Raccomandazioni per farmi arrivare lontano.

io e me

Ciao, Tu ancora non mi conosci, o meglio mi conosci già, ma non lo sai, in realtà siamo due facce della stessa medaglia, due linee parallelle che non si incontreranno mai. E se si incontrano, comunque non si salutano.

Tu sei un bambino di sei anni, vivi nel 1980, io sono lo stesso bambino ma ne ho quasi 40, ho già vissuto la tua vita e sono qui per darti un paio di dritte.

Quest’anno Babbo Natale ti porterà il Diaclone e diventerà pazzo per trovartelo, costerà una fortuna, ma anche se ha il mutuo da pagare riuscirà a fartelo avere, perchè Babbo Natale è infallibile, non ci son cazzi. Sarà l’ultimo natale in cui scriverai la tua letterina, dai non fare quella faccia, sono almeno sei mesi che non ci credi più, ma hai capito che per il momento ti conviene tenere segreta la cosa, si ma non preoccuparti, i regali continueranno ad arrivare, ah a proposito…anche della befana…ne vogliamo parlare? va bhe dai, ormai per quest’anno appendi la calza al termosifone, ma poi diglielo a quel pover’uomo di tuo padre che non importa che esca fuori a mezzanotte senza il piumino addosso per andare a prenderti le caramelle che tiene nascoste in garage da almeno sei mesi. Che poi a te quelle schifezze gommose manco ti piacciono, ma ormai devi stare al gioco e farai finta di mangiarle. invece le sputerai nella ciotola del gatto, che povera bestia, sta lievitando come le labbra di Moira Orfei.

A proposito del gatto: fossi in te eviterei di dargli una martellata sulla zampa, no, non fare quel broncio dispiaciuto, ti assicuro che lo farai, fra meno di un anno, mentre stai giocando con i playmobil, entrerà in camera tua e tu lo farai prigioniero costringendolo a dirti la parola d’ordine…che ovviamente sarà sbagliata. Si comunque sarà una botta lieve, se la caverà con poco, ma diciamo che un certo bonus di vite se l’è giocato.

Per una decina d’anni sarai un bambino estremamente timido, occhialuto, con una pettinatura assurda a “leccata di mucca”. Non spaventarti, considera che a 40 sarai ancora discretamente timido, la pettinatura sarà sempre decisamente assurda, ma con un certo brizzolato che fa tanto George Clooney “de’ noartri”, sarai occhialuto a tratti, perchè non li hai mai amati e non li amerai mai, ma non si puo passare tutta la vita andando a tastoni. O magari si puo’.
 Ma vai tranquillo, a 17 anni sboccerai. Andrai in giro con “il chiodo” (la giacca di pelle intendo, l’altro chiodo fisso lo avrai già da un paio d’anni), capelloni che sanno tanto di Napo Orsocapo e stivali Camperos neri che indosseresti anche in pieno Luglio. Che ho detto? “sbocciato”?…ecco, forse ho esagerato un po’. Certo però che la Ibanez blu elettrico che comprerai nel 1997 renderà il quadro più confortante, C’è da dire che non ti montaterai la testa, assolutamente no, ti sentirai direttamente Dio. L’amerai, come solo una cosa irraggiungibile puo’ essere amata, sentirla vibrare sotto le tue dita sarà come tuffarsi nella neve con la febbre a quaranta. Con lei romperai le palle a tutti i tuoi amici, suonerai in un liceo femminile di Copenaghen vestito da vichingo e strapperai un paio di baci ad una tipa sulla spiaggia. Vorrai strapparle anche altro, ma l’arrivo del suo ragazzo renderà tutto un tantino più complicato. Ecco, un suggerimento: anzichè correre verso il molo, prendi in direzione della pineta, magari sarai più fortunato ed eviterai di girare per una settimana con un occhio degno di un panda cinese.

A luglio dell’anno dopo fumerai la tua prima sigaretta, vomiterai anche i tortellini del veglione di capodanno, giurerai che non lo farai mai più. Eh, com’è andata?…meglio non sapere…cazzo, aspetta m’è cascata la cenere sulla tastiera…ok, dicevamo?…. Proverai anche un paio di sigarette…come dire…”addizionate”, si ok, un po’ più di un paio, ma durerà poco, come dici? se io ho smesso?, certo che ho smesso…da quanto?..oddio…ok, te lo dico da quanto…dunque…che ore sono?. No davvero ne fumerai meno di sei in tutta la tua vita. L’ultima da militare la notte del congedo. Giuro. Croce sul cuore.

Ti romperai una caviglia un primo maggio, il naso l’ultimo giorno di scuola e il crociato del ginocchio a trentasei anni facendo lo scemo sui rollerblade, che dai, lo sappiamo entrambi che a senso dell’equilibrio siamo davvero messi male.

Avrai pochissime ragazze, forse è anche per questo che continuerai a portare gli occhiali, sarai un po’ stronzo e un po’ vittima, direi che tutto sommato ci puoi anche stare, poteva andarti peggio.

Che altro…vediamo…ah si, un giorno aprirai un blog, come?, cos’è un blog?, eh, magari te lo dico fra una ventina d’anni, quando l’avrò capito anch’io.

Dai, è il momento dei saluti. Un giorno ci incontreremo e capiremo se siamo vissuti per davvero. Nel frattempo, cerca di fare buon viaggio. Prendila un po’ più con filosofia e non arrenderti. Mai.

Studia, mi raccomando, fammi arrivare il più lontano possibile, sano e salvo. E non mangiare tutta quella cioccolata, sennò arriverai a quarant’anni con un quindicina di chili da smaltire. Trattami bene,  

Ciao.

Fai il bravo.

 

 

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57 pensieri su “Raccomandazioni per farmi arrivare lontano.

  1. Oh, che sintesi!! Manca una cosa però? Pare che il bimbo di sei anni nel 1980 non abbia avuto indicazioni di felicità ma solo di “mi poteva andare peggio” e “sta’ attento” o sbaglio?

  2. E bravo Pino, bravo davvero. Mentre leggevo immaginavo di scrivere un post analogo … e vedo solo una gran nebbia dietro di me. Forse è anche ora di recuperare dagli abissi qualche ricordo, perchè diciamocelo, non avrà fatto mica tutto così schifo, dai, troverò pur qualcosa …
    Mah …

  3. bellissimo……
    e gli stivali camperos tutto l’anno…..il mio primo fidanzato li aveva….e li metteva anche a mareeeeeee

    ma si può?!?!?!?!?

  4. Io a diciassette anni portavo pantaloni cargo da uomo, felpe col cappuccio sempre da uomo, anfibi e un paio di occhiali con la montatura dorata scelti da mia madre quando ne avevo 12.
    Comunque fra 8 anni ricordami di fare un discorsetto simile alla me stessa del 1987…

  5. Belissimo post Pinocchio!
    Come Claire, anche io mentre leggevo avevo in mente il post che avrei potuto scrivere io (comunque, giuro, ho prestato attenzione a quello che hai scritto eheh). Ci sono volte in cui mi chiedo cosa direi al mio io del passato… che consigli gli darei? cosa gli direi di fare o non fare? Sarei veramente più saggio? Belle domande…

  6. Io non lo avrei voluto, a 6 anni, un rompiscatole a dirmi cosa mi succederà nel resto della mia vita fino ai 40. E fatti gli affaracci tuoi, gli avrei risposto, la vita me la voglio vivere!!! Capito tu, che te la sei vissuta?? 😉

  7. siamo quasi coetanei … io a 17 anni portavo i jeans lunghezza “acqua in casa”, camicia extra-large a quadroni, molto stile simil-leoncavallino (ma in un liceo di provincia non si era credibili … il massimo della trasgressione era bigiare l’ora di ginnastica…fai tu … ), stivali con i lacci e immancabile suola carro armato in inverno, superga beige/blu in estate … insomma un inno alla femminilità … però quella ragazzina era davvero forte … è stata lei a scrivermi tanto tempo fa … il tuo post me lo ha ricordato!
    è sempre un piacere leggerti!

      • perdono, perdono, perdonoooo!!! mi è sfuggito il tuo commento e ti rispondo solo ora!!! sono stata un po’ lontana dall’etere e devo recuperare assolutamente i post che mi sono persa! non ho un blog, ma mi lusinga il fatto che tu l’abbia anche solo supposto!! … mi piacerebbe … ma non credo riuscirei ad essere tanto prolifica … nè tantomeno avrei il coraggio di espormi ad eventuali critiche … per ora mi limito a leggere ed arricchirmi sbirciando i pensieri altrui! condividere il proprio sapere e le proprie emozioni è un atteggiamento estremamente generoso (quando si sa scrivere come sai scrivere tu, ovviamente!) … perciò ti ringrazio per aver aperto questo blog! e per avermi fatto scoprire altri favolosi scrittori generosi quanto te!
        ps: considerami una tua fan sfegatata!!! 😉

      • Ok, andiamo per ordine. Intanto ti ringrazio per i complimenti (no lo dico tanto per dire), ma la cosa che ci tenevo a dirti è questa: secondo me dovresti aprire un blog e dovresti farlo al più presto. È un mondo meraviglioso, pieno di gente interessante e con una “certa” testa (tranne me), tutti requisite che ti appartengono in pieno. La storia dell’ansia da commento c’è, ma è un’ansia positiva e stimolante. Vedi, qui nessuno si aspetta di trovare dei novelli Sciascia, non ci sono regole nè tantomeno frequenze di pubblicazione da rispettare, ognuno scrive quando ne ha voglia, quando ha un’idea o semplicemente quando sente il bisogno di farlo, nessuno giudica nessuno e coloro che lo fanno (quasi nessuno) non hanno capito il vero spirito dei blog, quello che ho potuto vedere da blogger (termine che uso solo per fare il figo, in realtà sono un cialtrone) è un enorme rispetto nei confronti di chi scrive, le critiche che vengono mosse sono tutte estremamente costruttive, anzi sono occasioni per imparare cose nuove da qualcuno che (forse) ne sa un pò più di te. Poi, che c’entra, lo scemo di turno ci sarà sempre, ma quello c’è anche nella vita di tutti i giorni.
        Ok, scusami se mi sono dilungato, ma ci tenevo a dirti queste cose, non ho consigli da darti, anzi uno c’è: buttati, non rischi niente, secondo me hai solo da guadagnarci, è un viaggio interiore unico, un’occasione per scoprire cose di te che neanche immaginavi e di solito sono sempre bellissime.
        P.s. Io sono qua, per domande, insulti e piccoli reati. 🙂
        P.p.s. Non fare caso alla grammatica, è uscito così, non ho badato molto alla forma.

      • wow! sei un perfetto motivatore … se un giorno dovesse arrivarmi l’ispirazione, sappi che ti romperò le scatole per avere le informazioni necessarie!!! … comunque sei troppo un grande!!!

      • Si, scusami ho esagerato, mi son lasciato prendere la mano, ma quando parlo di cose che mi appassionano mi faccio trascinare dalle emozioni. Comunque le cose che ho detto su di te le penso veramente. Quando vuoi sai dove trovarmi. Scusami ancora,

      • scusa per cosa??? mi ha fatto solo piacere leggere le tue parole! sei il mio propulsore alla riflessione! … si può dire? non trovo altre metafore! grazie per i complimenti! penso tu sia una bella persona, oltre che un bravo scrittore! se mai aprirò un blog ti dedicherò sicuramente un post!!! 😉
        ps: una cosa che apprezzo davvero è che trovi sempre il tempo di rispondere ai commenti … qui a casa tua si legge e si conversa amabilmente con l’autore … ci si siede comodi sul divano e ci si ritrova con caffè e pasticcini in mano … ho reso l’idea?? sei davvero ospitale!

      • ahahah, grazie, hai reso l’idea, diciamo che mi pare normale rispondere ai commenti,insomma, se qualcuno viene qui, legge e si prende la briga pure di commentare mi sembra il minimo rispondere. Ok, detto questo…al cioccolato, a me i pasticcini piacciono al cioccolato.

  8. Vuoi un commento serio o alla caxxo??…. mi viene il primo: una cosa e’ certa salvo qualche consiglio post pugno post trauma percepsco che della tua via tu sia soddisfatto ed é una grande cosa! mi viene in mente il secondo: ma i camperos con il chiodo???? anche no!

  9. E’ una riflessione che facevo anch’io (e da qualche parte devo anche averlo scritto, ma chissà dove). Riguardano le foto ad esempio della maturità, rivedendomi, mi viene da chiedere…ho rispettato quello che speravi? Sono stato il cavallo giusto su cui hai scommesso allora? Ho sono stato una sòla? Tutto sommato penso di sì, ma è anche vero che la modestia non è proprio la mia dote migliore…. 🙂

    • Credo che vivere senza troppi rimpianti sia già un sintomo positivo, lasciarsi i vari “avrei potuto fare” alle spalle potrebbe aiutarci a godersi di più ciò che stiamo vivendo. Ma queste sono solo mie opinioni e non sono certo un’aquila in materia di deduzioni. 🙂

  10. credo che, infondo portiamo addosso tutto quello che si ha, anche i sei anni degli anni ottanta pure se pendono da una parte come la torre di Pisa ( visto mai?) a me la tristezza l’hai fatta venire davvero ripensando a quanto ho creduto a Père Noel, ma sai, non perché fossi tonta, ( credo 🙂 ) ma perché mi ostinavo a credere che i miei di bugie non me ne dicessero mai…e vedi questa esperienza me la porto addosso tutta, perché di questo mi si è attaccata una grande diffidenza nel più o meno prossimo
    olé

    • Ecco, sdrammatizziamo va: un mio amico è stato davvero fortunato, i suoi genitori non gli hanno raccontato bugie in tal senso. Il su’ babbo si chiama Natale per davvero, infatti è venuto su un ragazzo/uomo deciso e sicuro di se…vedi a volte le fortune della vita…. 🙂

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