Dentro un sogno d’amianto.

E allora scrivi, per non sentire il tempo che passa, per non vedere gli anni cadere, per dire che non ti basta veder passare i tuoi giorni.

Scrivi, perché devi far uscire la sabbia dai polmoni, perché in quella sabbia ci sono i tuoi sogni interrotti e fanno un male bastardo.
Scrivi, perché in qualche modo devi pur sopravvivere, parla dei momenti in cui vorresti strappare il cuore e piantarlo al muro per farlo parlare, per sentire che cazzo c’ha da urlare così forte, che non sei sordo, che qui c’è gente che vorrebbe riposare.

E allora scrivi, parla di cose che non sai, di persone andate, di storie finite, delle tue dita che fanno vibrare una chitarra acustica che non suonava da anni, della tua voce che segue le note ed esce impastata, di quando salivi su un palco e ti piantavano un microfono davanti e lì, in quel preciso istante, vivevi davvero.

E allora scrivi France, come ti viene, che tanto sono le 3 di notte, chi vuoi che se ne accorga se sbagli gli accenti, che a quest’ora si sa, non esce mai niente di buono, ma tu fregatene e continua a battere le dita sui tasti, e se anche nessuno leggerà mai, va comunque bene così.
Lo stai facendo solo per te, perché stanotte sei egoista, perché ne hai bisogno, perché ogni tanto l’anima deve riuscire a prendere aria.

Scrivi, che se scrivi non verranno a cercarti, che se scrivi non sanno chi sei, non saranno capaci di spezzarti il respiro, se metti in fila parola riesci a fregarli, se muovi le dita racconti il tuo blues. Se muovi le dita riesci volare.
E scrivi di te, che adesso puoi farlo, che a quest’ora chi vuoi che ti stia ad ascoltare, racconta il tuo mondo che è qui e ne senti il respiro, in questo silenzio ne intuisci i contorni, che alcuni giorni passati sono stati un regalo, che preghi ogni giorno che lei sia felice davvero, che mica è un reato stare bene ad oltranza, che tu ne hai bisogno di quegli occhi assordanti, che in quel tempo passato abbracciati sembrava tutto perfetto.

E raccontalo al mondo di quella smania imprecisa, che di giorno la lasci nascosta a dovere, ma con il buio riappare e sembra che voglia incendiare i tuoi sogni d’amianto. Che i sogni si sa, prendono fuoco con poco.

Scrivi, che fino a domani nessuno vorrà più sapere se stai bene o stai male e le facce che fai saranno sempre le stesse, solo i sorrisi sono meno impulsivi, ma chi vuoi che se ne accorga, io e te lo sappiamo che siamo bravi a celare un fremito di disperazione dietro a un solco sul viso.

E allora chiudi gli occhi, roba di un minuto, che la vita è in attesa dei tuoi passi all’assalto e se senti che cedi stringi i pugni più forte, che le botte che hai preso fanno male sul serio e non c’è più motivo di aspettare che il dolore svanisca da solo.

Respira Francesco che domani è arrivato e dobbiamo riuscire a trovare le scuse migliori per non lasciarsi affogare. E se non sai come fare, dai retta a me, con i denti serrati e le mani tremanti, prendi fiato. E poi scrivi.

“Un sognatore e’ colui che puo’ solo trovare la sua strada dalla luce
della luna, e la sua punizione e’ che vede l’alba prima del resto del mondo.”
Oscar Wilde

Oltre all’originale, questa è la versione che preferisco. Ve la presto, speriamo ci aiuti a sentirsi vivi.

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71 pensieri su “Dentro un sogno d’amianto.

  1. mi hai fatto piangere.. e no, non sta proprio bene! non si fa piangere una signora..
    toccante ……me la metto addosso e via.. si va a mettere in scena le ossa e ricoverare i pensieri in scatole nuove… ehi.. sai una cosa? io scrivo, scrivo, scrivo sempre..
    Grazie!
    A

  2. Spesso mi capita, leggendoti, di non trovare le parole giuste per poter lasciare un commento…diciamo adeguato, non mi piace scrivere cretinate giusto per il gusto di scrivere. Ecco…il problema è proprio questo, non riuscire a tramutare in parole le emozioni, cosa che tu fai egregiamente….sarebbe bello.Buona giornata.

    Date: Tue, 30 Sep 2014 06:52:00 +0000 To: silvia-1959@live.it

  3. Chi scrive di cuore e di necessità, lo si riconosce sempre. Poi tu scrivi anche bene, per cui non c’è molto che si possa dire, al di là d’un banale “complimenti, bellissimo post”.

  4. In modo diverso, tu lo sai fare molto meglio di me, tu sai scrivere, io no, non così, abbiamo fatto un post molto simile. Se avessi letto questo prima, non avrei postato il mio.
    Fa bene scrivere quando il cuore urla.

    • Ho letto il tuo post e direi che mi è piaciuto davvero tanto, quando ci mettiamo il cuore non esistono post migliori di altri, sono parti di noi che decidiamo di far conoscere e questo credo che sia un discreto atto di coraggio che merita attenzione. Continuiamo a scrivere, che va bene così. Grazie per essere passata di qua. Un abbraccio.

  5. Qualunque sia il motivo per cui scrivi continua a farlo, sempre, perché doni grandissime emozioni appena le dita toccano la tastiera …mi hai fatto salire sul gommone a fare rafting tra i tuoi pensieri 🙂 bellissimo, grazie!

  6. E come sempre riesco ad arrivare alla fine, ma il cuore fa male e la gola pure. Mi emoziona quella che scrivi, forse troppo o forse no. Io mi rompo in mille pezzi spesso, ma senza fare rumore e ogni volta ricostruisco, cresco e mi rafforzo, nessuno se ne accorge o forse fanno finta, ma ogni volta riesco a risalire e degli altri me ne fotto….grazie Pinocchio…..

  7. Pensieri bellissimi, parole come un fiume e quella sensazione che conosco… ho passato anni così…
    Di quando il mondo dorme e l’anima invece è sveglia, è inquieta ed ha bisogno di parlare, di lasciarsi andare, di volare… Quando invece, di giorno, deve rimanersene al suo posto….
    Sono momenti di transizione per riprendere un ritmo “normale”.

    Buona giornata….

      • Sensazioni che, anche se non sono poi così piacevoli, sono tappe importanti, confermo.
        Sono momenti ricchi di pienezza, anche se portano con sé delle rinunce, delle scelte e la ricerca di un nuovo equilibrio.

        Ricambio l’abbraccio.

  8. io ho abbandonato la penna…però quando voglio respirare passo da te…che certe notti sono interminabili come quella di stanotte… se solo avessi preso la penna in mano avrei sbattuto cuore su un blog e invece quel pezzo di carne che batte me lo risparmio per un futuro migliore…perché a volte davvero non ne vale la pena

  9. “Scrivi, perché in qualche modo devi pur sopravvivere, parla dei momenti in cui vorresti strappare il cuore e piantarlo al muro per farlo parlare, per sentire che cazzo c’ha da urlare così forte, che non sei sordo, che qui c’è gente che vorrebbe riposare.”

    Non serve aggiungere nient’altro.

  10. Meravigliosa canzone, perfetta per questo pezzo, al suo…livello.
    Calvino diceva che “scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto.”
    Bello scoprirti….così.

  11. Bravo francesco, ti sei spiegato da Dio e non eri di certo Pinocchio, tu le bugie in questo articolo memorabile non le hai raccontate. Mi ci vedo e mi ci rispecchio molto nella tua personalità, mi piace leggerti e conoscerti solo attraverso questa merda di tastiera che arrivo ad odiare, ma della quale per ora non posso ancora farne a meno. Vorrei sentire la tua voce, far sentire la mia, vorrei guardarli quegli occhi e quelle labbra di centinaia di persone che come me, hanno ancora qualcosa da trasmettermi. Cavoli! Ci vuole testa e cuore, anima e cervello per urlare così forte, tu ce l’hai fatta, ed io ti ho sentito bene. E ha iragione quando dici che se scriviamo prendiamo un tavor o uno xanax o un altro maledetto veleno in meno. E’ un pò come le mie camminate proverbiali, mi evitano un attacco d’ansia e lo grido forte. Sì ho soffero di attacchi di panico da rotolarmi per terra, di depressione, ora con gli anni il panico se n’è andato ed è rimasta un pò d’ansia, abbastanza sotto controllo. Non ho vergogna a dirlo, credo purtroppo di non essere la sola ad averne sofferto. E lo dico senza vergogna, se potessi aiutare anche solo una persona a credere che si può migliorare moltissimo, ma guarire mai. Scordiamocelo proprio per Dio!

    • Direi che le tue parole sono state una scossa, mi hanno fatto capire in modo più chiaro che le parole, comprese le mie, hanno un peso per chi le legge, non è una cosa da poco, sono le classiche cose a cui non penso mai mentre scrivo (sí, ok, la grammatica di questo commento è inguardabile, ma ti assicuro che è buon segno). La cosa che mi onora di più in assoluto è il fatto che ti sia sentita libera di raccontare una tua esperienza personale, penso che per chi scrive per il piacere di farlo, come me, sia il regalo più bello che si possa ricevere.
      Ah, per la mia voce è semplice: mangiati tutte le “c” e il gioco è fatto. Un abbraccio grandissimo.

      • Ciao Francesco, il tuo nome è bellissimo se mi permetti di usarlo! Grazie per aver capito le mie parole scritte con verità e desiderio che anche altri le leggano, per comunicarle ad altri ancora cosichè quel mostro chiamato ADP (attacco di panico) perda la sua forza e divenga sempre più mite. Sono molto rattristata perchè anche io ieri, con contenuti diversi ho avuto il coraggio di scrivere un pensiero che mi sta molto a cuore, lo avrei voluto urlare forte anch’io: nessuno penso lo abbia condiviso, o recepito nel modo giusto. Ma sono la sola a vedere e a provare tutto questo schifo che ci circonda? Fabiana.

  12. Impetuoso ed efficace.
    Mi è piaciuto quel “se muovi le dita racconti il tuo blues”…
    E allora scrivi e suona per noi. 🙂

    G.

  13. L’ho letta d’un fiato, e leggendola fa quasi musica, te ne sei accorto? Suonavi, forse, uno strumento vero…suoni adesso uno strumento nuovo, forse meno tangibile, ma non meno reale…e la voce che esce da quello che scrivi, credimi, è meravigliosa…
    Come sempre, togli il fiato…e riempi l’anima…

      • Un musicista rimedia agli impallamenti continuando a suonare…e riprendendo il filo appena possibile…tu continua a scrivere e nessuno si accorgerà dell’accordo sbagliato, anzi, lo prenderanno come una variazione di stile interessante…tu continua a far musica con le parole…che la musica, qualsiasi sia salva il mondo! Un abbraccio!

  14. non se ne può fare a meno, riaffiora la scrittura quando va alla deriva poi ritorna, in fondo è un tatuaggio, il nostro marchio di fabbrica no logo o cicatrice che ti ricorda chi sei, sempre.

  15. Sai scrivere, che sia giorno che sia notte, che manchino gli accenti o no…sai scrivere e allora la polvere se ne va, ma spero che l’amianto centri poco perchè l’amianto avvelena; l’esistenza vale più di tutta la polvere che l’amianto crea, e alloa lo spolvero, lo chiudo in un sacco nero e leggo la bellezza delle tue parole.

  16. Se tutti scrivessero come te…
    Non ho mai letto niente di banale qui. Ammetto che a volte non sono in grado di lasciare un commento che reputi all’altezza del post e forse è così anche ora, sono sincero.
    Altrettanto sinceramente ti dico che, nel mio piccolo, rubo da quelli come te, da ciò che siete in grado di scrivere e trasmettere. E non sono di certo uno a cui mancano le parole.
    Complimenti.

    • No, dai, così no, così mi imbarazzo davvero. Sono solo un ragazzetto (si…tipo) di provincia che si diverte a mettere in fila parole, perciò, davvero commenta quanto e come vuoi, ruba pure tutto quello che ti serve, tanto sono assicurato, chiama pure gli amici, facciamo un rave party, che ci frega. Mi blog es tu blog.
      Oh, davvero, grazie.

  17. Che bella scoperta che sei! Sono felicissima di essere capitata qui, scrivi d’incanto, di pancia ed è bellissimo..(bada che difficilmente trovo qualcuno che mi piaccia così tanto, davvero..scusami ma non riesco a tenere a freno l’entusiasmo) un inno questo tuo post a chi sente il “ruggito” della scrittura…per chi di scrivere non riesce fare a meno, per chi ad un certo punto capisce che è nato per fare questo…bravo, bravo e dotato soprattutto…puro talento! E mi fermo qui…mi hai “catturato”.

    Giusy

    • Aspetta che rileggo…perché non sono sicuro, sì, ok, ce la posso fare.
      È un post nato così, hai presente? Uno di quelli che non sai se pubblicarlo o lasciarlo in sospeso in eterno, poi lo guardi, lo rileggi un paio di volte e dici “ma si”. Ecco, uno di quei post lì.
      Ehi, bischerate a parte, grazie. Davvero.

  18. Il commento ovviamente non è riferito soltanto a questo post in questione che rappresenta uno sfogo intimo e personale, trattenuto forse a lungo e poi esploso così tanto efficacemente, emotivamente coinvolgente e travolgente…ho letto qualcosa dei tuoi post e ti dico che si, tu senza ombra di dubbio sei nato per scrivere!

    Buona serata.

    Giusy

  19. Il mio commento, dopo tutte queste parole bellissime, sarà banale perchè non so scrivere…. ma volevo dirti che sono felicissima di aver incontrato i tuoi scritti, mi rispecchiano tantissimo, quindi grazie di cuore e, mi raccomando, scrivi, scrivi, scrivi !

    • Non ci sono commenti banali. Sono felice anch’io di aver incrociato i nostri percorsi. Per scrivere non servere granchè, basta un ascoltare le nostre emozioni e metterci sopra una bella dose di “chissenefrega”. Scrivo, non posso farne a meno. Grazie, grazie, grazie.

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