“Orecchio”…”mi piace”

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Passi un paio d’ore (abbondanti) per scrivere un post, quantomeno decente, fai un po’ di ricerche su wikipedia, giusto per documentarti e sfoggiare qualche termine da bimbo acculturato, saltelli qua e la fra le righe del sito del “dizionario italiano” per evitare di commettere errori madornali di ortografia. Infine cerchi di inventarti (o di scopiazzare con discrezione) alcuni paragoni che possono risultare simpatici.

Insomma, cerchi di applicarti il più possibile, rileggi la tua “opera”, realizzi che è un tantino stringata (altro termine ricercato su wiki), quindi aggiungi un paio di paragrafi, giusto per donarle una misura di parole accettabile.
Ok dai, diciamo che potrebbe andare, la pubblichi e incroci le dita.

Certo, non scrivi per fame di gloria, ma semplicemente per il gusto di farlo, però, oh, sei un insicuro cronico e qualche apprezzamento schifo non ti fa.
E poi…e poi capita che la mattina dopo esci e cammini per le strade del centro, la tua attenzione viene richiamata da un tuo vecchio amico (vecchio nel senso che lo conosci da parecchio tempo, sennò se realizza che parlo di lui magari si incazza, anche perchè ha la mia età e perciò è un ragazzino), che ti chiama, ti fermi a fare due chiacchere veloci e lui esordisce così “oh France, mi fanno ridere i tuoi post, infatti metto sempre “mi piace” e i miei “mi piace” sono centellinati (è un tipo che se lo tira con gli apprezzamenti feisbucchiani) però deh, che palle…troppo lunghi, cazzo scrivi meno, avresti più successo, per esempio “culo” – “mi piace”, “tette” – “piace”, “f..a” – “mi piace”…è chiaro il concetto??”

Il concetto è chiarissimo, ma probabilmente (ma non ne sono sicuro), non possiedo il dono della sintesi.

Comunque mi sto allenando, perciò…oh, Simo, …”Prostata” –