Quando Roberto sorride.

Per gentile concessione di Barby
Per gentile concessione di Barby

Il mio amico Roberto non si chiama Roberto, tanto per cominciare.

È un tipo strano, anzi, stravagante direi, muove le mani in continuazione, ma in modo delicato, come se fossero farfalle, le persone parlano con lui e intanto si scambiano piccole gomitate d’intesa fra loro. Lui fa finta di niente, ormai credo non ci faccia più nemmeno caso. E sorride.

Parla, parla in continuazione, non fa dire una parola e con un tono di voce alto, troppo alto, che la gente non riesce ad ignorarlo, e fanno una faccia infastidita, ma lui si fida ad occhi chiusi della gente. E sorride.

Roberto si veste da schifo, colori che non ci combinano un cazzo fra di loro, ma profumano di sole, però dai Roby, la maglia blu sui pantaloni gialli è un cazzotto in un occhio. La gente gli fa una foto e la condivide sui social commentando “oggi Fufy è in forma”. Lui si mette in posa. E sorride.

Roberto sa di fragola, a volte anche di panna, e ha le labbra di creme caramel, certi giorni è una torta mimosa, altri una crostata di mirtilli, la gente gli passa vicino, lo annusa e scuote la testa. Lui saluta. E sorride. Roberto, non fa sport, lui fa il tifo, si esalta, grida e si sbatte come un ossesso e non importa che sia una finale mondiale o una partitella fra scapoli e ammogliati, lui fa il tifo. Comunque. La gente si sposta e lo fa passare, non lo vogliono alle spalle. Lui va in prima fila. E sorride.

Roberto è biondo, cioè sarebbe moro, ma è biondo, si aggiusta il ciuffo e muove la testa e lo fa spesso, troppo spesso e mentre lo fa si guarda intorno e si guarda spesso intorno. E sorride.

Roberto lo conosco da una vita, siamo cresciuti insieme e ve lo posso assicurare, non è un tipo che sorride. Roberto è uno che si incazza. Si alza alle dieci, ma si sveglia dai suoi sogni un paio di ore più tardi, vuole avere sempre ragione, ma poi ci ripensa e chiede scusa, si contraddice è un tipo che ti tira le parole e il bagnoschiuma alla vaniglia.

Sulla parete verde della sua camera da letto c’è una frase di Ruben Dario che dice “Quando va il mio pensiero verso di te, si profuma”, si, dice proprio così e se guardi più in basso vedi la laurea in filosofia, ma devi guardare bene, perchè è semi coperta dal foulard di chiffon. E c’è anche il quadro di Oscar Wilde. E quello si vede benissimo.

Non ride Roberto, quando è da solo si lascia mangiare dai pensieri, e c’è veramente poco da ridere, perchè lui non è forte, gli stronzi sono forti, dice lui, e se ne batte il cazzo, vuole piangere quando gli pare.

Me lo ricordo Roberto, a fare la pista per le palline dei ciclisti su una spiaggia che mi sembra ieri, certe volte è ancora quel bambino pelle e ossa. E già allora me lo ripeteva spesso Roberto “Fra’ io in questo mondo non mi trovo”.

Probabilmente fu in quel periodo che iniziò a sentirsi a disagio.

E non si arrende, a suo modo si difende, no, non si è messo a tirare cazzotti, ogni tanto ne prende uno, ma non fa niente. Ha solamente imparato a sorridere. Della gente che rideva di lui.

Perchè Roberto che non si chiama Roberto non chiede mai niente, vorrebbe soltanto non aver bisogno di sorridere.

Roberto sono io quando me ne frego e esco di casa con la maglia di Charlie Chaplin, è mia madre quando sbaglia i congiuntivi nello studio del dentista, è mio padre quando canta le canzoni degli anni sessanta inventando le parole. È ognuno di noi quando ci sentiamo fuori posto e vorremmo sedere in ultima fila. Almeno per una volta. Una volta soltanto.

“Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri.” Oscar Wilde.

Dedicato a tutti coloro che riescono ancora a dire “…ma si….’sticazzi”. Nonostante tutto.

Direi che questa ci sta tutta. Non cadete nella trappola, sostituite lei con un lui.

P.S. Un ringraziamento particolare alla mia amica Barby Di Cronache di un pigiama rosa per avermi regalato una delle sue splendide foto

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16 pensieri su “Quando Roberto sorride.

  1. Molto bello, ora esci da dentro la comfort zone e afferma: “Mah si sticazzi!” anche perchè, come Roberto che non si chiama Roberto ben saprà, questa vita è breve e noi siamo solo il battito di ali di una farfalla nell’infinita meraviglia dell’universo 😉

  2. Bisogna imparare a prendere a schiaffi questa folle vita che a volte toglie più di quanto riesce a darti, ma devi stringere i denti e andare avanti… Ho sorriso per troppo tempo, anche quando non c’era nulla per cui sorridere. Ma poi ho imparato a regalare sorrisi solo a chi li merita davvero. Ed ora ” ma si, sti cazzi” è diventata la frase con la quale ho deciso di affrontare tutto ciò che incontrerò lungo il mio percorso, nel bene e nel male. Direi che è stato un piacere averti regalato uno dei miei scatti, felice e onorata che tu lo abbia scelto Pinocchio! Un abbraccio :-*

    • Si, lo “sticazzismo” è anche la mia filosofia di vita, solo che alcune volte è davvero difficile portarla avanti. Il tuo scatto rappresenta perfettamente ciò che ho cercato di descrivere a parole. Ti devo un favore. Segna.

      • Si, a volte è difficile, ma ce la si può fare a portare avanti questa filosofia! Sono felice che tu abbia scelto quello scatto, ha una storia particolare alle sue spalle quella finestra, di persone che probabilmente hanno sorriso davvero col cuore dopo essere usciti da quello che era un manicomio, fortunamente chiuso vent’anni fa… Non mi devi nessun favore, per me è stato un piacere regalarti una fotografia… Besos :-*

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