Uno sguardo in Irlanda.

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Ci sono mari sconfinati e ci sono scogliere che li contengono. È così e niente potrà sciogliere l’abbraccio che li unisce.

Vivo da sempre in una città di mare e tutte le volte che mi trovo a passare sulla strada che costeggia la scogliera devo rallentare, a volte fermarmi e guardare verso l’infinito. Succede ogni maledetta volta. E da sempre, in quel preciso istante, nasce un’emozione che mi seduce. Ogni volta.
Ho sempre creduto che esistano due tipi di emozioni, quelle che si fermano agli occhi e quelle che arrivano allo stomaco.

Sì, perché certe sensazioni si piantano dentro, come certi gesti o certi amori.
E non importa se poi il momento passa, il senso di vuoto che toglie per un attimo il fiato ormai è dentro, giù, in fondo. Ormai fa parte di noi e nessuno potrà mai toglierlo da lì. Siamo legati, come il mare e la sua scogliera.

Ci sono emozioni che seducono il nostro stomaco, sono piccole cose, magari piccoli gesti, come una donna che si sposta una ciocca di capelli dagli occhi, ma lo fa in un modo che ci sorprende, lei neanche sa di quanto sia irresistibile in quel momento, di quanta bellezza sia capace di sprigionare, una bellezza che fa quasi male, come fosse un fastidio. Lei non lo sa di aver agitato il nostro mare, di aver fatto nascere una nuova emozione che ci seduce.

E non ci saranno liti o parole sbattute sul tavolo che riusciranno a strappare via quella scheggia dal respiro. Sarà così ogni volta che la guarderai negli occhi e ci vedrai l’Irlanda, o la vedrai sorridere e sentirai l’odore della Normandia, muove le mani e tu sei seduto su uno strapiombo portoghese, con l’Atlantico che minaccia tempeste.
E ti ci perdi in quegli occhi e in quei sorrisi e anche se lei smetterà di guardarti non importa, tu sentirai ancora il mare sotto di te che tira cazzotti agli scogli.

Perchè ormai sei là e se l’amore è volubile, tu non smetterai di pompare il salmastro nei polmoni, né di guardare i vortici dell’acqua, né di sentire le grida della tua emozione che ti seduce.

E allora non fa niente se lei se ne andrà, se porterà con sé i sospiri, i silenzi, i giardini d’estate, i baci voluti e quelli mai dati, i morsi alle labbra, le 9 e 40 e i giorni di vento, le strade in campagna e le ore a parlare, i biglietti non scritti i “noi ci sentiamo”, i sogni e i cassetti, i parcheggi assolati, il tempo in attesa di un treno in arrivo, i “dammi le mani, non senti che tremo”, restiamo in silenzio che voglio sognare, che è il nostro modo di fare l’amore.

Ci sono mari e ci sono strapiombi, a volte mancano sia gli uni che gli altri, esistono solo alcuni impercettibili sospiri interrotti, che resteranno dentro lo stomaco in attesa di una scogliera e della sua emozione che ci seduce.

” Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé.” Francesco Bacone

Se vi capitasse di viaggiare e incontrare la vostra scogliera, se volete, senza impegno, mandatemi una cartolina

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46 pensieri su “Uno sguardo in Irlanda.

  1. il poeta di via della moscova, che vive a 500 metri da qui e credo sia antipaticissimo e a volte lo ho visto in giro col cane, diceva che era meglio inventarsi un fiume, perché il mare “è facile, c’è poco da inventare”… ma io mi chiedo se la questione sia poi inventarsi qualcosa, o solo vivere… personalmente, ho amato e amo di amore di porto, di morsi d’america su muri di quartiere, di biblioteca, di collina, e le cose mi sorprendono più di quanto io possa sorprendere loro. Bello il post, davvero!

  2. E’ esattamente così… un post talmente bello da far male.
    La mia scogliera l’ho incontrata tempo fa ed io sono sempre ferma a guardare il mare.
    Mi ripeto, ma le tue parole arrivano fino in fondo all’anima, dentro alle ossa.

  3. Le tue riflessioni arrivano sempre allo stomaco con mille emozioni, difficile poter commentare, si ha il timore di svilire in un certo senso quanto detto… credo che tu abbia ragione, per quanto a volte si voglia negare, ci sono emozioni e sensazioni che rimarranno nel cuore sempre, comunque vadano le cose, potranno esserci altre scogliere ed altri mari, ma saranno comunque e sempre altre….e quindi diverse. Buona giornata 🙂

    Date: Tue, 23 Sep 2014 07:08:48 +0000 To: silvia-1959@live.it

    • cara Silvia, toccante e dolce il tuo commento, si può aggiungere ben poco dopo parole così forti e tenere. hai ragione tu! Ci sono tanti mari e tante scogliere, poi c’è un Mare e una Scogliera soli, che si uniscono in un amplesso che non avrà mai fine. Ti auguro una lieta e serena mattinata, Fabiana Schianchi.

  4. ci sono stata lì. non c’era un filo di vento stranamente, riuscì a sedermi e a guardare giù. vidi le balene. e provai un’attrazione talmente forte davanti tanta bellezza che mi ci sarei tuffata….

    • Sai che ti dico?, è la stessa sensazione che provo ogni volta che mi trovo sul ciglio e guardo giù, non si tratta di di volersi fare del male, intendiamoci, è proprio voglia di tuffarsi dentro ad una meraviglia. E per un istante, un istante soltanto, sentirsi davvero liberi.

  5. Mi hai toccato il cuore e ricordato che ho scritto una poesia che ha fatto affiorare , in una persona che l’ha letta, tanti bei ricordi di una terra che portava nel cuore: l’Irlanda. Bellissime le tue parole , grazie. Isabella

  6. Amo le cartoline e il fatto di spedirle, mi fa sentire più vicina alla persona che ne è destinataria. Strappa il cuore il tuo scritto di stamane, quindi forse trovo qui la risposta alla mia domanda di stamattina? Alla quale nessuno/a ha ancora purtroppo risposto! Io ti aspetto nel mio salotto, chissà se hai tempo e voglia di passare da me….Fabiana.

  7. chi ha il mare ha un peso dentro senza il quale non può vivere, io ho il mare, lo vedo ogni giorno, senza non sono riuscita a stare, perché ovunque andassi nel panorama, che mi si parava, cercavo sempre il mare all’orizzonte. il mare agita, dà serenità e calma, il mare mi appartiene e io gli appartengo. non si può spiegare un legame viscerale. tiZ

    • Io non ho neanche provato a starci senza il “mio” mare, dalle mie parti si dice che noi che siamo nati qui, il mare ce lo portiamo dentro. E se te lo dicono i pescatori sul molo, con il cappello di lana, l’impermeabile verde e un sigaro da un euro e cinquanta in bocca, allora, forse, è vero.

  8. L’ha ribloggato su Il blog di Erre (robertoemanuelli.com)e ha commentato:
    Siamo al terzo Reblog, a lui lo conoscete quasi tutti, credo. Ecco, tocca le corde giuste, è pieno di sentimento, è bello dentro. Okay, pure fuori non è da buttare via, ma, questo aspetto, proprio non lo voglio giudicare io. È un mio amico, e, prima di un nostro pranzo, i suoi post, da “bellissimi”, diventano “meravigliosi” (così offre lui…). Questo suo ultimo, ecco, è proprio da leggere. Chi già non lo segue lo faccia, ne vale la pena!

    Un abbraccio a tutti.

    Errechereblogga

  9. Non conta se sei “mare” o “scogliera”…certi incontri davvero non si scordano mai.
    Coinvolgente e…..generoso come sempre, questo tuo scritto.

  10. Ho scalato la scogliera, mi sono tuffata ne mare che la baciava, ho nuotato quasi affondando, perchè non so nuotare bene, ma amo i flutti, loro lo hanno capito, mi hanno aiutato; sono arrivata in una insenatura dove il mare è calmo, dove l’acqua è trasparente, quando arriva la tempesta il mare si muove, ma non irrompe, l’insenatura mi protegge, quando ho voglia di giocare tra i flutti il mare mi asseconda, mi abbraccia, mi gira, ma mai mi riporta al largo, sa che non ho più voglia di nuotare tra i gorghi e le grandi profondità. Mi sono stabilita in quella insenatura, spero di non doverla mai abbandonare, fino a che il Dio in cui credo non me lo imporrà.
    E’ la mia cartolina.
    Sempre bello quello che scrivi.

  11. Quando leggo post come il tuo capisco perchè non riesco più a scrivere nulla da me.
    Per scrivere certi post le emozioni ti si devono infrangere sull’anima come le onde di un mare in tempesta e le devi vivere come la polena di un veliero, di pancia e a muso duro… certi post escono dall’abisso del mare e si lasciano contenere dalle scogliere, ma vorrebbero fare molto di più, quelle scogliere le vorrebbero levigare di carezze che non facciano male. Certi post li sai fare tu, Pinocchio e pochi altri. E sarà che a “prima lettura” ho pianto…e ho pensato molto che non tutti i mari guardano le proprie scogliere così. Boh…amico mio, basta… che hai toccato corde fragili per me. Un abbraccione…

  12. Queste parole graffiano dolcemente l’anima. La mia scogliera non è una scogliera, ma una baita di montagna dove mi rifugio quando ho bisogno di sentirmi più libera che mai… Passare di qua e leggerti è sempre meraviglioso e, anche questa volta, sei riuscito a regalarmi un’emozione… Un abbraccio Pinocchio…

  13. isole di arcipelaghi ho sempre pensato questo, spesso si approda ma per lo più si naviga anche in alto mare per tempo e spazio infinito, dove non ci sono turisti che fanno foto o cartoline da comprare nei negozi souvenir, la mia cartolina sarà così sempre in movimento navigante per (a)mare.

  14. Ci sono scogliere che non dimentichi. Possono passare anche degli anni, e tu credi che standoci lontana anche il sentimento che hai provato un tempo possa dileguarsi o perlomeno affievolirsi. Ma poi la vita ti riporta a quella scogliera e ti bastano pochi istanti e sai perfettamente che ti sei solo ingannata per tutto il tempo, perché il tuo sentimento originario è ancora lì, intatto, puro… e fa parte di te in maniera così profonda che risulta impensabile e perfino ridicolo anche solo credere di poterlo strappare via da te.
    Un abbraccio, buona giornata
    Laura

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