Tutti insieme senza invito.

Foto post social

Lo avete pagato il canone Rai?, io si, controvoglia, bestemmiando come un turco e all’ultimo minuto dell’ultimo giorno…ma alla fine l’ho fatto.

Il fastidio non era dovuto solo ad una questione economica, che comunque c’è ed è pesante, ma anche per una questione di “utilizzo”. Ho realizzato che potrei benissimo fare a meno della televisione. Ecco, detto in questi termini potrebbe suonare quasi come un pensiero edificante, in realtà non è proprio così. La realtà è che abbiamo a disposizione dei validi surrogati del televisore, anzi, questo elettrodomestico, in se per se, sta diventando un ripiego bello e buono. Il mondo per fortuna (o per disgrazia, ma personalmente propendo per la prima) si è evoluto e internet è stato la nitroglicerina di questa propulsione. Tutto ciò che desideriamo lo troviamo in rete: serie tv, partite di calcio, film, eventi ecc. Praticamente negli ultimi tempi uso la tv solo come strumento necessario per avvincenti sfide alla playstation.

La questione assume contorni leggermente più pesanti se pensiamo che con l’avvento della tecnologia non siamo più soli.

I nostri amici di facebook, i followers di twitter, i contatti di Instagram, Pinterest e via dicendo ci seguono ovunque. Vengono sempre con noi anche se usciamo a fare una passeggiata. Anche quando siamo con la nostra dolce metà. Anche se non hanno l’invito.

Siamo tutti un po’ dipendenti da tablet e smartphone, cambia però il livello di “intossicazione”. Tecnicamente sono strumenti catalogati come “droghe leggere”, ma la linea di visione con quelle “pesanti” è più sottile di quanto si possa credere. Rimanerne irremediabilmente affascinati è molto semplice. Di solito i più contagiati siamo noi uomini. Ci sono quelli che usano queste tecnologie in modo assiduo, ma entro certi limiti, sono quelli che hanno mantenuto il senso della misura e riescono ancora a preferire un sorriso vero da un “like” virtuale. Poi ci sono gli “smanettatori seriali compulsivi”, che controllano il telefono ogni tre secondi netti, rispondono ai post degli amici, twittano su qualsiasi argomento, dalle leggi che regolano l’universo alle emorroidi del cane Dudù.

Per cercare di farci uscire dal tunnel, le nostre compagne posso tentare un approccio soft. Ad esempio cercare di organizzare un programma insieme, un’uscita, una serata interessante, sforzarsi di trovare qualcosa di alternativo e stimolante. Si, anche quello che pensate voi potrebbe essere un’alternativa valida. Certo, concedeteci un po’ di metadone, chessò, lasciateci almeno di controllare la posta elettronica ogni trentacinque minuti. Secondo me una terapia d’urto particolarmente aggressiva non è consigliabile. Noi uomini con il telefonino in mano siamo come i bambini con i giocattoli, Se ci obbligate a farne a meno ogni vostra distrazione sarà sfruttata per dare una sbirciata fugace a quel mattoncino senza tasti, saremo distratti e con l’orecchio teso a captare qualunque suono che assomigli anche lontanamente ad una notifica. Anche il “din” del timer del microonde ci farà sobbalzare dalla sedia.
Ma voi donne avete il sacrosanto diritto di richiedere attenzioni, perciò incazzatevi pure, anzi, se proprio non riusciamo a distogliere lo sguardo dalla nostra bacheca facebook siete autorizzate a battere i pugni sul tavolo, strapparci il telefono di mano e saltarci addosso violentandoci. Ah, vi avviso, è inutile cercare di ingelosirci parlando bene dell’idraulico. Se la wi fi funziona non vi sentiremo neppure. Anche porre aut aut tipo: o ruzzle o io, non è consigliabile, specialmente se siamo nel bel mezzo della manche decisiva.

La cosa che vi chiedo, (e che vi chiede tutto il genere maschile) è quella di dare il buon esempio. Vale ancora il principio del bambino (quarantenne). Fate bene a sgridarci se stiamo sempre a giocare con i soldatini, ma voi evitate di pettinare la Barbie non appena avete un attimo di pausa. In altre parole: dimostratevi migliori di noi, rimandate lo scambio di messaggi con la vostra amica d’infanzia a quando saremo usciti di casa, insegnateci la grande arte di resistere alle tentazioni, che vi assicuro abbiamo un gran bisogno di impararla.

Quando siamo immersi in questo universo ovattato il tempo si dilata, così la pausa pranzo si protrae fino all’ora di cena, arriviamo a casa stravolti e con gli occhi iniettati di sangue, millantiamo problemi di lavoro in realtà ci girano le balle perchè a metà pomeriggio la batteria ci ha abbandonato e non avevamo il cavetto da collegare all’accendisigari dell’auto. Avete mai notato qualche macchina parcheggiata davanti ad una banca con il motore acceso?, ecco, non allarmatevi, non c’è nessuna rapina in corso, è semplicemente un povero disgraziato che sta ricaricando il telefonino. Con mezzo serbatoio ti assicuri il 20% di autonomia….mica male.

Secondo me varrebbe la pena di alzare gli occhi da uno schermo di quattro pollici, perché magari di fronte a noi c’è una femmina di quattro miliardi di pixel in carne e ossa e pure in hd che non aspetta altro di essere digitata. E forse capiremo che quello di twitter non è l’unico volatile con il quale poter interagire.

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49 pensieri su “Tutti insieme senza invito.

  1. Per quanto mi riguarda non sono web-dipendente. Uso la tv, il pc e i social network per quello che sono:strumenti di comunicazione, di informazione e di svago. Nulla di più! Ma ne conosco tanti che se dovessero mai perdere il telefonino andrebbero in crisi acuta e vivrebbero esperienze di pre-morte!!! 🙂
    P.S. Il canone l’ho pagato, ahimè, anche io.

  2. ciao mago dei doppi sensi 🙂
    scusa anche se il tuo post non si riferisce al rapporto e alle dipendenze che hanno le nuove generazioni con i social ecc.Volevo anch’io confermare il fatto che le minacce e i ricatti non sono mai la soluzione a nessuna età, bisognerebbe trovare altre strade e soprattutto cercare di prevenire, anche se è difficile…
    un tempo incolpavamo di tutto la tv, ora i social, ma mai che ci prendessimo colpe noi adulti in carne ed ossa? scusa le divagazioni a presto
    http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1402282/Ragazza-di-14-anni-si-suicida-dopo-gli-insulti-su-Ask-fm-.html

  3. continuo anch’io a pagare anche se pare che ci sia una sentenza (?) in cui è stata sancita la non obbligatorietà di pagamento.
    per il resto sarebbe bene non farsi fagocitare dai contatti eterei altrimenti anche quei pochi reali di un certo spessore si deteriorerebbero.
    ciao, buon we!
    Ludmilla

  4. Sapessi quanto ho sofferto io a pagare il canone! calcola che il mio tasso di tv giornaliero (statistica su una settimana) è pari a 15 minuti. Mia figlia meno di me, rimane mio marito che vede qualcosa in più. La parte di canone che non vedo la farei pagare ad una mia amica che ci passa pratricamente tutta la vita a guardare la tele. Pc:blog, notizie, webcame per parlare con l’Australia. Dipendente solo da cinema e libri.

  5. Ma sai che parli con un fachiro del genere? Non ho smartphone, non ho playstation/Xbox, non ho televisione e via dicendo?! 😀 ahahaha. Praticamente sono all’età della pietra per certi settori.. mi accontento del semplice suono di una clava sulla pietra o sulla tibia del vicino, qualcosa di normale, insomma…

  6. – L’accenno alla Playstation mi porta a chiederti come va con le punizioni di Pes (ci tengo, ormai).
    – Se trovi qualcuno che twitta sulle leggi dell’universo, ti prego fammelo conoscere!
    – Per il pc ho installato un plugin di nome StayFocusd. Scegli i siti di cui sei più dipendente e per ciascuno lui ti fissa un limite di tempo giornaliero di navigazione. Lo uso per Facebook, e il limite al momento è di 20 minuti, ma punto a scendere. Il bello è che fa anche da voce della coscienza, perché se tenti di accedere al sito una volta scaduto il tempo, appare una schermata bianca con scritto: “Shouldn’t you be working?” 😀

  7. Il mio smartphone ha sostituito il pc, e alla fine ci passo meno tempo di prima perché è scomodo.
    Però ci ha le foto del mio uomo in pose sexy. E lui è idraulico.
    Il canone non son tenuta a pagarlo e va bene così.

  8. credevi fossi Kaput, he? nienteaffatto, sono solo in macroscopico ritardo con tutto, desculpa, questo forse ti farà capire che io non sono una internet-dipendente, e anche se non te lo fa capire una Tv dipendente, penso semplicemente che c’è un mondo stupefacentemente bello anche al di fuori delle mura di casa, anche semplicemente per una corsa in mountainbike, in un viottolo di campagna. Gli ECCESSI mi pare si chiamino così perché eccedono, he he, ma ho la fortuna di esserne totalmente libera, tiè
    quindi: arrosto che non tocca lascialo bruciare
    olé

    • Eccoti, speravo di ritrovarti presto, che non sei internet-dipendente l’ho capito subito, sei sparita senza lasciare traccia :-). Il detto dell’arrosto non lo conoscevo! Ma sai, non faccio testo, dalle mie parti siamo un pò indietro…mica come voi.. 🙂

  9. Io sto senza, TV.. e anche senza molto altro. Però c’ho il pc, con la rete come avrai dedotto, quando la connessione ce la fa. E mi nutro di licheni, anche… trattati, come so io.

  10. che risate al casto e puro di cui sopra in risposta ad umoreumorismo mi è sorta spontanea la battuta più che casto e puro sei di legno o forse lo eri visto che Pinocchio non c’è più 🙂

  11. [quote] Per cercare di farci uscire dal tunnel, le nostre compagne [quote]…..

    Eh no, caro, io voglio la par condicio 🙂 !!

    Ma quando mai le nostre compagne cercano di farci uscire dal tunnel ?

    a- sono parimenti soggiogate dai social network (“madddaaaaaiiii, guarda che figata di scarpe nuove si è comprata la Lellaaaaa!”……MI PIACE!)
    b- non cercheranno mai di farci uscire dal tunnel perchè più siamo assorti dal video del cane che fa colazione con la parrucca, meno scassiamo l’anima a loro, volatile incluso…..

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