L’amante volubile.

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Prima di scrivere questo post vorrei fare una doverosa premessa: è inutile fare finta di niente, quelli che di voi mi seguono da un po’ di tempo si saranno resi conto che ultimamente sto pubblicando articoli “leggermente” diversi da quelli iniziali, si insomma, è un periodo in cui il mio lato “caciarone” sta lasciando il passo a quello un po’ più personale, oh tranquilli, questo non significa che stia diventando una persona seria, ci mancherebbe altro, solo che scrivendo vengono fuori parti di me, un po’ alla volta, adesso è il turno di quella riflessiva. Quello che (a fatica) sto cercando di dire è che spero che nessuno si senta tradito o che lo si possa sentire in futuro quando altri aspetti della ia persona verranno fuori, semplicemente…questo sono io e sarebbe ipocrita da parte mia nasconderlo. Ok, premessa finita, ora veniamo al prossimo “mapaSSone”.

Non lo ammetteremo mai, ma noi uomini abbiamo paura. E’ una verità scomoda da accettare ed è per questo che facciamo di tutto per nasconderla

Se penso a voi donne, mi rendo conto che siete capaci di esternare questo sentimento molto meglio di noi, voi vi disperate, vi incazzate, chiedete di essere aiutate e per questo (come sempre) vi ammiro, perchè non temete di essere sminuite ne tantomeno di mostrare alle persone che vi circondano le vostre fragilità. Voi siete capaci di prendere il mestolo e sbatterlo sul coperchio di una pentola pur di farvi ascoltare, si, se avete paura non riuscite a tenervela dentro. Almeno le donne che ho conosciuto io facevano così.

Noi no, noi abbiamo paura in silenzio. Ecco, il motivo non saprei spiegarlo bene, è come se avessimo un paio di mani che ci stringono alla gola e non lasciano uscire le parole, le teniamo per noi, abbiamo paura del futuro, nostro e dei nostri figli e compagne, paura di fallire sul lavoro e non riuscire a dare alla nostra famiglia le cose che merita, paura di essere giudicati, paura di non essere amati, paura di morire. In una sola parola, paura di vivere. Perchè questa è la nostra unica occasione e la maggior parte di noi non ha nessun piano b.

Poi ci sono le paure “minori”, tipo sbagliare un congiuntivo, fare la figura del fesso mentre pranzi con una vecchia amica (e mentre lo pensi…la stai facendo veramente), paura che il navgatore perda il segnale nel centro di una grande e sconosciuta città.

Ma ci abituiamo così tanto a convivere con le nostre paure che alla lunga ne diventiamo gelosi, non deve vederle nessuno, restano li, due dita sopra il pomo d’adamo, in qualche modo le custodiamo. Sono solo nostre.

C’è solo un piccolissimo, quasi insignificante particolare: la nostre paura non ne vuole sapere di tacere, parla in continuazione, dio quanto parla, dio quanto grida, ha una voglia matta di essere ascoltata e fa come voi, prende i mestoli e li sbatte sui coperchi. E allora noi arriviamo al punto in cui non è più possibile fare finta di niente, perciò se ci osservate potrete cogliere i segnali della nostra insofferenza. Non avremo voglia di parlare, uscire, ridere, cantare. Quando un uomo ha paura non ha voglia di fare niente. Rimaniamo li in attesa che la paura faccia il suo corso e ci lasci, nel frattempo ci abbracciamo gelosamente a lei, come fosse un’amante volubile e traditrice da proteggere, da nascondere. Una di quelle relazioni clandestine che non potranno mai essere vissute alla luce del sole, ma consumate in amplessi fugaci e intensi di qualche albergo a ore.

Però noi uomini abbiamo trovato il modo giusto per allontanare le nostre paure: la donna.

Non aspettatevi di sentirvelo dire, che a parole non siamo molto bravi, ma ci basta un vostro sguardo, una vostra parola detta al momento giusto e noi ritroviamo il coraggio. Per nostra natura siamo portati a proteggere e con quel gesto voi ci ricordate con chi dobbiamo farlo, perchè se la paura è la nostra amante, voi ci fate capire che non varrà mai quanto la nostra compagna.

E’ un compito arduo il vostro, me ne rendo conto, voi avete già le vostre beghe e dovete accollarvi anche le nostre, ma ci siamo e se noi ci incartiamo con le parole, voi siete bravissime, perciò prendeteci per il bavero e costringeteci a condividere le nostre paure e ad ascoltare le vostre che, sarò il solito illuso sentimentale, ma sono certo che insieme ce la possiamo fare.

Quindi non crediate che gli uomini che avete vicino non abbiano mai paura, il segreto è organizzarsi, magari voi portate il mestolo, noi porteremo il coperchio. E’ tempo di far baccano.

La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
non dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale.
Un po’ più in basso del braccio per essere protetta,
e dal lato del cuore per essere amata.

– Talmud –

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87 pensieri su “L’amante volubile.

  1. le paure, quelle proprio grandi grandi, portano l’uomo al femminicidio, difficilmente la donna contraccambia, ma la paura dell’uomo è un misto dovuto all’incertezza e a quel senso di superiorità che anche se non si dice o non si ammette, c’è sempre latente, dovuti ai privilegi che giungono dai secoli…

    Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c’è sempre un nemico. Friedrich Nietzsche

    ecco il nemico…può essere la donna? amore-odio che si confondono nello stesso sentimento

    sono andata fuori tema?, non so, France, mas questo è quello che ho ricevuto dal tuo messaggio-serio-, beh, per me puoi anche continuare in questa direzione ( intendo quella del serioso, he he)
    serenità

    • Quello del femminicidio è un tema decisamente più ampio e meriterebbe un discorso lungo e poi onestamente è fuori dalla mia portata (sono un ragazzetto di provincia, ricordi? 😜).
      Per il “serio”, oh, m’è presa così, magari con la primavera e il risveglio degli ormoni scriverò post sull’impollinazione delle api…chi lo sa.
      Ciao amica mia, dai sopportami (almeno te), un abbraccio.

  2. A me sembri sempre tu, Pinocchio. Non sei cambiato. Ti sei fatto più leggero, arrivi più lontano. Forse hai dovuto distaccarti un po per poterlo fare? Non so, e forse non sono affari miei. Il punto è che le cose che scrivi mi piace leggerle. Io sono sempre qui.

  3. Io sono qui da poco, ti conosco per quello che scrivi ora. E quello che leggo, mi piace… Il tasto paura è un tasto dolente, sia per quanto riguarda gli uomini che le donne. L’unica cosa da fare è riuscire ad esternare le proprie paure, a volte è difficile, ma col tempo si impara. Solo così saremo in grado di superarle! Buona giornata 🙂

  4. Come tu credo sospetterai, io amo quando intingi direttamente nell’anima.

    Potrei di conseguenza non amare queste parole e questo tuo mostrarti, mentre lo fai sento il peso librare il alto, la leggerezza che pervade e dietro la persona, intensa, che sei.

    Chi i 20 li ha superati come me, sa che gli uomini hanno paura, e più fanno gli sbruffoni arroganti più nascondono a SE STESSI questa paura.

    Ed è anche vero quello che scrivi tu:
    “Però noi uomini abbiamo trovato il modo giusto per allontanare le nostre paure: la donna.”

    Peccato che può essere usato bene e male.
    Bene quando un uomo vuole sconfiggere le sue paure e a quel punto la donna, la sua donna, diventa contemporanemete aiutante e aiutata, perchè le paure di entrambi vengono sconfitte.
    Male quando un uomo non vuole affrontare le sue paure e a quel punto la donna, la sua e altre ancora, diventano “strumenti” per occupare il tempo, lo spazio e non affrontare, ma offuscare le sue paure.

    E questa la differenza (per me) che divide gli uomini.

    • Ahhhhh mi sto mangiando le mani. I tuoi commenti sono migliori dei miei post, potresti commentare con con frasi tipo “mi s’è scheggiata un’unghia”?…la mia autostima te ne sarebbe grata. Dai, davvero, grazie, mi fa piacere sapere che ci sei (ma questo lo sai già) .

      • (sorrido)

        oh.. mi si è scheggiata un’unghia, mi passi la limetta?

        (sorrido ancora… mi fanno sorridere di piacere le tue parole, ma questo lo sai)

  5. Purtroppo la paura è il motore anche di tante tragedie. Bisogna avere la forza di guardarla dritta in faccia, riconoscerla e combatterla, oppure a furia di urlare vincerà lei.
    Un abbraccione!

  6. Meraviglioso e favoloso post – già detto in altra sede quanto questi post (mi) fanno bene.
    Detto ciò … ora mi spieghi perchè cactus devo sbattere il mestolo sul coperchio e non una porta o un libro sul tavolo o un martello sul pavimento … quando ci piazzate forzatamente sempre in cucina mi parte l’embolo della femminista – che cactus, potreste anche cucinare voi per una volta 😉

  7. Quando ho scoperto di avere il cancro, la paura anzi il panico mi ha invaso. Il mondo roteava a tutta velocità ed io mi sentivo sbattuta come in una centrifuga. Solo dopo un po’ ho ripreso il controllo di me stessa e a quel punto mi sono accorta che lui, che è il compagno di una vita, mi stava accudendo con più amore di prima, cercando di nascondermi il disagio, la paura, la fatica e tutto ciò che turbinava dentro di lui. Allora con grande tenerezza l’ho aiutato a tirar fuori pian pianino tutto quel groviglio, che si è sciolto in un pianto liberatore (il suo e il mio insieme) ed ora il nostro viaggio continua.
    Il tuo post rivela ciò che tanti uomini non vogliono vedere, non sanno accettare le paure che ti fanno sentire fragile, che ti spingono a cercare un appiglio. Se il tuo lato riflessivo è così ricco di riflessioni, continua, scrivi così bene!
    Al prossimo post, ciao!

  8. Scusa in compenso sai che sono la solita camionista …Quindi vorreti dire che mio marito sta zitto per ore davanti alla tele durante una champions è perchè ha paura??? mmmmmm … non so…

  9. Bene dopo questo post ho capito che avrei fatto meglio a essere una transgender e avrei dovuto cambiare sesso tipo ieri. Io sono come voi, le paure mi rimangono dentro e ne uomo ne donna al mondo riuscirà mai a titarmele fuori realmente. Vivo nel crepuscolo come dice un mio amico. La cosa peggiore è che non potrò mai essere un uomo ne avere una donna che stimola il mio senso di protezione, quindi che faccio? Boh. Intanto ci bevo su va…

  10. Inizio a commentare, anche se non sono ancora giunta alla fine del post, ma più o meno, a metà: 1) anche io invidio le donne capaci di esternare (ah! e sono una donna) 2) l’elenco delle paure che hai fatto, non credo, abbiano genere. 3) Anche quando una donna ha paura, non ha voglia di fare niente. 4) però sono d’accordo su una cosa: una donna ha bisogno di fare per due, per se stessa e per l’uomo.
    Un bel post.

    • No guarda, non cerco nessun consenso, questo blog è un pò la mia palestra, lo sfrutto per guardarmi dentro (almeno ultimamente è così) e ti assicuro che mentre scrivo non penso ad altro (anche perchè essendo uomo non sono capace a fare due cose insieme), chi mi conosce meglio lo sa (spero), poi che c’entra, i complimenti fanno piacere, ma non è lo scopo per il quale ho aperto il blog.

  11. Mica tanto vero che le donne ammettono, esternano ecc. Io a 14 anni sono saltata giù da un balcone al secondo piano solo perché qualcuno ha detto scommetto che non hai il coraggio di saltare e io non potevo ammettere che mi stavo cagando addosso dalla paura.

  12. Non so se per ragioni culturali o naturali, ma la situazione è proprio come l’hai descritta tu; complimenti, per la capacità che hai avuto di renderla così chiara.

  13. Post scriptum: il Talmud dice anche che prima di penetrare la tua compagna devi aspettare che compaiano le secrezioni, perché se la penetri a secco le fai male e lei non gode.

  14. Io non ti conoscevo prima e questo lato riflessivo mi piace e non mi sento tradita e poi questo post mi garba assai (l’ho scritto nella tua lingua eheh).
    Hai toccato delle corde inaspettate e hai capito benissimo com’è che va in una coppia, probabilmente questa tua riflessione è frutto di anni di esperienza..

  15. Sul rischio che tu stia diventando una persona seria non ho dubbi: non esiste. 😛

    Per il resto: vai, amico mio, tira fuori tutto quello che senti di dover tirare fuori, nessuno si sentirà tradito, anzi…

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