Esserci non è un dettaglio.

Ci sono, anche se sembra il contrario, sono qui. E intendiamoci, non lo dico per chi mi legge, lo dico per me, perchè ogni tanto devo ricordarmelo, perchè in questi giorni vivo in una realtà quasi parallela, una non realtà, una sorta di servizio militare nel quale sei quasi obbligato a farti piacere i tuoi compagni di viaggio e ammettiamolo, ci riesci pure discretamente.
Sono giorni strani, intensi, faticosi, giorni che sottendono grandi aspettative, ma proprio come durante il servizio militare, hai la consapevolezza che quando tornerai nella vita realè, ecco, si, lì saranno cazzi.

E allora te li godi, cerchi di marchiarti a fuoco più dettagli possibili, perchè quando ti volterai indietro a guardare, saranno quelli a ricordarti i momenti migliori.

Già i dettagli. Quegli inutili aneddoti, che si spegneranno lentamente, che pian piano andranno a perdersi nella nebbia, ed è per questo che dovremmo ricordarli spesso, per non farli ingrigire, perchè come tutte le cose a questo mondo, anche i dettagli sono legati a qualcuno ed è sempre un peccato lasciar andare qualcuno senza lottare, senza un fottuto ultimo disperato tentativo di trattenersi.

Si, questi sono i dettagli, piccoli pezzi sparsi di un mosaico che ogni giorno perde un paio di tessere.

Ecco, tutta questa paraventata era per giustificare la mia assenza, per lavarmi la coscienza se mi limito a dispensare qualche “mi piace” e nulla più, era per dire che ci sono, non lo sto dicendo a voi, era per ricordarlo a me stesso. Io ci sono. Sto soltanto facendo scorta di dettagli.

Una persona fondamentalmente sicura non si angustierà se dettagli o questioni minori si riveleranno contro le aspettative. Ma, alla fine, i particolari sono importanti, il modo giusto e quello sbagliato di agire si trovano nelle piccole cose“. Yamamoto Tsunetomo.