Il Capostazione azzurro.

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Qualche settimana fa ho scritto questo post che conteneva alcune informazioni utili per decodificare il comportamento della maggior parte degli uomini. Bene, diciamo che c’ho preso gusto, perciò care donne, prendete carta e penna potrebbero servirvi. E non solo per fare la lista della spesa.

Che ci crediate o no, anche noi uomini siamo cresciuti con le favole, chi più chi meno. Ma, mentre voi avete passato la vostra adolescenza ad aspettare il principe azzurro, noi, abbiamo passato la nostra a cercare di diventarlo, ognuno a suo modo. E diciamocelo chiaramente, voi siete (e siete state) nettamente avvantaggiate, dovevate semplicemente aspettare, Certo, essere la più bella del reame, con tutti gli annessi e connessi e con l’ansia che ciò si porta con sè non deve essere stata una passeggiata di salute.

Noi ci siamo dovuti sbattezzare parecchio, anche perchè per essere principi serve un padre re. Il mio ad esempio faceva il ferroviere, cavolo, al massimo potevo diventare controllore. Se avevo fortuna, capostazione.

Le favole poi hanno uno schema ben preciso: il re di solito è malato e muore (babbo, è il momento di fare gesti scaramantici), la regina cattiva (mamma tranquilla, te sei buonissima, infatti nelle favole sei già nell’aldilà e babbo s’è sposato la matrigna) e la principessa indifesa da salvare. Che detto fra noi, non è indifesa proprio per niente, se la caverebbe benissimo, ma Cenerentola, Biancaneve, Raperonzolo e compagnia cantante ci hanno insegnato come va il mondo. Poi c’è il principe che è sempre bello, forte e giovane.

In questo quadro capite che non è colpa nostra se abbiamo abbinato l’idea di vecchiaia a quella di sfortuna e soprattutto l’idea di giovinezza a quella di successo. Questo stranamente ci porta a non essere molto contenti di invecchiare. Mai. Già a tredici anni ci spaventiamo dei primi peli sul viso, non li vogliamo, siamo ancora troppo giovani. Nello stesso momento la nostra futura principessa si sta sforzando di farsi crescere il seno.

Ma non sarà l’unico compromesso che dovremo fare con il nostro fisico, e soprattutto non sarà sicuramente quello più doloroso. Il vero e proprio dramma esistenziale coinciderà con la caduta dei primi capelli. All’inizio saremo solo un po’ stempiati e nessuno ci farà caso più di tanto. Per alcuni sarà una lenta decadenza, per altri più repentina. In entrambi i casi non è facile farsene una ragione, perchè anche coloro che resteranno con un certo numero di capelli non saranno felici di vederseli imbiancare.

E care principesse, non credeteci quando vi diciamo che comunque sia per noi non è un problema. Lo è eccome, stiamo solo cercando di accettare la nostra nuova condizione. Senza peraltro riuscirci.

Un altro favore. Non vi mettete a ridere quando ci vedete leggere il giornale con gli arti allungati fino all’impossibile. Non ci è calata la vista, si sono semplicemente accorciate le braccia. Questo è il terrore di tutti i ragazzi “dieci decimi”. Sappiatelo. E poi dai, sono le lobby della carta stampata che tendono a scrivere gli articoli con le sillabe sempre più piccole, per risparmiare. Insieme agli oculisti formano una vera e propria associazione a delinquere.

Quando eravamo ragazzi ci dicevamo sempre che prima di fidanzarsi con una ragazza sarebbe stato meglio vedere la madre, perchè tra quarant’anni sarebbe stata come lei. Ebbene, si dice che un uomo capisce che sta invecchiando quando si rende conto di assomigliare sempre di più a suo padre. Però per noi non è riferito esclusivamente all’aspetto fisico.

Perciò la regola d’oro è questa: non dite mai ad un uomo che sta invecchiando, vale per voi come per noi. Anche a nostra madre è concesso di dirci solo che stiamo crescendo fino a venti/venticinque anni, quando abbiamo ancora buone probabilità di riuscire a sconfiggere il drago e salvare la principessa. Insomma, noi evitiamo di fare battute sulla vostra età ( se non siamo particolarmente stronzi), voi fate altrattanto, quindi amate la nostra pancetta, passateci una mano fra i capelli brizzolati e diteci che assomigliamo a George Clooney, sorvolate sulla questione “occhiali”, inutile illuderci dicendo che ci donano, non ci crediamo e se prendiamo il borsone per andare a giocare a calcetto non diteci “attento a non farti male” ma più semplicemente “divertiti e cerca di fare tantissimi gol”. Voi trattateci come quindici anni fa e non preoccupatevi, saremo noi a trovare scuse per andare a letto presto o per evitare di uscire per l’aperitivo delle sei di sera. Perchè ci rendiamo conto che stiamo diventando re, giorno dopo giorno, e la cosa non ci piace affatto. Lo sappiamo noi e lo sapete voi.

Forse quasi nessuno sarà un vero principe, molti si accontenteranno di essere un semplice capostazione. La cosa che conta davvero è che per noi sarete sempre “la più bella del reame”.

Stasera mi ha fatto compagnia questa.

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45 pensieri su “Il Capostazione azzurro.

  1. Da inguaribile romantica e amante delle favole quale sono, mi sono quasi commossa. forse perché nella tua descrizione ho trovato molto del mio tesoro. Beh, farò tesoro dei consigli 😉

  2. In fondo, voi uomini siete come noi donne, che ci facciamo un sacco di problemi per le tette cadenti e il culone e la vita non più tanto sottile (ok, il culone non ce l’ho, ma ammetto che il resto dopo la gravidanza è un po’ vero). Forse anche noi dovremmo fare come fate voi, e dirvi che siete bellissimi e non riuscite a vederlo 🙂

  3. Tu sei un grande amico mio. Lo sai? Soprattutto perché, anche questa volta, ti ri-bloggo e mi faccio figo dicendo che ti conosco.
    Bel post 😀
    Comunque non sono principe da mò ormai (penso dall’età di 4 anni…). Sono sempre stato il cattivo del reame.

    • Che poi i cattivi sono i più cazzuti di tutti, certo, di solito schiattano, ma voi mettere la soddisfazione di rompere le balle ai perfettini di turno?
      Grazie. (Per i complimenti intendo, che mi imbarazzano, ma tu non farci caso).

      • Ma si, hanno una vita breve ed intensa… io parteggio per loro. Anche se hanno un difetto genetico di dover spiegare tutto per 1000 ore di film. Inconcepibile. Io sparerei. Punto.

        Figurati Pinocchio. Tutti meritati.

  4. Se noi principesse attempate troviamo chi continua a considerarci le “più belle del reame”, credimi, non ce ne frega assolutamente niente dei capelli bianchi, della pancetta, degli occhiali… Abbiamo imparato a nostre spese che principi non si è nell’aspetto, ma nell’animo…c’è voluto un pò, ma dai e dai, a furia di testate contro il muro, lo abbiamo capito…

  5. Diciamo che non mi piacciono tanto i principi azzurri: faccia da imbambolato cronico, fisico perfetto, pronto a sbaciucchiare chiunque trovino addormentata…ma sopratutto la calzamaglia aderente. Orribile!
    Però un pò di magia non guasta. Ma ci sono ancora i capostazione? Tutto elettronico….

  6. E pensavo che voi uomini vi faceste meno paranoie riguardo alla decadenza fisica… Non si finisce mai di imparare!
    Comunque quello che conta e’ diventare re e non rimanere un principe invecchiato. Il re in molti casi ha quella forza interiore e quella postura che attirano molto di piu’ di muscoli e tartarughe. Alle soglie dei quaranta (ma un po’ meno vicino alla soglia di te, se non ho capito male) me ne sto rendendo conto, sia riguardo agli uomini che alle donne. A volte e’ meglio una regina fascinosa, che una principessa cosi’ cosi’
    (‘Sto commento al tuo post e’ piu’ lungo di molti miei post sul mio blog, c’e’ qualcosa che non va… e io che volevo solo fare un battutino sulle principesse che come unica dote oltre alla bellezza hanno il bel canto… mah…)

  7. Ahahahahahaha tu non hai idea di quanto abbiamo in comune.
    Nel mio libro (che ovviamente non vedrà mai la luce) parlo della psicosi della principessa, e di come non può-non vuole essere salvata, nonostante lo faccia credere.
    Complimenti.

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