Transennatemi !

coda

 

Io sono da sempre un amante delle file, ma non di quelle da dieci minuti alla posta, che ti sembrano diecimila ore, no, mi riferisco a quelle che durano mezza giornata. Le adoro proprio.

Ecco, detta così, qualcuno potrebbe allarmarsi e chiamare il reparto psichiatrico del più vicino ospedale e forse non avrebbe neanche tutti i torti, ma la mia, chiamamola, passione ha un suo fondamento: si, perchè quello delle file è un microcosmo a parte, è uno spicchio di mondo immobile mentre tutto intorno va veloce, e allora, fra persone immobili ci si conosce meglio, possiamo sbirciare un po’ la vita degli altri e sbuffare insieme per il tempo dell’attesa che non passa.

Di solito mi fermo sempre a studiarli un po’ “quelli” in fila, mi viene sempre la tentazione di accodarmi, così, senza un motivo vero, per il solo gusto di assaporare il “tempo fermo”.  E’ un ambiguo fenomeno sociale che possiede tutte le molteplici caratteristiche delle umane debolezze, comprese quelle più grottesche, ma non per questo, negative. E’ un bacino di raccolta di insoddisfazioni e dietrologie. Ok, ora la smetto di sparare minchiate e inizio a “parlare come mangio”

La fila è (quasi) democratica, non conta la tua estrazione sociale, il tuo vissuto, il ruolo che ricopri in questa società, spesso dei magnaccioni. Devi startene lì, insieme alla massaia che odora di soffritto e al pensionato con la prostata come una mongolfiera, con il tuo numeretto che continui a guardare ad intervalli regolari, nell’incoffessabile speranza che la cifra stampata sopra possa cambiare.

E più l’attesa è lunga, più la vera natura delle persone si manifesta in tutta la sua potenza distruttiva. Infatti se all’inizio i componenti sono tutti degli austeri soldatini disciplinati, impettiti, con lo sguardo fiero e la mascella volitiva, pian piano lo scenario cambia e il livello di sbraco è direttamente proporzionale alla rottura di balle. Gradualmente la tensione si scioglie e i rapporti umani aumentano. Iniziamo a scambiarci confidenze, a darsi ragione l’un l’altro, a spettegolare sulla moglie dell’assessore e a inviare qualche insulto gratuito a Silvio, così, a fiducia, che sul momento potrebbero anche risultare avventati, ma prima o poi torneranno utili. Un po’ come quando la nonna ci faceva le calze di lana lavorate a maglia in pieno luglio.

Puo’ sembrare incredibile ma il tempo che trascorriamo in fila è una manna dal cielo, non facciamo gli ipocriti dai, non è tempo perso, è un’occasione per tirare il fiato e per poter parlare da soli ad alta voce senza essere presi per pazzi. A vederli così mi ricordano sempre il signor Dogale, un personaggio decisamente strampalato che abitava nel mio quartiere, camminava da solo e inveiva contro tutto e tutti, si incazzava perchè faceva caldo, perchè i puffi erano blu, perchè non nascevano i funghi e perchè la fiat aveva creato la Duna (e qui non mi sento di dargli torto), tutti lo guardavano e ridevano, poi un bel giorno qualcuno gli regalò un auricolare bluetooth e nessuno fece più caso a lui. E poi dai, diciamocelo, molti fanno la parte dei sacrificati ma in realtà non hanno una mazza da fare.

Un paio di giorni fa, mi sono fatto ben quattro ore di coda, accompagnando una persona (speciale) che doveva realizzare un suo desiderio (sempre speciale). E così sono stato catapultato in un piovoso martedi pomeriggio, in una libreria nel cuore di Firenze insieme ad altri settecento invasati, anzi invasate. Si perchè la maggior parte delle persone erano donne/ragazze/varia umanità. E dopo circa mezz’ora è iniziato un tripudio di bimbeminkia che si facevano l’auto-foto con l’Iphone 5, io mi vergognavo come un ladro a tirar fuori il mio 4S, acquistato ormai nel lontano Marzo 2013 e appartenente all’era paleozoica. Ma si sa, il divertimento è contagioso e allo scoccare della prima ora di attesa ho iniziato a notare anche una moltitudine di mammeminkia che emulavano le mosse delle giovani pulzelle. A metà della seconda ora le chiacchere si sono fatte più intense e praticamente conoscevo i cazzi di almeno 150 persone, abbiamo iniziato a fidarci l’un l’altro: c’era la ragazzina che ” chi se ne frega se piove, pur di vedere “lui” mi prendo pure la polmonite”, la segretaria quarant’enne che “speriamo che non mi becchi il mio capo perchè dovrei essere a casa malata, ma per “lui” sarei disposta anche a farmi licenziare”, la madre di famiglia che “speriamo che non mi becchi mia figlia sennò faccio una figura di merda stratosferica, ma per “lui” potrei stirare camicie a vita” e il giapponese che “ma come sono  belli tutti questi animali domestici transennati, faranno parte del paesaggio?, nel dubbio scatto foto”. E io che guardavo tutte quelle donne e ripetevo alla mia accompagnatrice “oh, non fare scherzi….chiamami zio”.

Insomma per 4 ore ho condiviso, paure, inquietudini, panini al prosciutto, odore di piedi, sogni svaniti, grandi amori, rotture di palle, canzoni, libri rubati (signor Feltrinelli…io sono innocente), mariti in ciabatte la domenica pomeriggio, amiche mignotte che ti rubano il fidanzato, racconti di concerti, matrimoni passati, ricordi di spiagge, occasioni mancate….e il tempo è passato , “lui” è arrivato dispensando sorrisi e autografi, in 25 secondi eravamo fuori, il  giapponese era ancora dall’altra parte delle transenna a scattare foto, la “mia” persona speciale aveva gli occhi sognanti e io mi sarei fatto altre 10 ore di fila pur di rivedere quegli occhi.

Solo una cosa…senta signor…Marco Mengoni, non per essere pignolo, ma la prossima volta prima di fissare una data a casaccio, potrebbe mica controllare le previsioni del tempo?…no perchè c’ho un raffreddore da urlo.

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45 pensieri su “Transennatemi !

  1. E’ vero quello che scrivi sulle file, sulla varia umanità che le compone, sul piacere di farne parte.
    Piacere però parziale (almeno per me) perché si socializza, ma si tocca con mano anche il peggio che le persone possono esprimere e, su tutto, si è sicuri di ascoltare sempre una lamentela sui “politici che rubano… è tutto un magna magna… c’è la crisi, ma solo per noi…” che sarà anche vero, ma la noia di sentirselo sempre ripetere pappagalescamente!

    • Si, è vero, ma sono lamentele che sentiamo ovunque, non solo mentre facciamo la fila, certo che stare fermi per diverso tempo insieme ad altri, è uno stimolo irrefrenabile al luogo comune. Ok, ora vado a lavorare, certo che….non ci son più le mezze stagioni 🙂

  2. Assolutamente vero!
    Le file fanno uscire il vero carattere della gente e te le fanno conoscere nel loro lato più spontaneo.
    Mengoni mica male 😉
    Luna

  3. Fantastico…ho la tua stessa passione, ma per le file in cassa al supermercato.
    Mi ha sempre affascinato guardare le scelte dei clienti, da quello che comprano si può capire molto….gusti, filosofia di vita, a volte azzardo anche ad immaginarmi la professione e la vita familiare 😀

  4. Sono talmente abituata a non farne, perché la mattina mi alzo alle 4 per andare a lavoro e quando rientro non ho mai le facoltà necessarie per fare qualcosa che mi richieda di rimanere sveglia per più di dieci minuti ma immobile. E’ più possibile che mi addormenti in piedi… caso patologico.
    Ma non posso dire niente contro questo articolo…
    in questa settimana di ferie mi sono concentrata gli impegni che avevo da sbrigare alla posta e… meraviglia delle meraviglie… la gente sguazzava in un discorso riguardante Berlusconi parlando dalla posizione 3 alla posizione 7, guardandomi oltre la testa per comunicare meglio (o stavo qualcosa tipo alla 5)… che t facevano venire voglia di dire “ma se sposto la testa magari parlate meglio?”…
    Socializzo quando sto lavorando, sono dietro un bancone di un bar.
    Ma fuori di lì… sono golosa di intimità e solitudine, silenzio e isolamento.
    Mi sono infilata le cuffiette e li ho lasciati parlare della crsi e di politica ingiusta, guardando nel vuoto immersa nei Guns.

    • Ottimo metodo, io purtroppo sono goloso e basta. Ma le lunghe attese tirano fuori il mio animo di venditore con la faccia tosta e la chicchera facile. Anche se ammetto che il ruolo della “bella tenebrosa” ha sempre il suo fascino. Una cosa tipo…”chissà cosa ascolta o cosa scrive in quei messaggi”. Roba da manuale del perfetto psicopatico. 😜

      • Anche io sono golosa di tutto, mica solo di intimità e solitudine 😀
        Faccio la tenebrosa altrove perché al lavoro mi conoscono tutti come una cazzona patentata, non c’è speranza che mi vedano come inarrivabile e misteriosa 😛
        Lì dietro al bancone qualche discorso su politica e crisi lo faccio pure io, dai che lo ammetto 😛
        Ma non in fila. Oltre alle cuffie, ora ci piazzo pure la lettura del kindle… ancora più domande ‘chissà azz sta a leggere quella’ 😀

      • ahahahah favoloso, hai rispoto al mio commento a distanza di mesi, sono dovuto andare a rileggere tutto perchè ho la memoria di una zanzara. Figurati io a volte tengo le cuffie senza musica e tamburello simulando chissà quale ritmo. Mi sa che c’ho dei casini nella testa. 🙂

  5. Sai che non avevo mai visto le file da questo punto di vista?
    in genere se devo fare coda mi porto un libro e chi s’è visto s’è visto.
    Da oggi farò molta più attenzione agli umani che sono in coda insieme a me!

    • Il libro è una buona alternativa, io l’altro giorno me lo sono dimenticato a casa, per fortuna ero in coda all’interno della Feltrinelli….una meraviglia, meglio che in biblioteca: ampia scelta, gratis e soprattutto nuovi di pacca…dici che potevo leggerli?….ops…ormai è andata

  6. La prossima volta che sarò in coda, invece di sbuffare, mi guarderò intorno e inizierò a “studiare” il mio prossimo. Spero solo di non stare troppo in piedi, altrimenti svengo!

  7. Buahahaha stupeeeendo! 😀 No comunque no, io in fila sono asociale e non do corda (quasi) a nessuno! Chiedere per conferma a quello prima di me che l’altra sera s’è girato 3 volte … e che palle … e che caldo … e pensa te che … e io ho educatamente sorriso tutte e 3 le volte senza dire una parola. Forse perchè sono stati solo dieci minuti … ma mi indispone la gente che si lamenta , così, gratuitamente e che cerca conferma e solidarietà in me. Anche no, chi cactus sei? perchè mai dovrei condividere i cactus miei con te? su questo sono una spacca…palline e non do soddisfazione 😀
    Di solito cedo di fronte a donne, soprattutto coetanee e che non sia delle fighe di legno … si può dire di legno? Sì, dai, qui da te sì 😀
    Baci scimmiottosi 🙂

  8. fantastico questo post..
    io non sono una fan delle file, però faccio buon viso a cattivo gioco, quando mi tocca farla, cerco di assorbire più informazioni possibili del contorno e socializzo con chiunque. Tanto se ti incazzi perché ti sembra assurdo aspettare per ore una cosa che dovresti sbrigare in poco tempo, non è che poi per magia la fila si accorcia. 🙂

  9. Mitico! Di la verità, non è che sei partito dalla fila per dire con educazione al signor mengoni cosa ne pensi di lui?
    Scherzi a parte hai ragione, la fila è un pezzo di mondo, quelli che mi fanno incavolare di più sono quelli che aspettano fuori da un ufficio, da un banca,…che magari aprono alle 8,25 e dicono :”M;a se aprono un minuto prima gli fa male?” Vieni un minuto dopo ed entri senza aspetare fuori, magari sotto la pioggia e magari non prendi un raffreddore.
    La persona speciale ti deve proprio ringraziare…Marco Mengoni…Ma immagino quanto lo sia per te e tu per lei.

  10. A parte file di macchine, in posta, al supermercato… Volete mettere la fila di bambini a cui devo cambiare il pannolino ogni santissimo giorno dopo la nanna in asilo?! Sembra la via Crucis… E come dici tu, mi fa conoscere qualcosa di ognuno di loro!

  11. Non avendo la più pallida idea di chi fosse questo signor Mengoni, sono andata a chiederlo a zio Google: mamma mia che faccia da pirla! Ma non si può proprio guardare!
    Quanto al resto, file no grazie.

  12. Ho un dubbio sulle file, soprattutto su quelle alle Poste e alla Asl (che sono più democratiche di quelle per Mengoni). Come mai, fra mamme con pargoli piangenti, impiegati e operai che han preso permesso dal lavoro per pagare dei maledetti bollettini o studentesse universitarie che in coda sottolineano tomi improbabili, i più insofferenti e più brontoloni di tutti sono i soliti pensionati che non hanno mai niente da fare?
    Sei in coda e il pensionato insofferente ti scassa in continuazione… poi esci dalla Posta e lo trovi immobile a osservare un’operaio che fa una buca in un cantiere stradale…

  13. Adoro fare le stesse osservazioni sui mezzi pubblici, ma in fila forse ci si sente legati dalla comune sofferenza dello stare in piedi e si socializza di più…
    Guarisci presto 😛

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