Il mio sogno sullo sfondo.

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Foto presa dal web…tanto per cambiare.

Tutti noi abbiamo sognato un destriero e una principessa da salvare, sfidando draghi e scalando altissime torri per aggiudicarsi il cuore della fanciulla di turno.

Io non sono stato da meno. Solo che…il mio destriero era un Benelli 650 e la mia principessa era la felicità assoluta.

Non ero io a guidare, no, io stavo seduto sul serbatoio e al massimo mi limitavo a dare qualche testata al mento di mio padre mentre accellerava lungo il viale che portava alla spiaggia.
Quella è rimasta da sempre la mia immagine di piena, completa e potente felicità. Non saprei spiegarne il motivo, ma quando penso a qualcosa che mi fa stare veramente bene, mi ritrovo davanti quella scena, è come un flash, la durata di un respiro e poi svanisce.

Già, perchè la vera felicità è così, non si sofferma a lungo, si nasconde e lascia a noi il compito di andarla a stanare.
Si sparpaglia in frammenti, la felicità e quando siamo lì per terminare il mosaico, lei va in pezzi di nuovo. Ecco, è crudele, la felicità, si prende gioco di noi, ci costringere a chiudere gli occhi per vederla, ci condanna in eterno ad essere felici “a pezzi”.
Ride di noi, poveri ingenui che viviamo nell’illusione di vederla a figura intera, creando un sogno nostro da portare avanti, come trasvolatori dentro un hangar che inventano nuove rotte per cercare il riscatto da una vita spoglia, che osservano la vita dalla torre di controllo, in attessa del momento giusto per il decollo.

E allora non smettiamo di cercarti, cara felicità sfuggente, anche se sappiamo che ogni incontro è già un addio, ma qui si rischia di morire tra un avvio e un rinvio e allora tanto vale rischiare di asfissiare in volo piuttosto che rimanere qui senza trofei da venerare. Tu continua pure a ridere di noi, che usciamo in cerca di te, come facevano i cavalieri templari con il Santo Graal, sguainando spade, in quieti mattini alla ricerca di un campo di battaglia.

Arriverà il giorno segnato sul calendario, in cui la smetterò di lucidare l’idea che ho di te e verrò a prenderti per il bavero, annullando la distanza fra me e te, non ti darò scampo finchè camperò, sappilo, uscirò a caccia di questa mia inquietudine e prima o poi ci troveremo faccia a faccia. Perchè tu, cara felicità assoluta, sei il veleno e la mia cura. Perchè la tua assenza fa un male dell’anima. Perchè ci sono cresciuto con questa smania di averti e ogni giorno senza te è come nella notte un tuono. E allora direi che è giunto il momento di andarlo a toccare, il mio sogno sullo sfondo. Tenerlo un attimo fra le mani, anche se dovesse durare un secondo, anche se andasse di nuovo in pezzi l’attimo dopo, anche se mi rendesse schiavo di una nuova nostalgia.
Non ti arrenderai, già lo so, aumenterai la mia sete di te, ma alla fine è ciò che voglio, perchè non sarei in grado di gestire le emozioni per un tempo esagerato, faccio parte di quelli che la felicità la prendono a sorsi, che altrimenti ci annegherebbero dentro, che non ne sentirebbero neanche il sapore.

Non mi arrendo e continuo a sfidare il drago, per conquistare la mia felicità “a pezzi”, perchè ce l’ho ancora sulla pelle l’odore del serbatoio di quella moto, perchè non riesco a farne a meno.
E allora accellera pa’, perchè io voglio tornare ancora a toccarlo, il mio sogno sullo sfondo.

“La felicità non porta la pace, ma una spada: ti scuote come un lancio di dadi sul quale hai puntato tutto, toglie la parola e annebbia la vista. La felicità è più forte di sé stessi e poggia il suo piede con fermezza sulla tua testa. “
Gilbert Keith Chesterton, Lettera a Frances Blogg,

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30 pensieri su “Il mio sogno sullo sfondo.

  1. Molto bella questa riflessione, penso che più che “pezzi” si tratti spesso solo di “attimi” preziosi quanto veloci, di cui spesso ci accorgiamo solo dopo, ripensandoci…. La speranza è solo che questi “attimi” si verifichino senza senza lasciar scorrere troppo tempo, perché sinceramente non penso che la ricerca spasmodica della felicità porti a qualche cambiamento favorevole, anzi, forse nell’ansia, richiamo di perdere di vista attimi preziosi ;)Buon inizio settimana.

    Date: Mon, 15 Sep 2014 07:44:06 +0000 To: silvia-1959@live.it

  2. Ti riporto una frase che ho scritto qualche mese fa nel mio blog.

    “Anni fa avevo una maglietta, era la mia preferita e la ricordo ancora perfettamente, blu scuro con lo scollo a barchetta, le maniche lunghe e una scritta bianca in francese “Bonheur, j’ai reconnu au bruit que vous avez fait en partant – Felicità, ti ho riconosciuta dal rumore che hai fatto quando te ne sei andata via”

    Io invece ti auguro che la felicità ti venga incontro mentre percorri la tua strada.

    • Magari la incontriamo più volte, anzi, sicuramente l’abbiamo incontrata tutti almeno una volta, ma di solito passa inosservata, si nasconde fra la gente comune, non si sbraccia per farsi notare, perchè se fosse così facile da vedere probabilmente non durerebbe molto a lungo.

      Grazie del tuo commento, ho apprezzato davvero tanto.

  3. Grande Pinocchio! Io penso che la felicità assoluta non esiste, è un obiettivo illusorio, che corre il rischio di non farci apprezzare i mille frammenti di felicità che invece possiamo raggiungere ogni giorno. Sono convinto di questo. Ma sono altrettanto convinto che pur essendo illusorio non dobbiamo smettere di ricercarlo, non dobbiamo smettere di provarci. Gran bel post, come sempre!

  4. la felicità…..è una stella cadente….
    dura un attimo, l’attimo in cui chiudi gli occhi ed esprimi il tuo desiderio ..
    ma quanto è bello stare seduti a fissare il cielo stellato in attesa che cada la tua stella!
    questa è la “Mia Felicità”…
    buona giornata Pinocchio, ho apprezzato molto il tuo post:)

    • Una metafora davvero interessante, anche se io ogni tanto preferisco anche agire oltre che aspettare, diciamo è un modo per cercare di facilitare lo svolgersi degli eventi. Si lo faccio, ma non spesso, ogni tanto.

      Grazie, come potrai immaginare…ho apprezzato il commento 🙂

    • Ecco, lo sapevo che mi coglievi in castagna, lo ammetto, non ho letto il tuo post (e se ho messo il “mi piace”…ecco, allora l’ho letto e non lo ricordo). Diciamo che più che la felicità vera e propria, ognuno di noi dovrebbe lottare per il diritto ad essere felice.

      Promettocherimediosubitoleggendoilpost.

      • Manno’ nn deve promettere ne io volevo tirarti le orecchie. Mi domandavo cosa ha indotto molti di noi a parlare di felicità tout-court.
        Della felicità come diritto c è in bel saggio dell economista premio Nobel Amartya Sen e te lo consiglio perché per primo in paesi desolati come l India l ‘ha posta tra i beni primari.
        sheragoodnight♡

  5. Mi tocca molto questo post, forse perchè uno dei miei sorsi di felicità è proprio in sella ad una moto… e l’ho riassaporo, mentalmente, infinite volte insieme ad altri sorsi ad esso legati e sembra davvero di sentire certi odori e sapori impressi ormai su di noi ❤
    Grazie Pinocchio per questo piccolo rewind di felicità 🙂

  6. Caro Pinocchio, la felicità è una parola molto ardita e difficile anche solo da pronunciare. Sono solo attimi brevi intervallati da altri sentimenti come dispiaceri o paure. Purtroppo prima di renderci conto che eravamo felici siamo di nuovo tristi, preoccupati, ansiosi, doloranti….Secondo me significa che non assaporiamo appieno ciò che la vita stessa ci offre, con i suoi lati belli e quelli meno belli. Forse anche mentre scrivevi il post, molto bello peraltro, eri felice di ricordare la tua moto, forse hai anche sorriso da solo mentre pigiavi i tasti della tastiera. Ma non te ne sei accorto, era già passato quel sorriso. però sono sicura che c’è stato sul tuo viso! Ben ritrovato, Fabiana.

    • Certo che c’è stato il sorriso, così come c’è stato il magone alla fine, ma chissà perchè, fra i due, mi ha colpito di più il secondo.
      Direi che per assaporare appieno i momenti felici dobbiamo passare attraverso quelli bui, ed è giusto così, ci serve per capirne l’importanza e anche se sappiamo che dureranno per un tempo breve, pazienza, saranno serviti a coprire per un po’ i segni di altre sofferenze.

      Ben tornata amica mia.

      • Grazie Pinocchio! Ci provo a ritornare, ma stavolta non è facile, la testa è ancora vuota e sono ancora ferma ancorata ai tre mesi di assenza da casa. Ieri ho effettuato una visita medica molto importante e ho sudato sette camicie, vorrei aver ancora qualcosa da scrivere di saggio, di interessante e non banale. Se dovrò scrivere tanto per riempire dei vuoti emotivi o fisici non lo farò più, ma mi dedicherò ad altre attività che mi diano i sorrisi.In ogni caso anche se non ti conosco realmente, ti abbraccio forte, mi sembra di averne molto bisogno e raramente mi lascio andare a parole importanti nei confronti di chi non conosco dal vero. Buona colazione se non l’hai già fatta! Fabiana,

      • Non farti problemi per il blog, scrivere qui dovrebbe essere una cosa piacevole, quando diventa forzata è giusto fare una pausa. Spero che tu possa ritrovare al più presto il sorriso. Nel frattempo ricambio il tuo abbraccio.

  7. La ‘felicità’ dei bambini è indimenticabile, soprattutto perché basta così poco per renderli felici!
    Oggi è il compleanno di Aron 5 anni, l’ha festeggiato all’asilo, quando sono andata a prenderlo aveva gli occhi a stelline e mi ha detto “mamma oggi è il più bel giorno della mia vita” e probabilmente lo ricorderà per sempre e spero lo userà come pozzo di momenti felici quando sarà adulto, cosi come fai tu.

    In realtà credo che non sia la felicità a non farsi vedere….siamo noi che diventiamo troppo esigenti e non la riconosciamo.

  8. la felicità è dentro di noi e noi abbiamo diritto alla felicità…la mia felicità è una trama non sempre il protagonista assoluto. bella l’immagine che hai di essa.

  9. La felicità è semplicemente quello che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno e bramiamo di vivere con completa intensità, la felicità è semplice, basta essere coraggiosi e non accontentarsi.
    Pinocchionon c’è più ma quanto sei bravo!

  10. Non sono nessuno in particolare, non una blogger ma una cui piace interessarsi dei pensieri degli altri, sono una mamma, sono una lavoratrice, sono una che cerca quella grande felicità in quelle piccole cose.
    Ciao e buon cammino, continuerò a leggerti

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