono sempre e tanto, mi fanno sempre un pò sognare ed io nell’anima un pò sognatrice lo son rimasta) e soprattutto la frase di Wilhelm Busch e di una verità accecante.

  2. Mio padre, che non è proprio un padre di oggi, per un periodo è stato così. Io sono fermamente convinta che un uomo possa essere un genitore con la G maiuscola e sostengo tutti i padri che davanti a un divorzio lottano per essere considerati sullo stesso piano della “madre”. Mio padre è un maniaco depressivo ed è diventato altro, ma questo non gli toglie il merito di avermi dato tutte le poppate notturne e di essersi scotato con il latte troppo caldo.

    • Sai, mentre scrivevo questo post pensavo a quante altre realtà possono esistere, più difficili, più intense ma per questo non meno importanti. Realtà che io non conosco direttamente e delle quali evito di parlare solo per non scadere in concetti banali, ma, segretamente, la mia speranza era che qualcuno di voi avesse voglia di farle conoscere, anche in minima parte, anche solo per dire “non la penso così”. Perciò, grazie, per aver raccolto il mio invito e per esserti raccontata in modo così semplice e diretto.
      Ok, sto diventando troppo serio…e questo mi preoccupa. Qui urge un post “cialtrone”. Al più presto direi.

      • Il tuo post fa riflettere su quanto sia solo un luogo comune il fatto che gli uomini non hanno interesse per la crecita dei propri figli o dei propri nipoti.

  3. E confermo, almeno parlando per me, che lo fanno senza che nessuno glielo chieda o imponga. Lo fanno perché vogliono farlo. Io sono già al livello 5, quello in cui si imparano le canzoni e le si cantano in auto durante il tragitto, quello in cui si fanno gli scherzi alla mamma da bravi complici. Quello in cui si inizia a spiegare perché quello oggi non si può fare, domani magari sì.

    A volte sono dispiaciuto che i padri di ieri abbiano perso tutto questo.

    • Ecco, io invece sono nella fase “babbo ma che fai???, se ti vede mamma ti scortica”. Praticamente si stanno per invertire i ruoli e Pippi Calzelunghe ha lasciato il posto a Marco Mengoni….(che detto tra noi musicalmente era meglio Pippi)

  4. Su quanto mi sia piaciuto questo tuo post mi sono già espressa privatamente 🙂 spero tanto che mio marito possa diventare un papà proprio come l’hai descritto tu: forse non perfetto, ma impegnato nel diventare il papà migliore per il proprio piccino, nonostante i difetti che lo caratterizzano. Un post davvero toccante. Grazie per la citazione, stimandoti molto per me è davvero un onore essere citata da te! La chiacchierata è stata un piacere anche per me 🙂

  5. Bella questa immagine di Papà.. Io non ne conosco di padri così, o forse ne vedo qualcuno in asilo da me, ma so che il mio Lui sarà un papà super! ( se Dio vorrà donarci la meraviglia di un bimbo). Ma tu sei così davvero o vuoi fare il tenerone via blog?!?! 😉

  6. che post dolcissimo……
    confesso di essere una fortunata allora….il papà dei miei figli non le ha tutte queste caratteristiche ma la stragrande maggioranza si 🙂
    e tu?

  7. Troppi luoghi comuni, i padri in questa società sono nella migliore delle ipotesi degli sconfitti giudiziosi ed eleganti. Nella peggiore solo dei padri biologici.

    • Cavolo, direi che sono sentenze amare e ti ringrazio di aver espresso le tue idee al riguardo, si, forse hai ragione, ci sono dei luoghi comuni, non so se tu hai figli, per quanto mi riguarda, ti assicuro che le cose che ho scritto le ho provate direi tutte, certo, in momenti diversi. Detto questo, non mi sento migliore di nessuno, sono solo un padre che sta cercando di abituarsi all’idea. E ogni tanto guardo i sedili posteriori dallo specchietto. Così, giusto per ricordarmi chi sono.
      Grazie del tuo commento.

      • Pinocchio guardare i sedili posteriori è il VERO POST. Hai scritto bene di padri risaputi che adombrano quelli di un secolo fa. meno teneri… ma più assenti?
        Sono quelli lontani che hanno prodott questi? O è andata diversamente? Di questo a parer mio si dovrebbe parlare dopo un post così. della fuga dai padri e dal senso di paternità che è guida ferma e seria comunque sia corrisposta ed è anche termine di paragone esistenziale per se stessi adulti; noi esistiamo come uomini anche al di fuori del concetto di padri, le madri esistono come donne al di là del parto? sai qui forse c’è una differenza profonda. Guardando il mio sedile posteriore Claudio e Marco non vi sono più seduti da tempo, guidano la loro macchinina. che pago io.

  8. Testo meraviglioso, complimenti.
    Hai fatto una panoramica a 360° e condivido tutto, i padri di oggi sono meravigliosi.
    Voglio rcordare il mio: è stato stupendo e non lo cambierei con uno di oggi per tutto l’oro del mondo, aveva, per l’epoca, una marcia in più.

  9. qh, che peccato…hai cambiato la testata( no, no che hai battuto una capocciata con un’altra ha ha ha, la testata quella lassù in cima uffa!)
    i padri di oggi sono diventati mammi, ovvio, le esigenze della vita moderna lo impongono, ma questo non impedisce loro di fare tanti casini e anche di divorziare dimenticando spesso tutte le tenerezze da te splendidamente descritte, vedo sempre il lato peggiore delle cose? non credo mi attengo, come te, alla realtà.
    Passa una pasqua serena livorné 🙂 🙂

    • Eccola lei !!! Ok, i padri fanno spesso casini, ma almeno una di queste cose la fanno sempre, magari poi se ne dimenticano, ma la fanno.
      Con questa testata sto diventando matto, a te come piaceva?…
      Comunque prima di Pasqua mi faccio vivo, sono due giorni che ho iniziato a scriverti, sono un pò incasinato, ma ce la posso fare. Tanto lo so che tu sei una bimba paziente e mi capisci.
      Un abbraccio. (Pisana non lo scrivo perchè…da noi non è un complimento)

  10. C’erano anche prima padri così, magari erano in minor numero (ma non è che quelli di oggi siano poi così tanti), ma c’erano. Lo so, ne avevo sposato uno. Uno che per giunta è stato così fino all’ultimo, e intendo proprio fino al suo ultimo respiro.
    E quante sveglie notturne mi ha risparmiato, e cambi di pannolini (dopo il lavoro ovviamente e i fine settimana, logico no?) e bagnetti e… e basta la, è inutile continuare a far l’elenco.
    Non era un padre di oggi, no certo, ma fosse ancora vivo potrebbe dare i punti a parecchi di loro.

  11. Bellissimo post… Ormai per me i tempi dei pannolini e dei passeggini sono un ricordo lontanissimo. Anche le tabelline ormai sono uno scherzo… Però l’altro giorno mi sono seduto accanto alla mia pargola che stava studiando e, con molto piacere, mi ha spiegato come dal latino si sono evoluti i dialetti italiani con esempi sulle varie pronunce e poi mi ha fatto ammirare le varie fasi con cui si scrivono gli ideogrammi cinesi. Lei adesso studia Mediazione Linguistica all’Università e io non ci capisco una mazza… Ascoltarla però è stato bellissimo.
    Se i padri di oggi sono così è anche per un senso di rivalsa. Quando io ero in quarta superiore i’ mi babbo non sapeva neanche se facevo il Liceo o se studiavo da Ragioniere o Geometra.. Quando lui aveva portato a casa la busta paga per mantenerci riteneva di aver già fatto il suo dovere.

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