Alla corte di Madame Sitrì.

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C’è l’anima di un gatto ammaliante dentro ognuno di noi.

Ne senti la presenza, si aggira sinuoso fra un ideale tradito e un principio venduto al mercato rionale, rimane in agguato e non sai mai quando uscirà allo scoperto, in realtà preghiamo sempre che resti al suo posto, ma non sarà così. ci cammina dentro silenzioso, si muove furtivo attorno ai nostri ideali, ci tenta, ci seduce, ci rende instabili, ci rassicura, come un bacio lento che vorresti non finisse mai

È il nostro mistero, il nostro lato in penombra, ci graffia con i ricordi e ci ammalia con gli entusiasmi.
È il nostro riflesso imprevedibile, seducente e profumato come le prostitute del bordello di Madame Sitrì, ci illude, ci regala l’impressione di poterlo controllare, si sdraia docile ai nostri piedi, per poi sbranarci nei momenti meno opporuni.

Si impossessa di noi mentre discutiamo animatamente, mentre tiriamo sassi contro un dolore fuori controllo, mentre guardiamo la nostra America allontanarsi asciugandosi il viso. Pilota le nostre parole, quando le frantumiamo contro i muri di due occhi indifesi, esce fuori sfoderando artigli affilati e straccia le vesti di quell’anima che ci aspetta da sempre, si accanisce sulla carne di chi ci ascolta morendo in silenzio.

Nessun rumore, si lascia accarezzare e poi con un balzo improvviso si prende gioco di noi, è la nostra lingua impulsiva che sputa sentenze, la nostra voce alterata che sbandiera rancori, le nostre mani agitate che spostano aria rabbiosa.
Si muove con grazia il nostro gatto lascivo, si strofina indecente come un’amante vogliosa, con il sul manto lucido di una bellezza inquietante, poi svanisce ammiccante dietro la tenda della finta normalità, ci sfida a seguirlo alzando la coda, invita a duello il nostro volere insicuro.
È il nostro sabato ozioso, il nostro istinto più vero, il desiderio straziante di affondare le mani dentro una voglia indecente.

Dà la caccia in eterno al nostro autocontrollo, lo trova, lo sbrana, lo nasconde in soffitta, ogni tanto lo libera per torturarlo di nuovo.
È il nostro grido ovattato, che trova uno sfogo improvviso, è il fuggiasco in attesa di un carcere nuovo, è lo sparo mortale ad un sogno in affitto.
È come quando ti manca talmente qualcuno che ti senti un teatrante senza il suo boccascena.

E allora nel silenzio più totale la sento che si muove con passo felpato, finalmente la guardo e la lascio graffiarmi, mi spaventa e mi cura. L’ anima errante del mio gatto randagio.

“Ognuno di noi è una luna: ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro.”
Mark Twain, Seguendo l’equatore

Se l’anima del mio gatto avesse una forma, mi piacerebbe che fosse così: Cats In The Cradle

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16 pensieri su “Alla corte di Madame Sitrì.

  1. ecco perchè c’ho sempre fame….è il mio gatto interno che si è risvegliato…..

    non so se averne paura o esserne felice 🙂

  2. è un gatto che riposa, dentro di noi (il nostro lato oscuro), che mosso da un impulso esterno si desta, si guarda intorno, lancia scintille taglienti da occhi gialli e penetranti…poi torna a dormire IMPerturbabile !! tiZ

  3. il mio gatto nero potrebbe essere aiuto per magie senza tempo per scordare o dimenticare l’assurdo e l’insensato del dolore che graffia scalfisce ferisce ma non abbatte perchè in fondo è solo un gatto con 9 vite certo. Ti rispondo con queste parole del bravo piergiorgio faraglia e lui parla di uomo nero che mi sa sta di casa vicino al gatto tuo… http://youtu.be/YSw3ela7k5s

  4. Bisogna prendere coscienza del proprio lato oscuro per poterlo assecondare quando è possibile ma controllare negli altri momenti….far finta che non esista non ha senso, meglio conoscerlo, coccolarlo, e prendere qualche graffio ogni tanto 😉
    Buon inizio settimana.

      • Certo che ti perdonerebbe! Uno dei miei grazie era proprio per il riferimento a Bobo Rondelli…adoro le sue canzoni, è un cantautore che amo e con cui mi sono innamorata! Una di quelle persone che adorerei avere come compagno di chiacchere al bar, davanti ad un buon caffè!
        Un abbraccio!

  5. Il lato oscuro ce l’ho, ma non è un gatto che sinuoso si muove, a volte è un lupo, fiero e solitario, a volte è un rapace, che vola alto sopra il mondo.
    Lo so, sono due animali superbi…ma che ci posso fare, io li adoro.

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