Di yogurt, minestroni e di altre catastrofi.

supermercato13

Io non so voi, ma quando esco da un supermercato ho bisogno di una camomilla.

E’ diventato un mondo difficilissimo, vige la legge del più forte, del più veloce a prendere il numeretto e, senza ombra di dubbio…del più cattivo.

Già, più sei bastardo più fai prima a fare la spesa. Avete mai visto un monaco tibetano all’ipercoop?, no, non ci vanno. E non perchè siano vegetariani o vegani, ma soltanto perchè se entrano lì dentro o non escono più o se escono avranno sicuramente dato un ceffone a qualcuno.

Ok, di seguito, alcune riflessioni del perfetto bastardo da supermercato.

Già entrando ci sono le donnette sulla settantina, con il carrello che tamponano chiunque . La prima cosa che penso vedendole è: “andate alle botteghe, cazzo”, basta con questo supermercato, è per i giovani, per gente dinamica. Passando le vedi ferme al banco dell’ortofrutta con un limone in mano, e sono lì che lo fissano. Dai, mica diventa un kiwi, vai sulla bilancia, lo pesi, lo metti nel sacchetto e lo porti a casa. Certo, sembra facile, ma devono indovinare il tasto con il numero giusto sulla bilancia. L’ultima volta la signora davanti a me aveva comprato tre pomodori pachino e li ha pagati sessanta euro, li ha etichettati come “zucche della Manciuria”.

Sono lì che sto riempiendo il mio carrello e arriva sempre quello che mi tocca, mi tira la maglia…”senta signore mi prende la pasta su in alto che non ci arrivo?”…e che palle, le offerte per i pensionati sono in basso, dai, in alto c’è la roba di marca, lascia stare, che fa aumentare la pressione minima.

Il dramma assoluto avviene quando devi comprare qualcosa nella corsia dei banchi frigo.

Ti avvicini e noti che iniziano a cadere i primi fiocchi di neve, la gente esce con il piumino e i doposci. Ti infili in questo ghiacciaio di latticini, pasta fresca e yogurt. Ecco, lo yogurt. Ma avete notato quanti tipi di ne esistono? Centinaia di gusti, modelli e quello della Marcuzzi e quello della Sandrelli, tutti i tipi di frutta esistenti sono messi nello yogurt. Quando ero piccolo io, esistevano due tipi: quello che faceva cagare come gusto e l’altro che faceva cagare e basta.

Una volta la cassiera ti dava un filo di umanità, ti consigliava su come fare il minestrone…”sa, mio nonno nel minestrone ci metteva il sedano”, la signora dietro di te “mio nonno, gli asparagi”, quella dietro “il mio, l’anguria”, il penultimo della fila “il mio, ci pisciava” e l’ultimo “mio nonno, ai vostri nonni gli faceva un culo così”. Ma erano momenti di aggregazione.

Oggi no, oggi la cassiera scannerizza, senti solo il “bip”, al massimo ti rivolge la parola per dirti “ha la tessera?”, che più che una cassiera sembra un controllore del treno, non ti dice quanto hai speso, ti fa un cenno col capo e ti indica il display della cassa, con un altro cenno ti indica che devi inserire il codice bancomat, tu tiri fuori il mazzo di carte, le strizzi l’occhio e storgi la bocca…hai pescato l’asso e il tre di briscola…che culo.

Per i più tecnologici esiste la cassa automatica, che la maggior parte delle volte è di gran lunga più simpatica della cassiera umana: compri settecento articoli e per evitare la fila decidi di affidarti completamente alla tecnologia. Impieghi circa ventidue minuti per passare tutti gli articoli sotto il lettore, anche perchè nel sessanta percento dei casi l’apparecchio non ti legge il codice a barre. Hai sudato come un porco, ma ce l’hai fatta, stai per confermare l’importo….ma…Rilettura. No cazzo, la rilettura no. Ti si avvicina un commesso bassino e in doppiopetto, che sul momento pensi “…ma stai a vedere che l’hanno veramente condannato a svolgere lavori socialmente utili” (questa arriva con calma…ma arriva). Finito il controllo la voce metalica ti dice cortesemente di inserire la carta di credito o bancomat, ti invita a digitare il pin. Errato. Secondo tenativo. Errato. Eppure il codice è giusto, riproviamo. Si blocca la carta. Arriva un addetto alla sicurezza, tu stai schiumando, nel frattempo passa il vecchietto che ti aveva chiesto la pasta, accompagnato dalla badante rumena, lui ti guarda, sorride e alza il dito medio.

L’unico momento di umanità che esiste ancora nel supermercato è al banco gastronomia/salumeria.

Arriva quello col camice bianco e i guanti, che fa un po’ “analisi del sangue”, ma ti sorride e forse è simpatico.

Tu ordini un etto di prosciutto e lui ti fa sempre la stessa domanda “quale? da venti euro al chilo, trenta o quaranta euro?”, che te pensi….”cazzo, ma per un maiale intero devo ipotecare la casa?”. In quel momento capisci che ti sei sbagliato, l’infermiere che ti guarda al di la del bancone non è simpatico per niente. Ovviamente, opti per quello da trenta, la classica via di mezzo, non fai la figura del barbone e non ostenti ricchezza, anche perchè le ultime monete che ti restano sono quelle dell’applicazione di “Slot Mania”. Mentre il chirurgo affetta il tuo prosciutto, arriva quello senza numerino…”ah…mi dia un bell’etto di prosciutto magro, quello dell’ultima volta…”. Ti volti e lo incenerisci con lo sguardo…”senti ciccio, è più di mezz’ora che sono qui a parlare con i cacciatorini e mi vuoi passare avanti?…e soprattutto, saranno venti giorni che non vieni a comprare gli affettati e ti illudi che il Dottor House qua,si ricordi cosa hai mangiato l’ultima volta?”. Lui ti guarda esterefatto “ah ma c’era il numero?” Alzi lo sguardo e gli indichi un display grande quanto quello di Time Square a capodanno, Nel frattempo Grey’s Anatomy ha finito di affettare. Casualmente si è distratto e ha fatto un etto e mezzo…”che faccio? lascio?”. Eh no, caro il mio medico in famiglia, non lasci, togli quelle cazzo di fette e aspetti che passi il nonno della cassiera, che se ti dice bene, magari le mette nel minestrone.

P.s. Ovviamente la parte sugli anziani è un’esagerazione voluta. Quando mi chiedono la pasta la prendo sempre e li aiuto anche riportare il carrello a posto…ovviamente tenendomi l’euro. 🙂

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26 pensieri su “Di yogurt, minestroni e di altre catastrofi.

  1. e perchè l’anziana che alla cassa solo perchè ha un solo prodotto vuole per forza passare avanti a te??
    “tanto ci metto un minuto”….si un minuto per il conto e venti minuti per contare tutti i centesimi che tiene nascosti dappertutto…..
    grgrgrggr

  2. Quando vado a fare la spesa di solito è perché mia mamma ha bisogno giusto di due cose, quindi entro senza carrello. E all’entrata c’è il reparto ortofrutta, sempre affollatissimo. Ma io voglio andare veloce.
    SLALOM COME NON CI FOSSE UN DOMANI (un po’ è pure divertente)

      • Ahahahah anch’io non mangio frutta e verdura, e ormai sono troppo grande perché i miei genitori mi obblighino (EVVAI!). Il reparto ortofrutta potrei odiarlo un po’ meno se solo non fosse all’ingresso, dove sono costretta a passare.

  3. Comprendo lo stress da spesa al supermercato, anche io mi sono fatta una certa cultura sull’argomento. ^^
    A Milano però i vecchietti sono di tutt’altro stampo: sono quelli che ti dicono di muovere il fondoschiena, che loro non hanno mica tempo da perdere. E io che pensavo fossero in pensione. 😉

  4. Troppo simpatico! Il super è efficente e trovi tutto, eccetto l’umanità…no. non è vero, qui da noi, causa ritmi lenti non essendo una città, ti fai la chiacchierata anche con la cassiera; ma io honostalgia della vecchia bottega.

    • A chi lo dici…ricordo da bambino quando andavo a comprare il latte e il pane a negozio sotto casa, con la Metella alla cassa e sorriso affettuoso ed Enio al banco dei salumi e matita all’orecchio. Non mi facevano uscire dal negozio senza avermi regalato l’ovino kinder. Sarà per quello che adoro le sorprese?

      P.s. Scusa se ti ho risposto in ritardo, ma l’aggiornamento di ios7 ha fatto casino sul mio ipad e non mi era arrivato il tuo commento 🙂

      • Trasnquillo, non è un problema, grazie sempre per le tue risposte.
        Sai come chiamavamo il proprietario dell’emporio sotto casa di mia nonna? Mezzalira, perchè era un pò tirchio, ma aveva un pane profumato e morbido….

  5. Posso aggiungere alla lista la vecchina col carrello zeppo che ti taglia la strada per infilarsi alla cassa prima di te? L’ultima che mi ha fatto questo simpatico scherzetto aveva anche disseminato parenti e amici lungo le altre casse a tenerle l’eventuale posto. Altro che giovani: il supermercato purtroppo è per gli over 70. 🙂

    • Ahahah…fanno gli agguati tipo guastatori vietnamiti, comunque noto con piacere che non sono l’unico che si inacidisce quando entra in un supermercato. Ok e ora tutti all’ipercoop a sostituire il Polident con l’Attak.

      P.s. Grazie per essere passata a farmi visita, mi fa piacere avere una compagna di viaggio in più. 🙂

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