Il paradiso alternativo.

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Se abbassate un attimo l’amplificatore, se guardate bene fra le pieghe delle strade, se sfiorate con le dita le insenature dell’indifferenza, forse riuscirete a vederle. Le persone silenziose.

Sono quelle che non si notano mai, quelle di cui dimentichi l’esistenza appena si allontanano, quasi superflue agli occhi di chi si sente al centro della scena. Sono le figure nascoste dietro il sipario, che ringraziano con gli occhi un dio che non si vede, quando il pubblico applaude soddisfatto.

Sono i tatuaggi sottopelle, la foto chiusa a chiave in un cassetto. Le persone silenziose sono aeroplani sopra il Tibet con la scatola nera dentro al diaframma. Sono quelle di cui non noti l’assenza, che se ne vanno senza lasciare vuoti, come se non ci fossero neanche mai state.

Sono quelli che non ti cambiano la vita, come i discorsi sui problemi di qualcun altro, Le persone silenziose non si espongono, non dicono la loro, non prendono una posizione, ma non perché sia più comodo, ma per il timore di disturbare. Loro sono i facili bersagli, quelli con la rabbia caricata a salve, sono le bandiere lanciate contro il carro armato. Sono bolle di sapone, nate nella galassia delle spine.

Le persone silenziose parlano con gli occhi, usano gli sguardi come un bisturi nell’anima di quelli che alzano il volume, Non parlano per proteggere i loro pensieri vulnerabili, quel mondo di vetro in mezzo a palle di cannone. Hanno un cuore di cristallo e non si contano le volte in cui è andato in frantumi e ogni volta è sempre più difficile ricomporlo, ogni volta impiegano più tempo. Ogni volta manca un pezzo.

Le persone silenziose hanno i sogni sepolti sotto tonnellate di paure, contano i giorni che li separano da un sussulto di attenzione, vorrebbero sentire il peso di un sorriso sconosciuto. Hanno una giostra di emozioni da donare. Vorrebbero squarciare quel silenzio di cattedrali e mettersi a gridare che loro esistono da sempre, anche se sono trasparenti.

Le persone silenziose scrivono lettere a nessuno e con la matita lasciano frasi d’amore su un muro di graffiti. Sono quelli che prendono il coraggio a due mani giusto il tempo di una sigaretta per poi lanciarlo via insieme al mozzicone. Sono quelli che cercano di dare un senso ai loro passi spaventati, come se cadessero nel vuoto e ad ogni metro ripetessero “fin qui va tutto bene”. Ma non ci si abitua mai a precipitare, non si può vivere una vita con il fiato corto, perché quella non è vita.

Le persone silenziose si aggirano furtive e con gli occhi succhiano i decibel a chi li sfiora senza voltarsi. Sono ladri di parole e la loro refurtiva la nascondono tra le pagine di un quaderno. Si sentono sempre in imbarazzo, come se fossero ad una festa senza invito, come una sposa lasciata sola sull’altare.

Noi siamo le persone silenziose e voi che ne sapete di quello che facciamo quando fuggiamo dal rumore. Cosa ne sapete dell’invidia che proviamo nel vedervi andare in giro senza nessuna esitazione. Non potete immaginare gli sforzi che facciamo per camminare insieme a voi senza venire calpestati, come fossimo formiche nella terra dei giganti.Voi neanche realizzate quanto sia fragile il nostro scudo, siamo vetri di finestra da prendere a sassate. Viviamo nell’attesa dell’impatto.

Le persone come noi hanno l’esistenza sintonizzata su una frequenza differente, non riusciamo a prendere parte allo spettacolo, come se avessimo il biglietto ma il divieto di salire sulla giostra. Ma le emozioni che proviamo sono identiche alle vostre, forse solo un tantino amplificate. Siamo proprio come voi, cantiamo a squarciagola quando siamo certi che nessuno possa sentire, parliamo masticando le parole per la fretta di far conoscere la nostra felicità. Anche noi lasciamo costellazioni di pensieri sul cuscino dopo aver sognato prati biondi e labbra di passioni,

Abbiamo nelle orecchie infinite melodie perfette che si mischiano fra loro, creando una sola enorme assurda sinfonia. Le persone come noi hanno lo spartito rovesciato, come fosse un codice segreto che nessuno riesce a decifrare. E’ la nostra maledizione, quella di vivere cercando di farsi capire, di non soccombere, di trovare una maledetta ragione per non andare alla deriva.Ci chiudiamo nei nostri silenzi per non esporci alle intemperie, è il nostro guscio in cui poter fare baldoria, il nostro paradiso alternativo.

Non ci giudicate male, siate clementi, vogliamo solo essere tra voi senza darvi fastidio. Non fate caso a noi, non guardateci neanche, potremmo andare in mille pezzi. Voi proseguite il vostro show, alzate a bomba l’amplificatore, perché finché starete al centro della scena noi potremmo stare al sicuro sotto al palco. Presenze marginali che non fanno mai rumore.

Questa è la nostra dimensione, abbiamo firmato per il ruolo di comparse. E non si è mai visto una comparsa rubare la scena agli attori principali.

Le persone silenziose non chiedono attenzioni, ma se vi capita, lasciate due spiccioli di sorriso nei nostri occhi da mendicante. A voi non costerà fatica, per noi sarà la più grande ricompensa. Ma adesso basta parlare delle nostre insulse vite. Adesso è tempo di tornare ad ascoltarvi.

“C’è un silenzio del cielo prima del temporale, delle foreste prima che si levi il vento, del mare calmo della sera, di quelli che si amano, della nostra anima, poi c’è un silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato.” (Romano Battaglia).

Perché anche noi abbiamo un disperato bisogno di qualcuno che si prenda cura nel nostro piccolo insignificante tesoro. Il nostro misero cuore d’oro. (Heart of Gold – Neil Young)

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37 pensieri su “Il paradiso alternativo.

  1. Mi piace molto quello che scrivi e mi fa riflettere. Le persone silenziose, come le descrivi tu e come in effetti sono, lo sono per mancanza di coraggio, non per scelta. E forse occorrerebbe dire loro che si prendano il coraggio di dire, di esistere. Che le cose che dicono in silenzio, se fossero dette anche solo a mezza voce, riempirebbero un mondo intero. Certo, incoraggiamo chi parla a dar loro un sorriso, ma incoraggiamo anche queste persone silenziose ad esporsi, almeno un pezzetto, per non lasciare rimpianti di vita nelle loro tasche, in eterno.

    • Sono d’accordo con te, ma non è facile trovare il coraggio di dar voce ai propri pensieri. Ci provano, credimi, ci provano davvero, alcune di loro ci riescono, altre rinunciano, altre ancora…aprono un blog. Grazie infinite per essere passata di qua. Un abbraccio.

      • Lo so che non è facile, nulla lo è. Ma quanta felicità nell’accorgersi di potercela fare, anche se a piccoli passetti. Personalmente sono una persona silenziosa per scelta, ma quando sento di dover dire, dico. E mi batte il cuore a mille e sudo, ma poi sento dentro di me una forza che mi fa dire quello in cui credo. Che se non fosse detto sarebbe sprecato affogato dentro di me.
        Un abbraccio a te e grazie per quello che doni con le tue parole.

      • ..scusate se mi intrometto, ma non sono del tutto d’accordo..secondo me non è mancanza di coraggio se non parliamo, se non ci esprimiamo o non prendiamo sempre una posizione..o meglio, a volte può esserlo..ma tante volte ciò che ci blocca è paura di rendersi conto che alla gente non gliene freghi un tubo di quello che diciamo noi. Te ne rendi conto..tu parli e quelli sbadigliano, si distraggono..annuiscono, ma in realtà non vedono loro di prendere parola e fare lo show. Si ha paura di “disturbare”, come hai scritto tu. Come se ti auto invitassi ad una festa. E fa male. Tanto.

      • Già…e alla fine ti convinci che ciò che hai da dire non sia importante, ti senti sempre un gradino sotto e non intervieni neanche quando coloro che “insegnano” ne sanno palesemente meno di te. Ti stringi nelle spalle e tieni per te i tuoi pensieri.

  2. Un po’ ci si nasce così, un po’ ti ci ‘addestrano’ per comodità….molto fanno la differenza tutti quelli che del tuo ‘cuore d’oro’ non han saputo che farci… Grazie delle tue meravigliose ‘illuminazioni’…mi fa quasi paura quanto tu riesca a delineare i profili meno banali…mi verrebbe voglia di gridare…’sono qui sotto, venitemi a prendere…!!!’ ma so già che la musica, lassù e’ troppo alta per sentirmi…;-). Buona giornata

    • Penso che, per chi è abituato a stare al centro, sia altamente faticoso stare ad ascoltare quelli seduti ai bordi della scena. Faticoso e controproducente, perché poi sarebbero costretti a mettersi in discussione. E questo, davvero, non sono abituati a farlo.
      Grazie infinite per il tuo commento e per i complimenti. Grazie davvero.

  3. oppure, appunto, aprono un blog. dove possono continuare ad essere silenziose dicendo qualcosa. o possono dire qualcosa continuando ad essere silenziose.
    ancora devo capire quale delle due.. ma io sono una di quelle.
    ciao, bellissimo post
    chiara

  4. Il lunedì aspetto i tuoi post, come una volta aspettavo il sabato sera per uscire.
    E l’attesa non mi delude mai, nemmeno stavolta.
    Stavolta è come se mi avessi parlato in sottovoce, silenziosamente appunto, ma le tue parole mi sono arrivate facendo un gran rumore in testa. E le sento ancora, pure adesso che ho smesso di leggere.
    O sto diventando pazza io o sei proprio bravo tu a raccontare certe storie. 🙂

  5. ”Le persone silenziose hanno i sogni sepolti sotto tonnellate di paure, contano i giorni che li separano da un sussulto di attenzione, vorrebbero sentire il peso di un sorriso sconosciuto. ” …. E’ uno scritto troppo vero.

      • Grazie a te, per avermi fatto sentire parte del tuo scritto. Sono sensazioni che anch’io ho avuto modo (purtroppo o per fortuna) di provare. E forse è una fortuna sì, perché le persone silenziose, a mio parere, hanno un modo diverso di vedere la vita, riescono a vedere ciò che molti non vedono. Tuttavia, sono spesso le stesse che soffrono molto, prigioniere di loro stesse. Buona serata..
        Buona serata 🙂

  6. Credo che sia anche una scelta….in fondo ce n’è già tanta di gente che parla….per lo più a sproposito in verità, qualcuno che ascolta e pensa, è necessaria 😉
    In quanto ai gesti di affetto…beh, tutti li desiderano, anche e soprattutto chi fa vedere il contrario 🙂
    Bellissimo come sempre, buon pomeriggio.

  7. Arrivo tardi, oggi. Avevo già iniziato a leggere, stamattina, ma avevo dovuto interrompere. Troppo difficile, questa giornata. Troppo intenso quello che leggevo. Troppo triste il suo significato. Tutto….troppo. Ma come per tutte le cose importanti per noi, non sono riuscita a stare troppo distante. Io non sono una persona silenziosa..ma così come a volte il silenzio può dire molto più di tante parole, altre volte sono le troppe parole che nascondono silenzi inconfessati e inconfessabili. E poi tutti hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura del nostro piccolo insignificante tesoro. Il nostro misero cuore d’oro.

    • Non preoccuparti, non è mai tardi per commenti come questo. Lo sai che è vero quello che dici? Anche parlare tanto nasconde un disagio, non ci avevo pensato, ma è così.
      Mi dispiace per la tua giornata…”troppo”. Ti mando un abbraccio.

  8. -> Allora, ancora, attacco a leggere Qui, e mi devo per forza suffermare riga per riga. Non è da tutti catturare così il tempo altrui. Ma stavolta è stato anche (un po’ diverso) : mi ha colpito qui (questa storia) Qui alla pancia <-

    • Vedi, in questo caso non ho cercato di catturare il tempo altrui. Ho cercato di catturare il MIO tempo. Ogni tanto ne ho bisogno. Che certi pugni alla pancia forse fanno un po’ meno male se riesci raccontarli. Forse lasciano lividi sopportabili. Forse.
      Grazie infinite.

  9. Volevo cliccare sul mi piace per non interrompere le meravigliose sensazioni che ho provato nel leggere il tuo post, forse a volte è meglio restare silenziosi per non alterare l’armonia di ciò che si è venuto a creare, ma stavolta quello che hai scritto è davvero troppo bello

  10. Una persona che c’è, è uno sguardo. Uno sguardo dietro a tutto. E’ un modo di guardarti in silenzio che significa tutto per me. Significa che c’è. La persona silenziosa e attenta, ha un fascino indescrivibile: il suo silenzio crea una sete, quella di essere esplorato. Le meravigliose immagini che hai accostato a chi vive il silenzio, lo rendono, e ti rendono, speciale.

    (Haruki Murakami)

  11. Mi tocca particolarmente.
    In passato, da piccola, facevo di tutto per integrarmi a dovere.
    Per essere esattamente come ad altri sarebbe piaciuto che fossi.
    Poi ho capito.
    Ho capito che la rarità è bellezza e che il silenzio è forza.
    Che la distanza è discrezione. Meravigliosa, incomparabile.

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