Fate l’amore, non fate i Furby.

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Non è solo la fretta ad essere cattiva consigliera, lo è anche la paura.

Da qualche tempo la principessina di casa manifestava richieste di “fratellanza” e non in senso cristiano del termine. Aveva fatto capire a chiare lettere che le sarebbe piaciuto abbandonare il suo status di figlia unica per potersi prendere cura di un nuovo cucciolo. Stavolta umano.

Le tecniche per cercare di convincerla a desistere sono state molteplici, ma vane, lei minacciava ripetutamente di “chiederlo a Babbo Natale”, come fece a suo tempo per Cicciobello pipì popò.
Trovandomi in piena crisi di panico, anche perchè Babbo natale notoriamente non si fa mai i cavoli suoi, ho sfoderato tutte le mie doti diplomatiche, degne un console americano nella striscia di Gaza. “Guarda che poi di notte si sveglia e piange”, “userà tutti i tuoi giocattoli, facendoli a pezzi peggio del mostro di Firenze”, “la mamma non avrà più tempo per te perchè dovrà prendersi cura di lei” (perchè nel frattempo aveva anche deciso che doveva essere una sorellina).

Alla fine la tattica ha dato i suoi frutti: “ok babbo, niente sorellina, voglio il Furby!!!”

“Ottimo, mi pare un giusto compromesso”, pensava il povero uomo illuso.

Passato il terrore di un nuovo periglioso cammino fatto di pappette e pannolini, adesso vivo con l’ansia dell’urto accidentale.
Entrare in casa, stravaccarsi sul divano, dare un colpo con il gomito ad un sacchettino di pulci azzurro di Prussia, sentire una voce aliena che dice frasi sconnesse come l’onorevole Razzi quando parla della patrimoniale e leggere lo sgomento sul viso di mia moglie…è un tutt’uno!
Già, perchè questo stronzetto di robottino è estremamente subdolo, lui non dorme! MAI!!!, lui sonnecchia, come gli operai dello stabilimento Solvay durante il turno di notte. Basta un minimo rumore, tipo il cane che scodinzola e lui si riattiva (come i bambini), dovrai insegnargli a non fare i rutti a tavola (come ai bambini), chiede da mangiare in continuazione (come i bambini), più gli parli e più lui impara (come i bambini) e se gli tiri la coda scoreggia (qui la differenza sta solo nell’avere la coda)…perciò tanto valeva avere un bambino, se non altro la fase di…”inserimento pile” sarebbe stata sicuramente più soddisfacente.
Poi ha molteplici personalità, la più gettonata sembra essere il “figlio di mignotta”: chiede di essere abbracciato e mentre lo fai lui ti sfila il portafoglio e cambia il nome alle cose, tipo “finanziamento pubblico” con “rimborso elettorale” e “ICI” con “imu/tares/tarsi/suppostone”.

Cercando su internet ho trovato testimonianze deliranti: qualcuno l’ha chiuso nell’armadio, ma lui continua a parlare, altri l’hanno messo in punizione perchè ha ruttato in Duomo durante la Santa Messa natalizia, altri ancora stanno pensando di darlo in affido a un’altra famiglia.

Io lo confesso, mi ci sto affezionando, ormai è diventato uno di noi e dopo che si è addormentato durante il pranzo di Natale rincoglionito dai discorsi della suocera, ho deciso di inserirlo di diritto nello stato di famiglia.

Per stare al sicuro però seguo tre semplici regole: mai esporlo alla luce, mai farlo bagnare, mai nutrirlo dopo mezzanotte.
Perchè come dice Giobbe Covatta “nella città di Sodoma nessuno si affacciava al davanzale perchè anche in famiglia ci si fidava poco”.

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