UN BAZOOKA DENTRO CASA

Diciamoci la verità: i ragazzini di oggi sanno molte più cose di noi. E ne sono consapevoli.

Finché sono piccoli riesci a tenere loro testa, oddio, nemmeno più di tanto, ma diciamo, ti illudi di farcela, o almeno, te lo lasciano credere.
Poi intorno ai cinque/sei anni iniziano a farti domande precise. Alcuni anche prima, e non si accontentano di risposte generiche, col cazzo, loro pretendono di essere convinti. Noi alla loro età credevamo a tutto ciò che ci veniva detto, lo prendevamo per buono e basta, probabilmente credevamo ancora nell’onesta del genere umano. I bambini di oggi no, quelli dubitano, chiedono spiegazioni, dettagli, non li freghi con risposte di merda tipo “sei piccolo non puoi capire”, neanche per sogno, i bambini di oggi ti inchiodano alla sedia e non ti rilasciano finché non paghi il riscatto con spiegazioni scientifiche.

Tutti noi abbiamo creduto a Babbo Natale, dai, chi non l’ha fatto?, tutti, l’abbiamo fatto ed era bello, ci lasciavamo trasportare da quella magica sensazione di stupore, ci immaginavamo questo omone vestito di rosso che passa dal camino a portarci i regali, fantastico, una meraviglia proprio. E ci credevamo con tutte le cellule del nostro corpo, eravamo convinti ed estasiati proprio, come Salvini sulla spiaggia del Papeete, per capirci. E cercavamo di prolungare quella sensazione il più a lungo possibile. Mi ricordo che alla fine della seconda media mio padre mi prese da una parte dicendomi “senti bimbo, ormai sei grande, devo dirtelo…(sospiro)…Babbo Natale sono io. Sono io che ti metto i regali sotto l’albero la notte della vigilia…(sospiro)…mi dispiace, ma era giusto che lo sapessi”. Una notizia sconvolgente, mi mancava il fiato. Sono arrivato fino alla seconda liceo vantandomi che il mio padre era Babbo Natale, proprio lui, quello vero.

Prova a dirlo a un ragazzino di sei anni che Babbo Natale esiste davvero. Quello inizia intanto a farti domande sulle renne, che tu non hai la più pallida idea di che razza di animali siano di preciso. Sì ok, assomigliano a un cervo, ma hanno le corna più grandi, tipo i fidanzati di Belen. Sono a pelo lungo? A pelo corto?, mangiano erba? Quanto sono alte? E insiste il ragazzino, anzi, se vede che barcolli…infierisce. Ma come fanno a volare? Dai, spiegami come fanno. E tu arranchi, farfugli…

”hanno le ali”. E lui, il ragazzino di sei anni intraprendente che , diciamocelo, inizia a essere un filo antipatico, prende il suo tablet, te lo sbatte in faccia dicendoti:

“Ali?, quali ali? Guarda, Google dice che le renne non hanno le ali. Quindi? Come fanno a volare? Eh? Dai, come fanno?”.

Tu sudi, hai un capogiro…bonfonchi un “hanno una polvere magica”… E il ragazzino ti guarda agonizzante, poi come un cacciatore spietato mette le cartucce nel bazooka e spara:

“Ok, ammettiamo che riescano a volare, ma non è così, comunque, prendiamo per buono che volino, mi spieghi come fa Babbo Natale a fare il giro del mondo, di tutto il mondo e andare dai bambini, sempre di tutto il mondo, in un solo giorno? Anzi, per esattezza, in otto ore al massimo, visto che di giorno siamo svegli e si vedrebbe?”.

Tu, ormai vinto, agonizzante e con la salivazione azzerata chiami a te quel nano dispettoso, prendi il suo viso tra le mani e usi il tuo ultimo respiro di dignità per dirgli con un filo di voce
“Figlio mio….quest’anno Babbo Natale deve pagare la rata del mutuo, quindi vaffanculo te, le renne e tutta la Lapponia”.

Per non parlare poi delle domande sul sesso. Tutti i genitori temono quel momento, l’attimo esatto in cui lo gnomo con l’ascia chiede:
“mi dici come nascono i bambini?”. Ecco, in quel momento rimpiangi enormemente le domande sulle renne. Ok, respiri,
“allora…ci sono le cicog…no, niente, lasciamo perdere gli animali che non sono il mio campo”, riprovi…
”allora…c’è il fiore, no? E ci sono le api”, lui ti guarda perplesso dicendoti
“sì, ok, le api fanno il miele, l’ho letto su wikipedia, ma che c’entra?”, ok, non è il momento di tergiversare, devi andare dritto al punto, dai, ce la puoi fare, semplice, diretto, efficace, tipo un cazzotto nei denti. Dai, falla breve, diglielo e basta, su.
«Allora…c’erano Adamo ed Eva, no?…”. Alla fine quel metro e dieci di cinismo e arroganza che da sei anni gira per casa tua ti fa sedere, si mette amabilmente di fronte a te e con tutta la comprensione del mondo ti dice:
“ok, ho capito, parliamo di sesso. Dimmi cosa vuoi sapere”. Così ti dice, lui a te!

Insomma, tocca impegnarsi di più, dobbiamo prendere coscienza che i tempi sono cambiati e i ragazzini di oggi sono cento volte più svegli di noi alla loro età. Non sottovalutiamoli, i ragazzini di oggi sognano, come facevamo noi, ma non sono ingenui, hanno fame di risposte, noi avevamo fame…e basta. Loro si informano, cercano, prendono appunti, registrano tutto nel loro hard disk mentale. Quando vedi un bambino di sei anni seduto a tavola tranquillo non si sta rilassando, neanche per sogno, sta facendo il backup dei dati e aggiorna l’antivirus interno. Pensiamoci, ogni volta che facciamo la scelta più comoda, quella di prendere l’ipad e darlo ai nostri figli dicendo “tieni, almeno per un’ora non mi rompi i coglioni”, pensiamoci, gli stiamo dando in mano il mondo intero, con le sue meraviglie e le sue schifezze, ma soprattutto, gli stiamo offrendo l’occasione per farci un’infinità di nuove domande a cui noi non sapremo mai rispondere, nuove cartucce per i loro maledetti bazooka. In altre parole, quando diamo un tablet a un bambino di sei anni, in realtà, ci stiamo tagliando i coglioni da soli.

Il finale di un monologo del grande Mattia Torre racchiude tutto l’universo del rapporto fra adulti e bambini. Le parole più o meno sono queste:

  • Tutti i genitori prima o poi vanno in crisi e ognuno vive la crisi a modo proprio. Ma tutti i genitori però, tutti, sono accomunati da una cosa: la strana e insindacabile libertà di usare una certa violenza quando si pulisce con un fazzoletto la bocca di un bambino. Dopo due passate, la successiva è sempre ingiustificatamente forte, violenta. Alla terza passata sulla bocca del bambino, tutti tirano fuori una certa rabbia, come a dire tacitamente : “Bambino, mi stai sul cazzo”. – (Figli- Mattia Torre).

Liebster Award

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Rieccomi, si lo so, alcuni di voi diranno “che palle”, e va bhe, andiamo per ordine: sono stato fuori (anche di testa) per un paio di giorni, diciamo un rigurgito di ferie, ok, e qui coloro che hanno evitato il “che palle” non si tratterranno dal “chissenefrega”, ora vengo al punto.

Fra le varie notifiche che l’app di WordPress si è diligenteente prodigata a snocciolarmi, c’è stata quella del Liebster Award (si, un altro Award, allora?), li sul momento ho lasciato perdere poi alcune considerazioni mi hanno fatto tornare sui miei passi.

Innanzi tutto, se qualcuno ha nominato il mio blog, sarà una persona inteligentissima, bellissima e sicuramente diventerà il prossimo presidente del consiglio, quindi è consigliabile farselo/a amico/a.

In secondo luogo questo Award è riservato ai piccoli blog, si insomma dai, a noi sfigatelli che esultiamo se raggiungiamo le cinque visite giornaliere e al traguardo dei cento followers ci sputtaniamo la tredicisima con un paio di fette di prosciutto (cotto, che costa meno) e squacquerone.

Infine è un premio tedesco, e sappiamo tutti come sono i tedeschi, fanno il bagno al mare in dicembre ma non si tolgono i calzini. Non vorrei deluderli, si potrebbero incazzare come pantere e portarci lo spread al valore di colesterolo di un mangiatore di crauti.

Ma passiamo alle regole del Liebster Award, premio che nasce in Germania che premia
i piccoli blog, ed eccole qua sotto:

1. Ringraziare il blog che ti ha nominato e assegnato il premio
2. Rispondere alle undici domande richieste dal blog(ger) che ti ha nominato/a
3. Scrivere 11 cose che parlano di te
4. Premiare a tua volta 11 blog con meno di 200 follower
5. Formulare le tue 11 domande per il/la blogger che nominerai
6. Informare i blogger del premio assegnato.

Ok, quindi un ringraziamento a http://eleganzadellorca.wordpress.com/ (Missblackfish) per aver trovato il coraggio di nominarmi, anche se la sua reputazione sarà irrimediabilmente compromessa (conosco un buon analista che ti aiuterà a superare questa cosa). E anche il mitico Zeus, lui è veramente un mito, un nuovo amico e un profondo conoscitore di musica. Alla donna straordinaria proprietara de I calamari, cavolo lei è una scrittrice vera, ha pubblicato dei libri!!! Mi viene quasi di darle del “lei”. Aggiungo alla lista dei ringraziamenti una blogger scoperta da poco ed è stata ammirazione al primo sguardo, la Mrs Fog e i suoi Diari Alaskani infine un ringraziamento alla signorina Luce di A qualcuno piace cinema per le splendide recensioni che ci regala nel suo blog.
Ora entro in cabina, mi metto le cuffie e rispondo alle undici domande…(in questo momento sono incapace di intendere e volere. Sia messo a verbale)

1.  bianco o nero Nero, perchè sfina (quindi da evitare come colore per il profilattico)
2.  ottimista o pessimista Direi ottimista (anche se, questo è un periodo di merda che non finirà mai)
3.  pregio e difetto che ti contraddistinguePregio l’umiltà, difetto…non saprei, sono il più bravo di tutti sempre e comunque. (si però erano due domande…)
4. una fobia o una paura Ho paura dei geki (anche se Gasparri tutto ‘gnudo non deve essere un fiore)
5. formica o cicalaDirei, una formica che adora la cicala (che dalle mie parti non è esattamente intesa come insetto..anzi..ce ne fosse…)
6. artista musicale preferito (max 3 dai) Pat Metheny (che non so come si scrive, ma tanto chi vuoi che lo conosca), Vasco (a tratti), Guccini (a tratti più lunghi)
7. scrittore preferito (max 3)Paulo Coehlo, lo zio Willy (William Shakespeare), Roberto Saviano (e non solo come scrittore).
8. film preferito (max 3)Blade Runner, L’attimo fuggente, …lo chiamavano Trinità (a parimerito con “Anche gli angeli mangiano fagioli”)
9. non usciresti mai senza… un’idea meravigliosa (tipo Cesare Ragazzi)
10. se fossi un oggetto sareiUn divano (e sto facendo di tutto per diventarlo veramente)
11.c’è una porta bianca chiusa davanti a te, fai per abbassare la maniglia per entrare, cosa c’è dietro? – Un freddo cane, del formaggio e un paio di pomodori raggrinziti…cavolo sono entrato in un frigorifero.

Ok, queste invece sono le domande di Zeus.

– ti piaci? cioè, ma veramente? – Mi piaccio a tratti, ma in quei tratti mi piaccio talmente tanto che mi sposerei.
– libro attualmente sul comodino? – Come smettere di farsi le seghe mentali (Giuro, lo sto leggendo veramente)
– dove abiti attualmente? – Semplicissimo: al semaforo vai a destra, poi dritto per un centinaio di metri…magari quando sei lì domanda…
– Ti vedi nello stesso posto fra 5 anni? – Sul divano intendi?…certamente si.
– che sport fai? se fai sport… – Sport?!?!? ah si…Pro Evolution Soccer…con la Wii.
– se guardi fuori dalla finestra cosa vedi?  – La vicina in perizoma, è un metro e 30 per 96 chili…preferirei vedere il casello autostradale.
– cibo preferito? – Tutto ciò che fa male
– film preferito? – Ho risposto alla tua collega sopra…sono pigro e non ripeterò…
– secondo te ci sto mettendo tanto a scrivere queste domande? – Non quanto me a scrivere le risposte
– ti piacerebbe essere il padrone assoluto del mondo? – Fra 22 anni sarò il padrone di casa mia, dopo vedrò se accendere un altro mutuo.
– ti sei divertito a rispondere a queste domande che ti hanno fatto perdere almeno 3 minuti del tuo preziosissimo tempo?  – Diciamo pure…tre giorni. Comunque, mi sono divertito…ora posso togliermi le cuffie?

E queste sono di I calamari

1. Chi sei? – Non saprei, ho la carta d’identità scaduta da otto anni.

2. Dove vai? – Ad aiutare quelli che non fanno niente.

3. Chi ha creato l’Universo? – Lo stesso che ha creato la nutella

4. Chi ha creato quello che ha creato l’Universo? – A sentire ciò che dice…l’ha creato Silvio, o comunque sia, ha sicuramente dato una mano.

5. Hai un’automobile? – Ne ho una ventina, della Burago scala 1:18…mica pizza e fichi.

6. Hai una bicicletta? – Certo, la tengo in camera da letto, si chiama cyclette, è ottima per appoggiarci i panni.

7. Mia zia ha 91 anni. Hai anche tu una zia di 91 anni? – No, ma mio cugino ha una nonna di 95…vale?

8. Non importa, non ricordo più cosa volevo domandarti. Risposta libera. – eh, io mi sono dimenticato la risposta. Siamo una coppia perfetta. Hai impegni per martedi sera?…rispondi come ti pare, tanto fra due minuti ce lo siamo già scordato…

9. Quanto conta per te avere uno o più follower? – Conta abbastanza, perchè se uno vuole scrivere solo per se stesso non apre un blog, ma compra un blocco notes.

10. Perché hai aperto un blog? – Perchè fondamentalmente sono un vanitoso e mi piace far sorridere, spesso lo faccio in modo involontario. Ma va bene uguale

11. Perché hai risposto a queste domande (ma sei matto?) – perchè sono educato e poi in qualche modo dovevo impegnare l’intervallo della partita.

Ecco quelle di Diari Alaskani
Che libro stai leggendo? Come smettere di farsi le seghe mentali (Giuro che esiste questo libro…e io ce l’ho!!!)
Il primo personaggio letterario che ti viene in mente? Tinto Brass, un poeta nel suo genere.
Un fiore o un frutto che per te ha un significato particolare e perché? Il cocco, è per me insopportabile, gli altri frutti non saprei, non li ho mai mangiati.
Un quadro per cui provi un affetto particolare? “Il Bacio” di Klimt, il perchè non lo dico, visto che non è richiesto 🙂
Di che colore dipingeresti le pareti di casa? Così…image
Che lavoro volevi fare da piccolo e quale vorresti fare ora?  – Da piccolo il pilota d’aerei, ora…la moglie del pilota d’aerei.
Manga o comics?  – Boh…non mangio verdura…
Tre qualità fondamentali in un amico – Ricchezza, generosità, titolo nobiliare.
La ricetta che ti viene meglio – Prosciutto al cartoccio: apri il cartoccio e mangi il prosciutto
Che significato dai al Natale? un significato scolastico, Natale era l’autista del bus che tutte le mattine mi portava a scuola.
Un consiglio che mi daresti a proposito del mio blog? Dovresti far pagare il biglietto per entrare, perchè è troppo bello., ovviamente io mi aspetterei il pass.

Ora è la volta delle domande di Luce.

  1. Perché hai aperto il tuo blog? – Perche si spendeva meno che aprire che aprire una pizzeria.
  2. Come ti chiami realmente? – Silvio B. ma non posso dire altro, potrei essere intercettato…cribbio! (non è vero, non mi chiamo Silvio, e nemmeno B…)
  3. Film e libro preferiti? :) – Non vale, sono due domande in una….ho già risposto sopra…sono pigro…
  4. Quale genere di film preferisci guardare? – esclusi quelli vietati ai minori intendi?….direi i thriller
  5. C’è un oggetto di cui senti di non poter fare a meno? – il navigatore, decisamente quello.
  6. Ci racconti un ricordo a cui sei particolarmente legato/a? – Un giorno ho visto da lontano una mia amica, le sono arrivato alle spalle, le ho tappato gli occhi dicendo “chi sono?”…bhe, ha sbagliato persona….e pure io.
  7. Un lavoro che proprio non faresti mai nella tua vita e uno per cui saresti negato/a? :D – ancora due domande insieme, ok dai rispondo: non farei mai il muratore, perchè sono negato (ahahah ti ho fregata…con una risposta me la son cavata)
  8. Paesi, città e/o regioni che hai visitato e qual è stato quello che ti ha colpito di più? – Copenaghen, ma non ci vivrei, fa un freddo becco.
  9. Parlare di sesso, in generale, è un tabù per te? – assolutamente no, ammesso che poi dalla teoria si passi alla pratica.
  10. Se potessi cambiare qualcosa del tuo aspetto fisico e del tuo carattere, quale sarebbe? – Assolutamente niente, se sono nato cos’ un motivo c’è, se poi qualcuno si degnasse pure di dirmelo non sarebbe male.
  11. Qual è il tuo piatto preferito? :) – Un piatto beige con le rondini disegnate, vinto nell’86 con i punti del Mulino Bianco.

Ok, 11 cose che parlano di me (che interesseranno appunto, a undici persone, compresi parenti e amici)

  1. Non mi piace viaggiare in aereo, a meno che non mi sia permesso di stare con i piedi sul cruscotto.
  2. Non mi sono mai messo un paio di sci in vita mia, questa è una delle informazioni che metto nel curriculum vitae, l’ultimo l’ho inviato al centro primo soccorso della Marmolada..sto aspettando fiducioso.
  3. Non conosco minimamente il funzionamento di qualsiasi motore, quando mi si ferma l’auto l’unica cosa che riesco a fare (discretamente) è spingere.
  4. Se mi dovessi mettere a fare l’imbianchino vi consiglio vivamente di aprire un’impresa di pulizie, fareste sicuramente più soldi di me.
  5. Quando devo appendere un quadro, di solito butto giù la parete e mi ritrovo con il chiodo in mano e il quadro appoggiato per terra.
  6. Non bevo alcolici, ma quando non devo guidare, un bicchierone di acqua gasata non me lo toglie nessuno.
  7. Se mi si scarica la batteria del cellulare posso fare gesti inconsulti, tipo accendere la sigaretta dalla parte del filtro.
  8. Sono educato ma dico un sacco di parolacce, praticamente quando mando a fanculo qualcuno gli do del “lei”.
  9. Mi piace cucinare, ma faccio di tutto per non darlo a vedere, anche se nel mobile di cucina ho tutta la raccolta di Suor Germana. (no. oh, non è vero…ho la raccolta, ma non so cucinare).
  10. Quando ascolto troppo Wagner mi viene voglia di invadere la Polonia.
  11. Io non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa (questa è di Woody Allen…ma vale uguale).

Ora…via con le nomination, spero che nessuno ci rimanga male (specialmente i nominati, i quali riceveranno a casa il bollettino postale con la cifra per la mia prestazione)

  1. http://ilsuccodimela.wordpress.com/
  2. http://nichirenelena.wordpress.com/
  3. http://dallaltrapartedellacattedra.wordpress.com/
  4. http://vanessasfantasy.wordpress.com/
  5. http://reflussidicoscienza.wordpress.com/
  6. http://ilblogdibarbara.wordpress.com/
  7. http://siamosolostorie.wordpress.com/
  8. http://ventisqueras.wordpress.com/
  9. http://writingontheroadblog.wordpress.com/
  10. http://latisanadellasera.wordpress.com/
  11. http://vivodasola.wordpress.com/

E adesso le MIE 11 domande…

  1. Come si calcola l’area della sfera?
  2. Come si chiamava l’amico dell’ape Maya?
  3. Perchè la Vodafone è passata dalla cicala di Megan Gale alla foca della Littizzetto?
  4. Ho comprato un touch screen ma è senza tasti, mi hanno fregato?
  5. Se mangio una pasticca Falqui dopo la data di scadenza, l’effetto si amplifica?
  6. Se chiamo qualcuno mentre guido e mi dice che è irrangiungibile, devo accellerare?
  7. Perchè l’omino Bianco è nero?
  8. Come si chiamano gli abitanti di Domodossola?
  9. Se mi faccio vent’anni di galera ma sono innocente, dopo ho un omicidio in bonus?
  10. Perchè quando sono (poco) in ritardo trovo sempre davanti a me l’omino col cappello che fa sparire il “poco”?
  11. Ma se non ho il camino da dove passa Babbo Natale per portarmi i regali?

Si, direi che ce l’ho fatta, per scrivere questo post ho impiegato solo quattro ore e ventisette minuti, usando un programma della linea Grazia Alcazzo.