Il Natale a febbraio.

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Chi mi segue da un po’ lo avrà capito, non riesco ad essere puntuale, e non intendo solo come orario, ma più in generale, proprio come date, si tipo, fare il regalo di Natale a febbraio. Arrivo sempre un po’ dopo. Che in alcuni casi puo’ essere pure divertente vedere la faccia di chi riceve il dono in un giorno che non c’entra niente.

Ho immaginato di vivere in un mondo parallelo, capovolto, dove le cose vanno al contrario. In questo mondo il femminismo la fa da padrone. Ed è decisamente un inferno.

Noi uomini siamo esseri umani di serie b, la nostra virilità è castrata dai luoghi comuni e dagli inaccettabili atteggiamenti delle donne che ci sottomettono in ogni modo possibile.

Siamo costretti ad andare in giro con la gonna, perchè se per caso indossiamo un paio di pantaloni un po’ più sgargianti c’è sempre qualcuna che ci tocca il culo sugli autobus, che poi se una di loro ci mette la mano sul “pacco” puoi farci ben poco, te la sei cercata, punto e basta. E’ consigliabile radersi ogni giorno, che la barba incolta fa troppo “sesso”. Se disgraziatamente quella mattina il tuo Gillette bilama ha dato forfait…son davvero cazzi…anzi…fighe.

Ti ritroverai addosso gli sguardi lussuriosi delle passanti, noterai gomitate e risatine d’intesa e commenti del tipo “chissà quello lì quante se ne è fatte, che se le metti tutte in fila ci arrivi a Pechino”.

Entri a prendere un caffè e la barista ti fa subito gli occhi allupati, cercando di sbirciare nella scollatura della tua camicia sbottonata dalla quale spunta un ciuffetto di peli, tipo cinghiale abruzzese. Non azzardarti a mangiare la pizza con le mani e a scolarti una birra tutta d’un sorso con rutto psichedelico a correzione, avrai immediatamente un gruppetto di almeno sei fanciulle che faranno a gara per estorcerti il numero di telefono.

Sei condannato a fare la doccia almeno tre volte al giorno, che se per caso te ne vai a spasso odorando di babbuino bagnato, ti ritroverai a dover fronteggiare uno stuolo di valchirie pronte ad assalirti a colpi di complimenti sboccati e suonate di clacson.

Non farti illusioni, puoi metterti tutti i tacchi a spillo che vuoi, potresti essere pure uno dei sette savi, avere un q.i. pari a “più infinito”, sarai comunque bollato come “bello ma stupido”, dovrai farti un mazzo come un cesto di vimini per dimostrare quanto vali a quella donna seduta davanti a te con l’aria saccente e odiosamente superiore, che ha di te la stessa stima che ha Silvio per Francesco Foti, il giudice di Forum.

E’ inutile che ti affanni a fare straordinari e gesti di riverenza, non riuscirai mai a guadagnare quanto le tue colleghe del piano di sopra, anche perchè, gli uomini, al piano di sopra non ci arriveranno mai, neanche dalla scala anti incendio.

Quando la sera esci dal tuo ufficio ricordati di non passare da quel vicolo buio, o almeno fallo insieme a qualche collega maschio, tenete strette le vostre borse e non rallentate mai il passo, neanche se cade un meteorite, che questo quartiere di notte fa schifo e c’è sempre qualche ronda di bionde arpie bastarde pronte ad approfittare di voi.

Lo so che non avete nessuna voglia di tornare a casa e trovare vostra moglie sul divano che si scaccola con l’alluce del piede sinistro, con la lavatrice ancora da stendere, i piatti del giorno prima da rigovernare e la tavola ridotta come la discarica di Malagrotta. Non vi lamentate, in fondo siete uomini, è compito vostro, dai non fate gli ingenui, lo sappiamo tutti:mutande da lavare, camicie da stirare, pranzi, cene, pulizie, pannolini dei bimbi, spesa…(e potrei continuare per ore) spettano a voi, oh, che volete, lei ha lavorato sei ore piene, poi calcetto, e aperitivo, è stanca morta, mica puo’ fare tutto lei. Ecco, magari evitate di passare l’aspirapolvere sul tappeto di sala durante la partita, che fate un casino bestiale e lei deve pure alzare i piedi. E finitela di rompere i coglioni (ops scusate..le ovaie) con questa storia di portare fuori l’immondizia, non lo vedete che deve terminare il torneo di Fifa 2014?, lasciatela in pace, che il cassonetto mica lo tolgono stanotte.

E smettete di inventarvi finti mal di testa, che cazzo, son donne, hanno le loro esigenze e se non glielo date voi, vanno a dare cinquanta euro al senegalese in tangenziale, così imparate a fare i preziosi.

Sentite, ora ve lo dico chiaramente: avete veramente scocciato con questa storia delle quote azzurre in politica. Ma che capite voi di come gira il mondo. E cosa pretendete, mica possiamo ridurre il parlamento ad una combriccola di mignotti dal petto villoso, rassegnatevi, siete inferiori, accontentatevi di un ministero sulla famiglia e festa finita, anzi, dovreste pure ringraziarle queste donne così magnanime.

E infine piantatela di fare le vittime, capirai che tragedia se ogni tanto la vostra compagna vi da un ceffone, se le fate saltare i nervi è il minimo che vi possa capitare, che volete, non vi fa mancare niente, siete serviti e riveriti, a costo zero. Quindi, un occhio nero ogni tanto è fisiologico e non date ascolto a vostro figlio di cinque anni, lui è un bambino, che volete che ne sappia di cosa sia la vita vera. Anche se a volte vi dice “papà, se restiamo qui prima o poi la mamma ti uccide”.

Ogni tanto varrebbe davvero la pena fare un giro su questo pianeta parallelo, anche solo una volta nella vita. Sarebbe utile.

Ecco, questo voleva essere il mio contributo, in netto ritardo, alla giornata contro la violenza sulle donne. Il regalo di Natale dato a febbraio.

Esperimenti bloggettari.

Allora, questa per me è una novità. Sono già in ansia e quasi sicuramente, vista la mia capacità organizzativa, farò un casino.
Con una blogger che mi segue su facebook abbiamo deciso di dar vita ad una sorta di collaborazione, una cosa molto semplice, io ospito qualche suo post e lei i miei. Si lo so cosa pensate: povera ragazza, ma chi glielo fa fare?. Già, me lo chiedo anch’io, diciamo che è amante del brivido e probabilmente una buona samaritana che si sacrifica per il prossimo.

Ok, proviamo.
Lei è Lola, il suo blog Lola Garden, offre uno sguardo femminile sul rapporto uomo-donna…ed è tutto un dire.

Questo è il post che ho scelto. Avviso a tutte le donne: non chiedetele il numero di telefono del tipo della foto, non credo che ce l’abbia e anche se fosse, dubito che ve lo darebbe.

L’uomo “O MANGIO O PARLO” : gli appuntamenti disastrosi di Lola

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L’uomo di cui sto per parlarvi è bello, biondo, occhi azzurri, atletico, veste con gusto ed è anche gentile e galante tutto sommato. Per dirvi che un uomo improbabile può nascondersi dentro un ragazzo all’apparenza interessante e anche molto carino..

uno di quelli che le tue amiche vedono in foto o dal vivo e ti battono il cinque : vai amica, grandiosa! questo ragazzo era così carino che ha ricevuto l’appellativo di Uomo Svedese, termine evocante lande dal fascino freddo e biondissimi uomini molto alti e prestanti.

Ecco, lo Svedese era uno di quelli (parliamo di un paio d’anni fa) che non si facevano problemi a pagare cene in locali very cool, scelti appositamente tra i ristoranti più IN della città.

E fin qui tutto bene, l’opera di arricchimento acculturale poteva aspettare, vedevo il ragazzo molto propenso a nuove esperienze e ad abbandonare le vestigia fighette in vista di una nuova -interessante- era.

Quindi, seduti in una pizzeria vista collina, ho pensato bene di intavolare un discorso sui suoi interessi..su cosa lo appassionasse nella vita a parte il calcio, argomento che- Dio mi perdoni- non posso affrontare per più di quattro minuti per volta, o mi addormento con la testa nel piatto.

Lo vedevo sognante e già immaginavo stesse per tirare fuori qualcosa di unico, uno spiraglio, un’ancora che mi avrebbe permesso finalmente di interessarmi davvero allo Svedese rampante.

L’occhio azzurro perso nel vuoto, il ciuffo ribelle.. poi ad un tratto eccolo tornare in sè e affermare, con serietà e convinzione:

senti bella, mi piaci molto, ma mettiamoci d’accordo, io a cena O MANGIO O PARLO! Due cose insieme non le posso fare.

Riuscite a immaginare la mia faccia? NON CREDO. Perchè diavolo mi porti a cena se già sai che non potrai parlare perchè non sai fare due cose per volta?!

EPILOGO: Ho mangiato come se non ci fosse un domani, e ho dato un’ultima disperata possibilità allo Svedese, che insisteva per accompagnarmi il giorno dopo alla fiera del libro.

Una volta lì, lui tutto spaesato come Bambi nel bosco dei cacciatori, siamo andati a sentire una conferenza di Margaret Mazzantini. Prudentemente ho scelto un posticino in fondo, defilato, onde evitare brutte figure.

Ma lui NO! Lo Svedese voleva conquistarmi con i suoi effetti speciali e mi ha tracinata per un braccio IN PRIMA FILA.

Qualche minuto dopo il bellimbusto dormiva russando lievemente.

Si sveglia di soprassalto, si gira verso un vicino e fa :

Scusi, è qui per la MAZZOTTINI??

Se la terra mi avesse inghiottita in quell’esatto momento, vi giuro, non mi sarei ribellata.