Ho visto Parigi ma ero sotto anestesia.

Ultimamente vedo più spesso la guardia medica di mia madre.
Sarà l’età che avanza, sarà che voglio fare il figo e non c’ho più il fisico (come disse la mamma di Einstein quando il bimbo andò via di casa), fatto sta che questa notte/mattina mi son ritrovato nell’ormai familiare ambulatorio.

Mi sono svegliato nel cuore della notte con un mal di denti da prendere a craniate un bisonte. Ora, diciamocelo, sono un uomo e questo non gioca a mio favore. La prima cosa che un maschio adulti si sente ripetere quando sta male è quella di non riuscire a sopportare il dolore, pare infatti che un giorno, un vattelapesca di dottore (ma io sospetto…dottoressa) abbia stabilito che la soglia di sopportazione maschile sia di gran lunga inferiore a quella delle donne. Il discriminante è il parto. Sempre e comunque.
Puoi finire scorticato vivo e patire le pene dell’inferno, ma arriverà sempre una donna, in particolare una mamma, ovviamente non la tua (ma a volte anche la tua si lascia andare) che ti dirà con mento alto e sguardo fiero “tsè io ti farei provare i dolori del parto, vedrai che dopo gli altri sarebbero passeggiate di salute”.

Ma che cazz…ehm caspita di paragone è?…allora io ti farei provare a pulire i cessi durante il militare…vedrai che dopo ti sembrerà di camminare in campi di lavanda..
Lo so, in questo momento mi sto inimicando le simpatie di tutte le donne che mi seguono…ma abbiate fede, saprò farmi perdonare.

Insomma, io non ho mai partorito, e, a meno di clamorosi sviluppi genetici, dubito che proverò quel tipo di dolore, ma anche il mio “misero” mal di denti può dire la sua in fatto di dolore. Tra l’altro non mi sono neanche impressionato più di tanto, a parte allertare l’elisoccorso (questa me l’hanno suggerita su facebook) e iniziare a scrivere le mie ultime volontà, per il resto niente di che.

Il medico che mi visita è quello dell’aloe, ma stavolta è vestito e ha pure rinnovato il campionario delle bestemmie. Sbadiglia, sbuffa, scuote la testa…cazzo l’ho svegliato, mi dispiace….mi sento in colpa, ma il mio premolare mi riporta alla realtà, se non mi da qualcosa gli salto in testa come un mastino napoletano. Prende una fiala e una siringa…si avvicina e mi propone una domanda spiazzante “preferisci sulle chiappe o in bocca?”…oh…non scherziamo…che domande sono…non capisco ma nel dubbio rispondo “chiappe! Se non altro sono libero di protestare” (questa è un pò articolata, infatti lui non l’ha capita e m’ha somministrato il Tora-Dol per via sub-linguale).

L’effetto è pressoché immediato, riprendo ad essere nel pieno della mia (semi) facoltà mentale, salgo in macchina ed è ancora buio…e qui…scatta qualcosa….

Non mi capita spesso di guidare mentre tutti stanno dormendo, tantomeno mi capita di farlo nella mia città, è una sensazione strana, ne approfitto e faccio il “giro lungo”, arrivo in centro ed è deserto, è silenzioso, è bellissimo. Decido di fare due passi per il corso, lo so, non è una cosa da persone sane di mente, ma cavolo, sono sotto anestetico….posso permettermelo.
Non l’avevo mai vista sotto queste veste, anzi, l’avevo vista, ma non l’avevo mai guardata, eppure lei era sempre stata lì, con le sue insegne, la piazza con la fontana, l’hotel a ore vicino alla stazione, che ti prendono per pappone anche se ci vai con la tua bisnonna, il duomo, le due banche, il panettiere che conosco da una vita e mi chiama dicendomi “oh…che cazzo ci fai in giro a quest’ora?” – “niente, facevo due passi” lui scuote la testa urlandomi “cambia spacciatore !!!” , il silenzio è quasi totale, quasi mi imbarazzo a camminare, ho timore dei miei passi, del mio telefonino che scatta foto, come se stessi vedendo per la prima volta quelle case e quelle vie, che a pensarci, forse è veramente la prima volta che le guardo così. E adesso posso tendere l’orecchio, e se ascolto bene lo sento, si cavolo lo sento… Il rumore di fondo della città, il suo respiro e lo sento così bene che mi pare anche di percepire il saliscendi dei suoi polmoni, il petto che si gonfia.
Torno in macchina, dalla radio esce una canzone in francese, perfetta per quell’atmosfera da tardo decadentismo parigino.

Questa è la mia città con la giusta misura, non troppo invadente, nè troppo indifferente, ci accoglie, ci protegge col suo pezzo di mare, ci guarda passare pensierosa e sognante, ci lascia partire ed incrocia le dita.

In realtà questo post è nato appena sono rientrato a casa, non volevo rischiare di perdere certi suoni e certi odori, e poi come dice il Liga “sarà che anche qui, le quattro del mattino, sarà che anche qui l’angoscia e un pò di vino”…il tempo che abbia inizio in pieno l’effetto dell’analgesico e quando riapro gli occhi è giorno fatto. Com’è giusto che sia.

Perchè la mia “piccola città” mi guarda e sorride. (lo so, vi aspettavate il Guccio…e invece…noi siamo un po’ più rock).

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92 pensieri su “Ho visto Parigi ma ero sotto anestesia.

  1. Mi sa che ‘l’angoscia e un pò di vino, voglia di bestemmiare’ è il Guccio, sai?
    E’bellissimo camminare nelle città la notte…io l’ho fatto a Firenze, nella culla della bellezza diversi anni fa, tra le 4 e le 6 di mattina…è stata una notte magica…
    Il mal di denti come va?
    Sarà l’età ma anch’io ho passato gli ultimi giorni tra guardia medica e pronto soccorso, in preda alle coliche…
    Mah!

  2. Beh è vero che voi uomini vi lamentate del dolore come mai si è visto prima, con tanto di testamento etc etc, ma del resto è così quindi niente polemica 😀
    Però condivido con te il fascino della città vuota. A Roma è raro vivere momenti di completa vuotezza, ma anche qui ogni tanto capita, soprattutto d’estate, e quando succede è sempre una meraviglia 🙂

  3. Bello guidare quando il resto del mondo dorme…
    A me capita di svegliarmi di notte e stare al balcone a vedere le luci nelle case degli altri.
    Ma come stai adessoooo!!!!!!!!
    Bacini.
    Luna

  4. Devo dire la verità, pensavo di vedere una foto dell’elisoccorso 🙂 e invece ,come sempre, mi fai rimanere con le tue parole incastrate tra le vertebre. Belle suggestioni, grazie.

  5. ok sappi che qui lo dico e qui lo nego, e sappi che se provi a dire in giro che te l’ho detto io, negherò dicendo che sei un tossico sotto l’effetto del Toradol dal quale ormai sei dipendente.

    Io son mater, e ho avuto un paio di anni dopo, un “piccolo” mal di denti…. i dolore è dolore, ma mentre il primo ha uno scopo e sai che finirà, il secondo non ha scopo e aumenta invence fino a quando non ti buchi con il toradol o similare…. ecco perchè la mia compresione. Ma detto questo, voi uomini rimanete lo stesso delle piattole con il dolore.

    Il resto del post e una poesia in prosa e ci hai portato a spasso per la tua città con le tue parole.

    PS: questo non toglie che aspetto. Che dici? Che aspetto? Quello che hai promesso su “…abbiate fede, saprò farmi perdonare…”. A me un perdono da mille euro basta.

  6. Io, il dolore del parto non l’ho ancora provato, quello lancinante del ciclo e della pulizia dei cessi il sabato sera nei pub SI …-.-‘
    * pensavo stessi veramente a Parigi, e già mi stavo auto invitando. Parto i primi di aprile … speriamo bene 😉

  7. Per prima cosa: hai per caso cambiato il layout del tuo blog? Magari ora faccio una figuraccia ma quella targhetta gialla a sinistra in alto con la data e la tua firma non me la ricordo. E’ terrificante, sembra uno dei post-it che ho messo sul mio pesce surgelato.

    Seconda cosa: smettila di magna’ caramelle che poi ti vengono le carie. E lavati i denti frequentemente che se no ti vengono gli ascessi. Ecco, ho fatto la parte della tua mamma, ho sentito il tuo richiamo dato che hai frignato in tutto il post “WAAA WAA IL DENTEEEGNEEEE” 🙂

    Terza cosa: mi piace questo tuo animo da romanticone combinato al tuo pazzo cinismo. Anche se mi confonde 🙂

  8. La città di notte è quanto di più magico possa esistere. Perchè la città di notte è tua e solo tua, si instaura un rapporto unico nel suo genere. Io ho la fortuna di averla vissuta già molti anni fa, tu l’hai trovata in quella notte, l’importante è non dimenticarla mai più!

  9. Riguardo al parto ho più o meno la tua stessa esperienza, ma bisogna dire che il mal di denti, se è quello “giusto”, è uno dei dolori meno sopportabili… Spero non sia più tornato (o in alternativa che tu abbia un buon dentista ^^)

  10. guarda guarda che ti combina un mal di denti! se questo è il risultato, chissà che meraviglie scriveresti dopo una colica … 😉 bravo come sempre! … comunque è vero … le migliori opere si partoriscono in preda a tormenti … non solo interiori ma anche fisici … “pare”!!!
    ho intuito la tua zona … ma non ci sveli la tua città? o sono stata distratta e mi sono persa il particolare??? vado a rileggere vah!

  11. Ci sono le ore giuste per vedere cose che ad altre ore non puoi vedere. Le novità più piacevoli e le scoperte dei luoghi le incontro quando mi stacco dalle abitudini ed è strano, ma funziona meglio quando c’è silenzio attorno, quindi quando sono sola. Le ore dell’alba, o quelle notturne sono le migliori in tal senso. A te è capitato per cause di forza maggiore, cause dolorose e mi spiace, ma da quel che leggo un po’ ne è valsa la pena.

  12. e meno male che non era niente di che! il mal di denti mi han detto sia uno dei dolori più insopportabili, povero Pinocchio! che però non solo non ha fatto i capricci per prendere la medicina, ma l’ha proprio chiesta! alla vicenda precedente col medico dell’aloe non ci posso proprio pensare…rido ancora adesso! il resto è poesia, perché scoprire la propria città nel cuore della notte quando quasi tutto dorme ne rivela l’altro volto, forse quello più romantico e naturale

  13. dunque o io sono impertinente o tutti qua sanno di che città parli!
    sorrido.

    perchè io ho finito di leggere con una curiosità indicibile di immaginarmi quale città fosse.

  14. le strade di notte, mi sembrano più grandi…ma solo un poco più tristi, ma perché non c’è in giro nessuno…questo bel leggere mi ha ricordato una bel pezzo del genio Gaber che ho abbinato volentieri al testo, e al mal di denti, ironico e svagato come tutto il resto
    ora è passato France?
    🙂

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